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venerdì 24 febbraio 2017

Medico Non Obiettore Non è merce di scambio




Sono un Medico non obiettore dal giorno in cui mi sono laureata. Forte e chiaro lo ripeto:
a- No a qualsiasi forma di mobilità dei Medici non obiettori.
Non siamo merce di scambio e garantiamo una legge dello Stato negli Ospedali dove siamo stati assunti.
E' una forma di punizione spostarci in altri ospedali. Ci vedremmo trasformati in poveri fessi "mazziati e cornuti". Non siamo solo medici non obiettori. A nessuno piace pensare che rendere possibile una legge dello Stato sia un carattere distintivo delle tante attività che svolgiamo nell'ambito della nostra professione.
Semplicemente siamo dei professionisti a tutto tondo, anestesisti e ginecologi. Non si capisce la mobilità altrimenti a quali medici dovrebbe essere rivolta. Forse ai valdostani per la loro bassissima adesione alla obiezione di coscienza? Quale è la proposta: mandarli in mobilità in Veneto, Lazio, Campania ecc.? Non dobbiamo sopperire alla incapacità di scelta e governo delle ASST della politica.
b- No ai gettoni di presenza per far sì che sia garantita la 194 negli ospedali dove vi è una obiezione di struttura.
Non si fanno "marchette" sul corpo delle donne!
Ogni Ospedale con una Ginecologia e Ostetricia deve avere un organico che rispetti l'espletamento di tutti i carichi di lavoro nel rispetto delle norme dello Stato.
Una IVG non è comparabile ad interventi di elezioni come tiroidectomie, ernie inguinali, colecistectomie, ecc. ecc. Il carico emozionale esiste ed è aspetto non trascurabile.
Volentieri ci spostiamo nelle giornate di riposo ad espletare turni di 118 o come gettonisti in ospedali in deficit di organico, lì dove mancano anestesisti per interventi in elezioni qualsiasi. I soldi piacciono a tutti e le nostre buste paga sono ferme da 8 anni.
Non andremo da nessuna parte per coprire doveri di colleghi con problemi di coscienza, non per tutti dettati dal credo religioso e a cui viene offerta su un piatto d'argento la possibilità di rifiutare una parte del lavoro. La 194 è una legge, è compito delle amministrazioni creare le condizioni per cui in ogni ospedale vi sia personale medico e infermieristico sia possibile l'espletamento di una legge dello Stato. La legge presenta scappatoie nell'art.9. Marina Terragni e la sottoscritta abbiamo lavorato per una proposta di modifica che renda l' obbligo di assunzione dei medici 50% obiettori e 50% non obiettori basandosi sull' impiando costituzionale della legge. Solo così non sarà più possibile l'obiezione di struttura e permetterà la presenza H24 di medici non obiettori in ogni ospedale.
La posizione di alcune associazioni laiche,parlamentari, così come dell'Ordine dei Medici del Lazio deve essere rigettata e pure con sdegno.



sabato 29 novembre 2014

La 194 si applica negli ospedali di Stato on.Locatelli

Mercedes Lanzilotta anestesista non sempre così sorridente

La chiusura del servizio ambulatoriale per le interruzioni di gravidanza dell'Ospedale Umberto I di Roma, ha scatenato un gran polverone, che porterà sicuramente alla sua riapertura con la  solita pezza a colori.
Sostanzialmente in Italia la 194 è lesa su tutto il territorio nazionale.
Solo nel 65% degli Ospedali è possibile abortire. Si registrano  Obiezioni di Struttura dapertutto, detengono questa triste e incivile realtà nelle percentali piùalte Puglia, Lazio, Molise, Veneto, Sicilia, Basilicata.
Noi anestesisti, pur non brillando nella Non obiezione, obiettiamo meno rispetto ai Ginecologi.
Non riceviamo pressioni o vessazioni, sin dall'entrata in specialità, e le nostre carriere non vengono interrotte se laici non obiettori. Siamo in quella fascia che deve essere molto attenta alla collocazione politica, se vuole fare carriera, a prescindere dalla obiezione.
Nonostante ciò se i Ginecologi sono per l'80% non obiettori, i nostri raggiungono il 70%.
In quel 30% ci sto dentro io, da sempre non obiettrice e da sempre a difendere la 194 perchè non ritorni l'aborto ad essere  un affare privato.
Ieri ho letto con somma delusione e rammarico la "soluzione"  proposta dall'on.Pia Locatelli,
a fronte di una analisi che ci vede concordi.

"A questo punto l’unica via di uscita sembra essere quella che lo Stato garantisca il servizio tramite strutture private convenzionate e a carico del Servizio sanitario nazionale. Siamo certe, purtroppo, che in caso di un possibile guadagno, molti attuali obiettori si ravvederebbero sulla via di Damasco."

Cara On.Locatelli,
ma cosa crede che a me 1000 Euro a seduta, per addormentare 20 donne, in una clinica privata non farebbero comodo?  Perchè sa, queste sono le tariffe.
I nostri contratti sono fermi da 7 anni e noi medici siamo abituati a un tenore di vita certamente diverso da quello che ci offre la spanding review.
Una interruzione vale in termini di DRG 1100 -1600 Euro.
Fatti un pò di conti ci sta alla grande il pagamento della sala operatoria con il suo personale, dell'anestesista e del ginecologo.
Alla struttura privata un lautissimo guadagno.
Grassi guadagni sulla pelle delle donne e con meno sicurezza.
Consideri che in un buon Team tra addormentare, aspirazione e svegliare la paziente in 20 minuti ha concluso l'iter.
Le scrivo tutto questo crudamente perchè mi sono sentita un pò presa in giro quando ho letto la sua proposta.
Cosa pensa che a noi, non obiettori al servizio dello Stato,  ci sia piaciuto sempre consentire l'attuazione della legge?
Ebbeno NO. Abbiamo avuto pure qualche problema di Burnout.
La letterina però in direziione non l'abbiamo mandata, per quel sano principio laico di difendere una legge delle donne, frutto di una lotta che ci vide vittoriose sul moralismo e perbenismo cattolico, imponendo dopo il divorzio una grande lezione di civiltà,
A noi medici non obiettori non ci diverte affatto e non lo facciamo perchè uan IVG  è come una ernia inguinale o una cisti del Bartolino,
Ci  appare doveroso, dignitoso, appartente ai nostri doveri.
Di uteri forati dalle mammane non ne vediamo più dalla fine degli anni 80 e non ne vogliamo più vedere, pure se provengono da mammane convenzionate.
Le ragioni di obezioni sono tante ma, senza entrare nel merito, le voglio dire che io ben altre proposte nell'immediato dalla Politica mi aspetto.
La Prima  è la richiesta di dimissione dei Menager dell'Ospedale nonchè dei suoi Direttori Generali e Sanitari.Mi aspetto si chiedano dimissioni irrevocabili perchè hanno impedito il funzionamento di una legge dello Stato.
Una azienda ospedaliera ha il dovere di prevedere un pensionamento.
Come è stato possibile che vi fosse solo un medico non obiettore.
Non doveva accadere e chi non ha agito deve intanto essere mandato a casa.
Troppo facile parlare in generale.
La Politica nomina tutti i Dirigenti, non nascondiamoci dietro un dito.
La Politica deve rispondere dei suoi danni e del manuale Cancelli con cui distribuisce le poltrone senza fare nessun conto sulle capacità professionali.
Altro che affidare al privato convenzionato.
Succede già in Puglia dove il 70% delle IVG si fanno in clinica...sottraendo alle casse dello Stato e ai nostro stipendi 3.000.000 di Euro.
A questo io medico non obiettore NON CI STO.

