giovedì 12 dicembre 2013
giovedì 5 dicembre 2013
13 delle 100 ragioni per cui sostengo Giuseppe Civati segretario del PD
La storia politica e personale di ognuno di noi è segnata da una scelta di vedere il Mondo “insieme” attraverso un progetto che è partecipazione, dialogo, cittadinanza attiva, capacità di proporsi quale componente di una una Governance all’interno di una società che vuole crescere insieme, avendo come capi saldi un obiettivo comune: una Italia che ci accoglie I Diritti di Tutti.
1- Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (giornalisticamente detto Testamento Biologico) e il suo impegno a colmare un vuoto legislativo ormai insostenibile.
2- Difesa della 194 da chi a colpi di piccone la vuole svuotare.
Unico tra i candidati alla segretari a dire chiaramente cosa pensa della Delibera di Firenze sui Cimiterini.
3- La legge 40,quella sulla procreazione assistita, va cambiata e con urgenza.
4- I Diritti degli immigrati. Non possiamo pensare che giovani nati in Italia, figli di immigrati,non abbiano diritto di cittadinanza.
5- Il diritto all’Istruzione: No agli F35, quei soldi vanno dati a scuola e salute.
6- Il Diritto per esempio di abbassare le aliquote, incredibilmente in Italia chi guadagna 30.000 Euro lorde paga il 38% di aliquote
7- Voglia e politiche in Europa, standoci a testa alta, con politiche adeguate.
8- la difesa del Suolo, zero metri quadri di nuove costruzioni,
recupero delle volumetrie esistenti, dei centri storici. Il PPTR della Regione
Puglia Civati lo difende perché sposa in pieno ogni suo presupposto.
9- "I circoli del PD devono considerarsi luoghi di confronto
e di elaborazione politica per tutti i cittadini, iscritti e non iscritti (si
veda il progetto dei «Circoli aperti» a Bologna o l’attività del Circolo Copernico
di Cagliari), e puntare ad essere soggetti attivi per la condivisione delle
scelte e per la diffusione delle informazioni."
Questa è l’idea di partecipazione che ho io, ad oggi negata da larga fascia del PD che conosciamo.
10- Civati non parla di Politica di Genere, non parla di Questione Femminile.
“E’ di Questione Maschile che si tratta: c’è una cultura maschilista e violenta che sta producendo ingiustizia, crimini e danni irreparabili alla crescita economica del paese.”
11- Coerente: non ha votato questo Governo e da subito si è adoperato ad un dialogo che non portasse alla vergogna dei 101.
12- Civati è la speranza perché questo PD non rottami quanto di buono esiste ma che riprenda in mano l’identità che più ci è cara: la consapevolezza di essere un partito di sinistra, a cui la società civile possa guardare con la fiducia negli occhi dei nostri figli.
13- io Voto Civati perché non sono democristiana e questo è arcinoto.Escluso uno.
Non posso votare nemmeno l’altro, perché Dalema non è l’uomo che ha fatto bene alla sinistra in questi 40 anni e nulla fa presagire possa fare bene nei prossimi.
Questa è l’idea di partecipazione che ho io, ad oggi negata da larga fascia del PD che conosciamo.
10- Civati non parla di Politica di Genere, non parla di Questione Femminile.
“E’ di Questione Maschile che si tratta: c’è una cultura maschilista e violenta che sta producendo ingiustizia, crimini e danni irreparabili alla crescita economica del paese.”
11- Coerente: non ha votato questo Governo e da subito si è adoperato ad un dialogo che non portasse alla vergogna dei 101.
12- Civati è la speranza perché questo PD non rottami quanto di buono esiste ma che riprenda in mano l’identità che più ci è cara: la consapevolezza di essere un partito di sinistra, a cui la società civile possa guardare con la fiducia negli occhi dei nostri figli.
13- io Voto Civati perché non sono democristiana e questo è arcinoto.Escluso uno.
Non posso votare nemmeno l’altro, perché Dalema non è l’uomo che ha fatto bene alla sinistra in questi 40 anni e nulla fa presagire possa fare bene nei prossimi.
martedì 12 novembre 2013
Il Labirinto - Appunti per un percorso nudo. La 194 al SUD.
Abortire in