PS. io mi aspetto la modifica dell'artcolo 9 della 194, ma le assicuro che basterebbe non assecondare le assunzioni politiche e imporre ( e i DG possono farlo perchè la scelta alla fine dipende da loro)  neoassunti alla luce del rispetto delle leggi dello Stato, basterebbe a non avere tanti figli di Maria quali ginecologi e anestesisti.
I Direttori di Struttura Complessa devono obbedire ai DG, quindi se un poco siete addentro ai meccanismi che producete dovreste saperlo.
I DG però li nominate voi e quindi pragmaticamente che si chieda alla Regione Lazio  di fare i passi che deve fare.

martedì 7 ottobre 2014

Norlevo contraccettivo l'infermiere non prescrive




Le dimissioni della infermiera di Voghera, ben arrivate, non devono fare cadere sotto silenzio  l'ennesimo attacco alla 194:
allargare al personale infermieristico la possibilità di obiezione in tutti gli ambiti della professione,
persino il prelievo di sangue per l'ematochimica.
Basta dare uno sguardo su Google per avere un preciso quadro.
Non bastano 80% dei medici obiettori, l'obiettivo è chiaro. rendere la legge 194 impraticabile del tutto, puntando sul personale infermieristico.

Il rifiuto ha fatto scalpore perchè determinato da una Infermiera del Triage di un Pronto soccorso!
Sia chiaro in molti ospedale ogni notte vi sono ginecologi che rifiutano di prescrivere il  Levonorgestrel.
Sono i medici obiettori estremisti, quelli che dovrebbero essere allontanati dal servizio sanitario per le interpretazioni  a proprio gradimento.
Chiariamolo bene:
Il Levonorgestrel è un farmaco anticoncezionale come lo Iud, la pillola.
Semplicemente  è postcoitale. 
Non è una pillola abortiva, se c'è stata fecondazione non funziona.
Il limite delle 72 ore è posto per questa ragione. Null'altro.
A questo proposito la sentenza del TAR del Lazio 
sentenza 8465/2001 

“Norlevo” non contrasta con la legge n. 194/1978, poiché il farmaco autorizzato agisce con effetti contraccettivi in un momento anteriore all’innesto dell’ovulo fecondato nell’utero materno. Detta evenienza resta sottratta alla regolamentazione dettata dalla legge richiamata che, come in precedenza esposto, assume a riferimento una condizione fisiologica della donna di stabile aspettativa di maternità cui soccorrono, in presenza di una volontaria e consapevole scelta interruttiva, specifici interventi di assistenza sul piano sanitario e psicologico.
Come, del resto, illustrato dalle parti resistenti, il farmaco “Norlevo” esplica effetti di prevenzione della gestazione al pari di altri usuali metodi contraccettivi, quale lo “IUD” o spirale, che parimenti mirano a inibire l’impianto dell’ovulo fecondato e in ordine ai quali non si pone questione circa la qualificazione come pratiche abortive eccedenti i limiti stabiliti dalla legge n. 194/1978».


A rafforzare se non basta la descrizione, l'azione, c'è l' OMS (organizzazione mondiale sanità) che lo classifica nei farmaci di Classe 1,cioè di quelli che si possono prescrivere in assenza di diagnosi, quindi anche l'internista di turno in PS, su richiesta, deve prescriverla.

In quanto al ruolo dell' Infermiere di Triage 
l'Atto di Intesa Stato Regioni del 17/5/96),chiarisce che
 è “ il primo momento di accoglienza e valutazione di pazienti in base a criteri definiti che consentano di stabilire la priorità di intervento” I sostanza l'accesso alle cure non avviene sulla base dell'ordine di arrivo ma sulla priorità delle loro condizioni.  Il grado di urgenza di ogni paziente è rappresentato da un codice colore assegnato all'arrivo, dopo una prima valutazione messa in atto da un 
infermiere preposto a questo compito.

BASTA!
Le valutazioni mediche le fa il MEDICO.

L'infermiere del PS decide, in caso di una richiesta di Levonorgestrel, il codice di urgenza.
Nel caso di Voghera il codice che l'Infermiera avrebbe dovuto assegnare è il verde, le ragazze dovevano aspettare il turno e basta. Era si una urgenza ma differibile ai codici rossi e gialli presenti in PS.

La Politica si muova, ogni occasione è buona per scardinare la 194, perché…poi facciamo quelli che si scandalizzano degli estremisti islamici.

venerdì 16 maggio 2014

Il Giudice interviene sulla "cura" stamina ma non sulla 194



La Regione Lombardia ha rivolto a tutti i medici anestesisti una richiesta di disponibilità  per effettuare turni all'Ospedale di  Brescia, affinchè i malati  in lista di attesa possano ricevere i trattamenti previsti dai protocolli del metodo Stamina.
I colleghi dell'Ospedale di Brescia si sono rifutati tutti, da qui l'intervento della Magistratura che obbliga la Struttura a garantire le "cure".
Il metodo Stamina è contestato a livello internazionale, tanto che l'associazione Luca Coscione ha indetto un appello perchè vengano  rese note tutte le pubblicazioni scientifiche internazionali sul Metodo Stamina e si fermi  "l'abuso immorale di tragiche sofferenze umane sotto forma di atti eversivi per ricattare le Istituzioni".

Che strana Italia, che strana Magistratura, che Strana amministrazione governa la Lombardia.

Esiste una legge dello Stato, la 194 svuotata con punte del 90% dalla obiezione di coscienza dei medici.
Nella sola Lombardia 12 strutture Ospedaliere oppongono obiezione di struttura e a nessun giudice è mai venuto in mente di ricorrere a una Sentenza che ne obblighi l'ottemperanza lì dove lo Stato è assente. 
Veramente uno strano paese quello in cui viviamo.

lunedì 28 aprile 2014

Turnistica medici: obiezione non lecita.



Bene è accaduto quanto nella logica sta.
Il Direttore Sanitario dell'Ospedale  San Martino ha denunciato alla Magistratura  il Dr.Felis, obiettore, per interruzione di pubblico servizio.
Il Collega si era rifiutato, alcuni giorni fa, di eseguire una ecografia ad una paziente usufruitrice della 194.
Ora bisogna attendere quale risposta darà il magistrato.
Ancora una volta spetterà ai giudici di occuparsi, dare indicazioni lì dove la politica  è  incapace di assumere decisioni forti.
Lo svuotamento della 194 lo denunciamo da tempo.
L' Obiezione di coscienza, negli ospedali dello Stato, è alla resa dei conti, perchè l'estremismo, la non cura, il non rispetto delle donne induce  persino alla Obiezione di Struttura.
Diciamolo forte: sono  FUORILEGGE quegli Ospedali con reparti di ginecologia e ostetricia, prendono soldi dal SSN e non consentono l'applicazione della 194.
Il Niguarda per es. dovrà ricorrere a medici gettonisti, che nel "tempo libero" si guadagneranno  un gettone di 60 Euro l'ora ( tanto è quanto stabilisce il contratto dei medici) sul corpo delle donne.
Una vergogna nella vergogna.
Non è il solo Ospedale.
Il problema è ancor più complesso perchè, anche lì dove ci sono  medici non obiettori,  si evidenziano problematiche di gestione come a  Genova o a Roma. 
Il collega Dr. Felis è obiettore, quindi un Medico limitato nella sua funzione in un Ospedale pubblico,  pagato al 100% e integrato nella turnistica come tutti.
Lui, come tutti gli obiettori,  è inconciliabile con il lavoro richiesto. Questo finalmente viene macroscopicamente fuori da quanto sta accadendo in molti ospedali.
E' evidente che al sabato e alla domenica non può essere di turno perchè la sua obiezione rende inapplicabile una legge dello Stato.
I Reparti devono necesariamente avere una turnistica con medici non obiettori per garantire la 194 H24 : non solo durante la settimana lavorativa ma anche il fine settimana.
Questo vuol dire rivedere la geografia di tutte le Ginecologie e Ostetricie italiane.
Questo vuol dire rivedere l'articolo 9 della 194.

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/04/27/AQhfVsdC-denuncia_obiettore_rifiutato.shtml

domenica 10 novembre 2013

Da domani forse obietterò anch'io

Da domani forse obietterò anch' io.

Dal 1995 lavoro in Lombardia e sono un’anestesista non obiettora. Prima lavoravo in Germania, era un Ospedale confessionale e nessuno mi pose la domanda di obiezione, non si facevano  interruzioni di gravidanza e basta. Poi all’Ospedale di Garbagnate: mi sono rimaste impresse le battutine dei miei colleghi obiettori su “Erode” rivolte a noi non obiettori. Ma ci passavo sopra. Sono sempre stata una militante assoluta.
La lotta per la 194 è stata una pietra miliare della mia vita politica e della generazione a cui appartengo. “Non si torna indietro”: articolo primo della mia militanza.
In tutti questi anni non mi è particolarmente pesata la non obiezione, perché ne ho sempre avvertito la necessità sociale, pur costringendomi a una parte del lavoro che non mi piace.

Le donne che si rivolgono alla 194 sono cambiate.
20 anni fa erano tantissime e quasi tutte italiane: studentesse universitarie, casalinghe disperate, situazioni amorose difficili, donne metropolitane al quarto figlio in 70 metri quadri, giovani coppie non ancora stabilizzate, concepimenti per rottura di condom, figli di violenza sessuale e incesti.
In questi anni le donne sono cambiate.
Spesso hanno 13-14 anni, arrivano accompagnate dai genitori o con la lettera di accompagnamento del giudice tutelare, ragazzine sperdute con lo sguardo già spento, con mamme premurose e ansiose che passino quelle ore. Sono donne straniere: moltissime musulmane con altissimo numero di interruzioni. Albanesi, marocchine, ecuadoriane, peruviane. Moltissime badanti. Anche donne rom: ma quelle c’erano anche negli anni 90, non sono cresciute in termini percentuali. Prostitute. Non rare le gravidanze frutto di violenza e negazione dell’amore.
Meno frequenti le italiane tra i 25 e 40 anni: a quella età i figli si vogliono e c’è una maggiore stabilità economica. Le donne italiane abortiscono spesso prima e dopo questa età, quando la precarietà economica le colpisce di più. Tante hanno perso il lavoro, tante raccontano situazioni disperate con il marito in cassa integrazione.

In questi 18 anni ho sempre lavorato con la certezza della necessità di quello che facevo, e del dovere di non obiettare, pur non piacendomi assolutamente farlo. Sapevo di avere con me tutto il movimento delle donne.
La recente delibera di Firenze mi ha fatto sbattere la faccia contro una realtà amara.
Le donne non sono più unite sulla necessità della difesa della 194 da tutti gli attacchi.
Molte pensano che chiedere a una donna se vuole dare sepoltura all’embrione che sta abortendo sia una cosa NORMALE. E che tra i cimiteri dei feti e la 194 non vi sia connessione.
Sarebbe quindi normale un medico che chiede alla donna se vuole fare il funerale al feto che sta abortendo. La giustificazione è quella del superamento del dolore!
Sembra un film dell’orrore: embrioni amati e rifiutati dalle donne, come le migliori Madri di  Nicky Saint Phalle, quelle grasse e colorate che dopo averli partoriti se li mangiano. E poi altri embrioni non amati, non riconosciuti e buttati nei rifiuti speciali. Embrioni di serie B, figli dell’amore malato.
A questo ci ha portato l’estremismo cattolico ed è da questo che ci dobbiamo difendere, da cui le donne si devono difendere. Vedo invece molte che difendono aprioristicamente i cimiteri dei mai nati: è quanto di più triste mi sia capitato nella storia della mia militanza civile.
Per 18 anni, care donne schierate e no, ho sostenuto concretamente la legge 194.
Ora cavatevela da voi.
Io ho dato.

domenica 2 giugno 2013

Obiezione di coscienza, Burnout del Medico Non Obiettore.


Obiettori di coscienza e  luoghi comuni.

Il recente articolo della Repubblica sulla 194 e la conseguente presa di posizione di molti politici lasciano perplessi gli operatori sanitari.
Quello che più colpisce  è la vaghezza e assenza di soluzioni, perchè vi sia una fruibilità omogenea, su tutto il territorio nazionale,senza toccare la libertà alla Obiezione.
Sotto accusa sono i medici,  ginecologhi e anestesisti,  per l'ottanta per cento obiettori, così come sotto accusa sono le strutture sanitarie convenzionate, pubbliche e private, che non rispettano la legge 194.
Nessuno comprende (e vuole comprendere) che la gran parte dei medici  obiettori,  è composta da persone  moralmente ineccepibili. Non vi è nella gran parte  malafede. 
Certamente esiste una piccola percentuale di   falsi obiettori, ma sono facilmente scopribili, basta prevedere  un gettone di presenza,  per sala operatoria in cui sono programmate IVG, di 500 euro ad operatore ...e vederli  come cani affamati avventarsi sul bel pezzo di carne.
Sarebbe interessante vedere se giuridicamente  è possibile buttare quet'esca per portarli allo scoperto, dopo di che denunciarli e procedere al licenziamento per lesi interessi  dell'azienda ospedaliera.
Non sono tantissimima, ma  ci sono e andrebbero scoperti e denunciati.

La ragione centrale della defezione è incentrata nella sostanza dell'atto medico che la 194 prevede.
Non è un atto medico preposto alla cura, ragione per cui ci siamo laureati e rende il nostro lavoro ogni giorno bellissimo.
Un medico ha in se una carica, anche di onnipotenza, ma è una carica di umanità.
Il medico ha la pretesa di guarire con la sua scienza una malattia, fare si che possa superare il dolore se non può più curare.
La 194 non cura, elimina un problema che ha 1000 interpretzioni, la 194 elimina "altro".
Elimina un divenire,mettiamola così.
Il medico non obiettore  compie, e diciamolo una volta per tutti, un lavoro "sporco"  che molti, avendo la  libertà di scegliere, non fanno, non vogliono fare e si rifiutano di fare.
Non giriamocelo tanto il problema, non sono tutti soldati del  Movimento per la Vita gli obiettori.
Io ho tanti colleghi di sinistra, obiettori, e non sono dei falsi.
Non è mica facile fare le interruzioni!
(Tecnicamente addormentare una donna in salute gravida per un anestesista èuna passeggiata, così la tecnica del ginecologo non è delle più raffinate e difficili!!!)
Perchè dunque farlo?
Io sono un medico non obiettore dal 1985,   non ho mai contato quante donne ho addormentato per consentire una Interruzione.
So solo che più passano gli anni e più questa non obiezione diventa pesante.
Quella sala e quel lavoro sono generatori di burnout.
Il burnout è stress, rifiuto , è vomito,nausea che ti viene al solo pensare di fare ancora lo stesso atto.
Il personale non obiettore è soggetto a questa grave sindrome che compromette la serenità del lavoro.
Siamo in pochi e conseguentemente sempre gli stessi.
La ragione per cui esiste solo il  20% dei medici non obiettori  si può articolare nelracconto di una mia collega ginecologa sulle sue motivazioni:
Da ragazzina abitava nella nostra strada una donna molto bella, amica di mia madre, forse aveva 35 anni allora.
Una mattina ci disse che andava in ospedale a fare dei controlli e non è più tornata.
Dopo anni mia madre raccontò che era morta di aborto, era morta su un tavolo di marmo ad opera di una mammana. Era morta di aborto clandestino.Non permettterò a nessun'altra mia vicina di morire così.
Questa, solo questa, è la preponderante ragione di quel 20%.
Nessuno di loro vuole che si ritorni all'aborto clandestino,  tutti consapevoli della necessità di questa legge e della sua capillare applicazione.
La 194  non si basa solo sulla interruzione ma su quell'opera importantissima fatta dai Consultori che è  la Prevenzione.
Dobbiamo dirlo forte, negli anni 90 200.000 erano le italiane che abortivano.
I dati che abbiamo del 2012 ci dicono che il numero degli aborti si è dimezzato e che la percentuale delle italiane si avvicina al 50% e, purtroppo, esiste il dato dell'altissima percentuale delle minorenni.

Come superare quindi  l'obiezione di coscienza?
Rispettandola, ma prevedere una Quota nei Concorsi pubblici  per  medici, ginecologi e anestesisti, riservata ai  NON OBIETTORI.
Il decadimento dell'incarico o del ruolo clausola contrattuale, nel caso siano in seguito presi da dubbi etici.
Non c'è altra soluzione!!!
Solo attraverso questo meccanismo di selezione a monte si risolve la attuazione omogenea della 194.
Non è possibile che la libertà di scelta sia affidata a coloro che hanno  il rispetto delle leggi dello stato e  la consapevolezza che impedire il funzionamento della legge, attraverso l'obiezione, porta alla tragedia della clandestinità.
Quel 20%  non è fatto da eroi e non è stato assunto quale esercito volontario  alla difesa dei diritti.
Quel 20% sta stretto a tutti:  alle donne, a essi stessi, allo Stato di Diritto.
Evitiamo di fare Demagogia e guardiamo in faccia la realtà.



lunedì 27 maggio 2013

"I Cimiterini e la 194"


Si è ripreso a parlare della 194! Gott sei Dank.
In questa strana  Italia è fenomeno difficile da comprendere la ciclicità delle emergenze mai risolte, e possiamolo dirlo forte, la 194 è una legge che vive in uno stato di emergenza attuativa da 35 anni.
Langue da sempre, dominata dalla  facile vincitrice, la Chiesa, che le consente con singhiozzi di funzionare malissimo.
Il problema della Obiezione oggi non è meno drammatico di 10 anni fa, ma esso viene affrontato dal mondo delle donne  come il grande problema!
Non è così perchè, per capire l'obiezione dell' 80% dei medici anestesisti e ginecologi, ma in questa percentuale si dimentica tutto il personale della sala operatori, bisogna comprendere tutto il mondo che gravita intorno alla  194.L'analisi non può prescindere dal contesto in cui lavoriamo!
La Politica è assente, la sinistra non ne  parla MAI, o quasi, perchè è una legge scomodissima e di difficile gestione pratica. Pensiamo  a quanti  politici nelle recenti campagne elettorali hanno parlato della 194 e su come modificarla perchè sia uniformemente fruibile.
Ad ogni dibattito ,sollevato il problema le risposte avevano il suono di :non svegliare il can che dorme!
Eppure in questi anni l'attacco ferale alla 194 l'hanno condotta trasversalmente in troppi e in  tanti luoghi, sotto il vergognoso silenzio di gran parte della stampa e con una sinistra non convinta e mai incisiva.
Sto parlando dei Cimiterini tanto cari alle maggioranze lombarde, ma non solo!
Dalla Firenze di Matteo Renzi a Caserta, Agrigento passando per Monopoli, troppi  Comuni hanno deliberato senza quasi opposizione: tutti bravi amministratori tronfi a parlare di diritto di sepoltura.

I Cimiterini rappresentano l'attacco più grande che si è fatto alla 194 e alle donne, colpendole nell'intimo assoluto!
Non esisteva e non esiste a riguardo nessun vuoto nella legislazione italiana eppure sono stati creati e  è di gran moda andare in Consiglio Comunale, riempirsi la bocca compiendo l'operazione più indegna, trasformando il prodotto abortivo in un problema di cui la società deve farsi carico.
Il dramma si è così ulteriormente amplificato  perchè abortire è nella realtà legislativa un crimine compiuto dalle donne.
Si, perchè pochi sanno che alla fruitrice delle 194, in Lombardia per esempio,viene chiesto, tra i vari consensi, anche quello per il funerale e , tenetevi forte, se se ne assume le spese.
Pensate quanto è buono l'ospedale!
La donna lo rifiuta? Ebbene l'Ente lo farà a suo carico.
E' un consenso informato in uso in tutta la Lombardia (Italia) e viene a fare parte della Cartella clinica.
Nessuna donna da l'assenso, alcune scrivono NO, gran parte lo rifiutano e  immaginate i volti, l'allontanamento del foglio in tutta la tragica gestualità al cospetto di quel medico, non obiettore, che è costretto a farselo firmare.
Da quel momento, il prodotto che verrà aspirato in sala operatoria appartiene ad altri:  è la premessa di una "cessione di proprietà".
L'embrione sotto la dodicesima settimana,  è divenuto così, finalmente per il Movimento per la vita, soggetto giuridico, la cui responsabilità passa dalla donne allo Stato che ne fa quello che vuole.
E non prendiamocela solo con Formigoni, la Moratti e CL, perchè a Firenze, Renzi per esempio , il suo Cimiterino l'ha bello e fatto.
(Per onestà di cronaca non mi risulta che la Regione Toscana faccia firmare il Consenso al Funerale alle fruitrici della 194, è una prerogativa  per ora della Lombardia).
Tutta la campagna elettorale per la candidatura a Renzi Premier non è stata mai scalfita da questo orrore, che da solo  rende il "bel giovine" invotabile e nemico delle donne.
Non ho visto, tra le tante entusiaste femministe renziane, una sola che lo abbia preso alla gola dicendogli che il suo atto deliberativo ha calpestato la nostra storia e una lotta di diritto.
I Cimiteri rappresentano, per chiunque voglia comprendere  perchè la 194 non funziona, l'inizio di un percorso,di troppi interessi, nebbie e assenza di laicità  di cui questa legge è intrisa.
L' autodeterminazione della donna  non è mai stata al centro della discussione.

Alla prossima puntata....Obiezione di coscienza !

giovedì 16 maggio 2013

Manzoni e l'Omofobia. Il buonismo provinciale italiota.




Mi ero illusa!
La proposta di legge contro l' omofobia è tornata di moda.
Non c'è tregua.
Non c'è stato tema che abbia appassionato di più, soprattutto il PD negli ultimi due anni ,più che la proposta di legge contro l'omofobia, manco fosse la priorità nazionale più eclatante.
La Direzione Nazionale aveva scambiato Centocelle con San Francisco!
Le fabbriche chiudevano, iniziavano i primi suicidi degli imprenditori, i padri separati dormivano sempre più in macchina, le vittime del femminicidio si moltiplicavano a ritmo di una ogni 72 ore...
chi se ne frega! il PD discuteva, si animava, mandava in TV i propri prodi Gay "dichiarati" a raccontare pure di come si cucina la pasta con le cozze quando si è in coppia omo o lesbo.
Quando la Bindi e la Pollastrini tentarono di apportare con i DICO delle modifiche sostanziali al "Niente Diritto" delle coppie omosessuali ed etero, la comunità gay si oppose con ogni forza, perchè bisognava assicurarae l'adozione a tutti, trans compresi.Si sa la Bindi qualche confine l'aveva e tutto si arenò, con buona pace di chi manco ne volesse concedere uno.
Oggi 16 maggio 2013, mi tocca leggere due notizie che mi disturbano profondamente:
1- la Camera ha finalmente (sic! se ne sentiva un bisogno...) esteso  la norma che riconosce a Deputati e Senatori l' assistenza sanitaria alle coppie di fatto gay in Parlamento.
Ebbene il deputato On. Ivan Scalfarotto si è fatto una norma  ad personam!
(in pratica è  il diritto del fidanzato a farsi l'implantologia a spese nostre esattamente  come la compagna di Casini, oppure di farsi ricoverare nella Suite del San Raffaele per le varici o, fosse coppia lesbo, partorire in Madonnina magari con la partoanalgesia fatta dall'anestesista che oggi è il medico personale di Berlusconi ).
Non ci si può credere come, così alacremente, lo Stato, con voti sia del M5S, del PD e altri "democratici e progressisti" abbia lavorato a porre fine a questa ingiustizia.

2- sul Web compare in molti post questo bel pensiero:

Io sono etero e propro per questo chiedo una legge contro l'omofobia.
Un pensiero bello e chiaro e buono ! ( detto alla Gramsci: un pò come il  Manzoni  trattava la povera gente, come la società di protezione animale!)
Ce ne può fregare di meno sapere di ognuno se è etero o gay e postarlo su Facebook?
Queste frasi somigliano ai buoni principi degli abitanti della Carolina che un nero per amico lo hanno in tutte le famiglie, anche loro scrivono post così:
Io sono Bianco, proprio per questo chiedo una legge più severa contro il  razzismo.Provo vergogna per Ivan Scalfarotto e la sua norma ad personam, provo vergogna perchè un Diritto inalienabile quale è la libertà di amare, fare l'amore, fottere, scambiare tenerezza con chi si vuole seguendo il diritto della non rendicontazione, debba essere strumentalizzato e fatta vetrina delle buone intenzioni e del calcolo personale.
Dire che sono indignata è poco.
I Diritti sono uguali per tutti e fate a meno di dirci, etero o omo, con chi fate l'amore!
Si faccia una legge che li renda a tutti!





mercoledì 15 maggio 2013

Castellana avrà lo Sportello per il TB

   
TESTAMENTO BIOLOGICO è  un DIRITTO

IL 3 Maggio 2013 a Castellana abbiamo parlato di Diritti.
Non si ricordava dai tempi dell'aborto e delle concitate discussioni su "quando inizia la vita" degli anni 90, tanta gente a parlare, a discutere su qualcosa che preferiremmo allontanare dai nostri pensieri e rimuovere nel piùlontano cassetto della psiche.
La morte appartiene a noi come la nascita e la gioia del primo vagito.
La morte ci accompagna, ci fiancheggia si da quel momento di felicità immensa che è il venire al mondo.
Se però è conoscenza  di ogni uomo che essa apparirà in un momento della nostra vita, l'evoluzione della medicina e delle tecniche invasive hanno dato al come morire possibili  altre dimensioni.
Non si può sempre "morire in pace", nemmeno quando non si è più in grado di intendere e di volere in molti casi.
La necessità di questo Diritto, sancito  dalla nostra Costituzione negli art.13 e 32,  viene violato con estrema puntualità negli ospedali italiani perchè esiste, e le sentenze Englaro lo hanno reso eclatante, un vuoto legislativo.
Testamento Biolgico meglio definito come Dichiarazione anticipata di Trattamento (DAT) è la libertà dell'Uomo di decidere per il suo futuro,nel caso non sia più in  grado  di intendere e di volere,e poter rifiutare i trattamenti invasivi (non solo) ma anche specificare  quali.
L'Uomo, l'Individuo  lo fa attraverso un documento scritto  che deposita presso un Notaio, un Avvocato, un Parente o  il proprio Comune.
In Italia sono pochissimi i Comuni che offrono già questo strumento a disposizione dei Cittadini.
Sono circa 150 su 3000 Comuni Italiani.In Puglia: alcun realtà del Foggiano,  Torre Santa Susanna BR, Francavilla Fontana BR e Putignano.
Ci hanno aiutato a capire cosa sia il TB relatori di grande qualità e chairezza:
Prof.Caputi Iambrenghi Centro Trapianti Bari.
Dr.ssa Mercedes Lanzilotta Moderatrice
Sig.ra Mina Welby Co-presidente Associazione Luca Coscioni
Don Nicola D'Onghia Teologo e Parroco a Turi
Dr. Davide Sportelli Avvocato
Arch.Maurizio Tommaso Pace Amministratore.
A termine dell'incontro,  inaspettata e graditissima, è arrivata l'apertura del Sindaco di Castellana Franco Tricase affermando che anche a Castellana si possa tutelare  il diritto all'autodeterminazione dei cittadini  attraverso lo strimento del DAT e il suo Deposito al Comune.
I Comuni hanno in se i principi giuridici che permettono alle amministrazioni locali di intervenire e di essere a fianco del Cittadino, rappresentarlo è compito istituzionale, non solo nell'allargamento delle strade e delle rotonde!!

E' auspicabile che, sull'esempio del Comune di Putignano, si giunga già nel prossimo Consiglio Comunale si giunga alla approvazione del Regolamento e poi alla apertura dello Sportello.
Il Comune compirà un atto di rispetto e civiltà, è una operazione a costo zero da un punto di vista economico ma ha "proventi" altissimi di democrazia e libertà.

L'istituzione dello Sportello è primo passo però, perchè  va organizzata una opera di sensibilizzazione che renda partecipe tutta la popolazione, informata sul suo diritto di scegliere.
Bisogna bene spiegare che DAT non ha attinenza alcuna con  l'Eutanasia, che è ben altra cosa.
Le volontà del DAT si rispettano nei pazienti che hanno una malattia irreversibile e dove l'invasività si permea di  quell'accanimento terapeutico i cui vissuti appartengono  a TROPPE famiglie.

Mercedes Lanzilotta e Castellana 2.1 sono  a  disposizione per costituire una commissione che organizzi eventi e diffonda quanto si dovrà  fare per il Testamento Biologico.



lunedì 29 aprile 2013

La solitudine del Dissenso.

Pippo Civati



Drammatiche ore per chi, come me, guarda a Civati come ad una delle menti più illuminate del PD.
La sua scelta di non votare il Governo è l'ultimo atto, lineare, di un percorso che è stato condiviso da tanti di noi e  che ben altro hanno desiderato per le sorti del Centrosinistra e del paese.
Un governo di larghe Intese con il PDL e Alfano Ministro dell'Intreno, non era nemmeno nei più remoti cassetti del plausibile.

Dispiace vedere in queste ore la solitudine di Civati!
Dispiace che il dissenso abbia portato alla luce ancora una frattura: minoritari e fratturati.
Dispiace perchè l'area dei dissidenti è divenuta minoritaria ma sino a sabato appariva molto compatta.
Gli era stato sottoposto quel  documento, stilato da Sandro Gozi, poi pubblicato nella sua stesura originale, con la firma di Civati  ma a sorpresa (per molti di noi) si è demarcato nella trasmissione televisiva di ieri,ospite con Laura Puppato da Lucia Annunziata.
Certamente il suo si definitivo non c'era quando è stato pubblicato il documento.
Ha chiaramente detto di non averlo firmato e che avrebbe deciso oggi.

Io dissento dalla sua posizione.
Non ci sono strade per andare a formare un governo diverso.
Esiste una necessità di risposta al Paese che non può capire perchè dopo 60 giorni non c'è Governo.

Il M5S ha ridicolizzato ogni tentativo con  dialogo con il PD , operando quella scelta e facendo pagare dei costi politici altissimi a Civati e Puppato che si sono spesi a 360 gradi per tracciare un ponte di dialogo e convergenza.
Grillo li ha fatti diventare piccolissimi per peso della proposta all'interno del PD, con il risultato che contavano quanto il 2 di picche, dando una enorme importanza e rendendo fortissimo chi lavorava perchè fallissero tutte le strade di apertura.

La gravissima storia della elezione del Presidente della Repubblica ha dato a tutti gli italiani la percezione esatta delle fratture interne e insanabili (dico io) nel Partito Democratico.
Da un lato Renzi e Dalema che hanno lavorato sin dall'inizio per le larghe intese, dall'altra Bersani che non riusciva a concretizzare nessuna proposta perchè deriso, umiliato e sbeffeggiato a destra o a sinistra, dipendeva da quel che diceva, dall'altra Civati, Puppato e pochi altri pronti all'unico dialogo che l'elettorato accettava, nel rispetto delle indicazioni date dalle politiche, sempre più isolati.

Hanno perso la loro,la nostra  battaglia, quando si perde poi o te ne vai o rimani, ma se rimani devi accettare la decisione della maggioranza, dettandone pure le tue condizioni, ma non voti contro o ti assenti.
Questo è il principio della Democrazia soprattutto quando sei Deputato o Senatore della Repubblica.
Non stiamo mica a giocare in una sezione marginale del paese e un giorno stiamo sul pero e l'altro sul melo.
Io ho sperato Civati prendesse un'altra decisione.
La solitudine sua è una ulteriore ferita a questo percorso pieno di buche, trappole, nemici veri e falsi, amici onesti e veri disonesti.
Un percorso pieno di errori ma anche tanta viltà di chi li ha lasciatti soli.



venerdì 19 aprile 2013

Un abbraccio Rosy!

Un abbraccio Rosy

 
Rosy Bindi si è dimessa

Un atto dovuto dopo le tante sberle che negli ultimi due anni ha distribuito al rinnovamento del partito democratico.
E' stata una grande donna sino a quando l'assatanamento del potere non l'ha posseduta.
Grande quando ha cercato, da cattolica un poco bacchettona,  di dialogare, pur  con i suoi legittimi distiunguo.
E' stata grande quando ha cercato di far passare i Pacs che non erano una gran cosa,ma qualcosa perchè le coppie non sposate, etero e non, potessero avere dei riconoscimenti legittimi. E' stata attaccata, ma fu uno sbaglio perchè da allora non è successo niente e non succederà niente, ma avremmo portato a casa qualcosa di importante.
E' stata grande quando lo sbeffeggiamento offensivo di Berlusconi faceva ridere gli italioti,ma ci faceva sentire Rosy essere una di noi.
Una donna dalla nostra parte.
E' stata un grande Ministro della Sanità.L'unica che ha posto le basi per una riforma.
Peccato che gli avversari li avesse in casa, tanto è vero che Dalema la sostituì con Veronesi e fu l'affossamento.
Molti miei colleghi la vorrebbero vedere sparata, per aver spiegato a noi tutti che se lavori per la FIAT non puoi contemporaneamente lavorare per la BMW.
Certo pure io chiusi la P.IVA e non fui felicissima!
E' stata una democristiana atipica.
Un abbraccio Rosy Bindi.

PS. Come molte Dive però non ha percepito il momento giusto.
Questa tornata elettorale avrebbe necessitato un  passo indietro e  lo avevamo detto in tanti!

mercoledì 27 marzo 2013

S.O.S. Femmincidio 8.3.2013






 











Comune di Castellana Grotte
S.O.S Femminicidio

 8/3/2013


Castellana,la nostra città, affronta questa giornata in maniera inconsueta raccogliendosi in questo bellissimo Salone dei Ricevimenti del nostro Comune, riflettendo sul Femminicidio e non  nell’ovvietà commerciale di questi tempi, quale giornata di consumo e di spesa.

Altro è l’otto marzo!
l’8 marzo del 1908  scoppiò un incendio, alla Cotton,  una fabbrica di camicie, a New York,  morirono  115 donne,operaie,  arse vive,intrappolate da un inferno di fabbrica dove erano costrette a vita di miseria, salari  bassissimi, ricatti  come la storia delle donne solo conosce. 
L'anno dopo Rosa Luxenmburg, una grande socialista massimalista, in Germania indì qulla data come gionata di lotta per le donne.

San Pietrobrurgo  8.03.1917 le donne organizzarono una grande manifestazione per sancire la fine della guerra e petra miliare della Rivoluzione di Ottobre.
In Italia questa data  vide un suo riconoscimento nel 1922, dal PCIm,ma solo  nel 1945 le donne dell’UDI, a cui facevano riferimentio le donne comuniste socialiste e del partito di azione, ne decretarono con continuità una data, appuntamento per la rivendicazione della lotta di genere.


Giornata quindi non di festa ma di ricordo, di  informazione e lotta per la parità.


Ma è  in America  che dobbiamo focalizzare il nostro sguardo,  80 anni dopo quell’incendio , in una enorme città lungo la linea di confine Messico/Usa nello stato del Chiahuaha,( esattamente così, come i cani):
Ciudad Jaréz.
Un enorme contenitore di disperati (1.5 milioni di abitanti)una cttà nata come barriera e  riempimento per  chi tentava di entrare negli USA e non riusciva a oltrepassare la cortina doganale,ma anche  di chi lì si fermava, trovando lavoro  nelle immense fabbriche che gli americani possiedono,  per sfruttare la manodopera a basso costo.
Ed è a Ciudad Jaréz che  donne, gran parte giovanissime, vengono assunte e, oltre allo sfruttamento estremo, subiscono e subivano violenze d’ogni genere, spesso uccise dopo essere state stuprate mentre si recavano o tornano dal lavoro.
Una città barbara e assassina, dove dal 1993 ad oggi 4500 donne sono scomparse e della gran parte di loro non si sa più nulla.
Sui  cadaveri ritrovati sempre tracce di violenza sessuale e quelle delle armi che le hanno ucciso. Sono donne dai 15 ai 30 anni. Giovanissime..
Usate per stupri di gruppo.
Orrori difficili da descrivere per pratiche di morte violenta e lenta .

Un film che ha raccontato  l’orrore di Ciudad Javèrez divenuta famosa con il Film Bordertown con la Lopez e Bandera , ha avuto il grande merito a dare una informazione internazionale.

Enorme è stato il lavoro politico delle femministe messicane, in particolare di Marisela Ortis e l’avvocato Lagarde.
Sono entrate in Parlamento  impegnando ogni risorsa e energia nella denuncia, a livelli sempre più alti sino all’ONU,raggiungendo importanti  come costringere  lo stato messicano a perseguire gli assassini. 
Ma
  l’efferatezza della violenza di genere  quella che ormai abbiamo imparato a chiamare FEMMINICIDIO (parola cacofonica difficile da imparare per quanto brutta) è un fenomeno globale, da Ciudad Jaréz , la città che ha aperto al mondo gli occhi sulla violenza di genere, agli USA, all’Europa.
Dagli inizi del 2000 una onda di informazione,denunce politiche e giudiziarie  costringono  tutti i paesi a confrontarsi,a guardarsi dentro e chiedersi quanto odio verso le donne in se è presente.
Femminicidio significa violenza, morte di una donna perché donna, cioè violenza di genere.
Le notizie che arrivano dall’India sono ancora più agghiaccianti,da lasciare impallidire anche Ciudad Javez…
Lo stupro  di gruppo sul bus sino alla morte della donna da paret di 5 uomini tra l’indifferenza dei passeggeri…nel 2012!
L’India
il  Paese del “mistero delle donne mancanti”, falcidiate dall’aborto selettivo, dall’infanticidio e la discriminazione socio-economica,
Un Paese dove  una donna viene violentata ogni 28 minuti, la violenza sessuale è una pratica silenziosa e NORMALE.


L’Italia oggi si interroga, l' Italia del  2012 : 112 donne uccise,  quasi ogni  72 ore la ripetizione di un rito macrabo, la morte di una donna per mano del marito, amante,  padre,  fratello, insomma  da un maschio che ne rivendicava il diritto di vita o di morte.
E’ una strage che non si ferma, che non conosce crisi, spargendo dolore  e lutti da troppi e lunghi anni.
Solo nel 2008 se ne comincia a parlare e le donne iniziano ad organizzarsi:
Da Niscemi ,la città di Lorena uccisa da tre amici dopo averla barbaramente stuprata, a Brescia la città Hina, la ragazza pachistana uccisa dal padre,fratello e cognato nel più “puro” stile del Femminicidio.
L’UDI, i centri antiviolenza e moltissime organizzazioni femminili, organizzarono la staffetta della Anfora, che le donne riempirono del loro dolore, manifestazione importantissima di sensibilizzazione della guerra che si è scatenata in una società malata. 
E’  un fatto culturale in primis, perché noi viviamo in un paese che solo nel 1981 abrogò il Codice Rocco che prevedeva solo sino a  7 anni di galera a chi uccideva una donna per rivendicare l’onore di famiglia offeso. 
Delitto d’onore contro la morale. Delitto non contro la persona.
Una donna italiana non era nemmeno elevata a dignità di essere vivente.
L’Italia è quel paese in cui da soli 50 anni le donne votano!
Persino l’adulterio era elemento di disparità con gli uomini italiani, attraverso la legge ignobile fascista che si  erano confezionati a loro piacimento, della  donna veniva ignobilmente colpito.
Una adultera  finiva in galera se il marito la denunciava, mentre i maschi potevano andare dove andavano.
Nella nostra città ancora si raccontano gli epici bordelli dei dintorni e delle prodezze dei famosi puttanieri locali, tutti rigorosamente sposati.
Paese dove solo nel 1996 lo Stupro passò a delitto contro la persone e non contro la morale.
Lo Stalking è reato solo dal 2009!
Una legge che ad oggi presenta delle lacune enormi visto che il 60% delle donne assassinate avevano denunciato il loro persecutore, ma non è bastato a salvarle dalla morte!

L’Italia è una  Nazione dove i Valori del Femminismo sono stati distrutti da questi ultimi 20 anni di immiserimento di ogni valore di rispetto verso le donne.
( inutile ricordare quante volte ci ha offeso il satiro sig.B, un cavaliere senza cavallo, con le sue continue battute sessiste,in cui non c’è  traccia di rispetto verso le donne ).
 Eppure nonostante questo l’Informazione e quindi l’opinione pubblica per ogni Femminicidio ritorna a parlare
- di “Raptus di Follia,
-        “non sopportava di essere lasciato”
-        oppure titolano con le motivazione dell’omicida: l’ho uccisa perché l’amavo e mi aveva lasciato”,
-        ”non sopportavo di vederla con un altro”,

-        la “amavo più della mia vita”.

Ma non per parafrasare la Littizzettto: ma che amore è quello che arma una mano omicida?

Ad uccidere sono uomini che odiano le donne.Non si agisce per raptus o peggio per amore,il movente è di un criminale e abbiamo a che fare con degli assassini.

Quello che però dobbiamo capire che non è solo l’assassinio ciò che caratterizza il femminicidio,ma tutte le violenze dirette alle donne:

-        la violenza domestica, quella che tante volte registriamo in PS ma a cui non sempre segue la denuncia da parte della donna, a cui si aggiunge una responsabilità diretta, quasi omertosa del Personale Sanitario.( dal racconto di un collega del Bassini di MIlano: era una di quelle che venivano spesso in pronto soccorso,l'avevamo dapprima scambiata  per isterica, eveva sintomi strani e mai collegabili o con un substrato clinico, poi  in successivi accessi la dimettemmo con lesioni per caduta per le scale, infine la vedemmo sorrdente in una  fotografia sul giornale, ammazzata dal marito.
Bisogna aggiungere che l’assenza di informazione, di centri antiviolenza (in questi ultimi anni  tutti i centri hanno visto vedere ridursi i finanziamenti pubblici,città governate da amministrazioni di destra e e di sinistra, vedi Firenze,
-        - Violenza domestica concretizzata negli abusi sessuali all’interno della famiglia e fuori,

-       -     Violenza perché la gonna della figlia è troppo corta,

-        -    Violenza sino alla morte per costringere la figlia a sposare l’uomo che le hanno destinato.

Dobbiamo chiarirlo bene Femminicidio è VIOLENZA CONTRO LE DONNE PERCHE’ Donne, 

Femminicidio è violenza contro il genere femminile,
 
Femminicidio è Negazione delle donne di appartenere a se stesse.

Femminicidio è Possesso, come si ha l’IFONE, la macchina, la schiuma da barba.

Femminicidio è l’urlo della prevaricazione di chi non accetta che la donna possa decidere del proprio corpo e della propria vita, del suo destino e del suo futuro.

Femminicidio è asserire chi decide a questo mondo con la violenza .

Femminicidio
rivela una patologia assassina nel mondo degli uomini, che naturalmente non sono tutti assassini, ci mancherebbe,ma è all’interno del mondo del maschio annidiata una malattia che deve essere combattuta su diversi piani e gli uomini si devono chiedere perché per poter guarire.
(DEDICATO A una bambina di 8 anni che anestetizzai forse nel 1988…
Dedicato a Liviana di Bosco Mesola, una compagna dell’UDI  ammazzata a 21 anni in Calabria dal cuoco dell’albergo dove era andata a fare la cameriera,uccisa in una notte perché non voleva avere rapporti sessuali  con lui, avevamo entrambe all'epoca 23 anni, io studentessa privilegiata lei amica mia nelle serate ferraresi di maggio.)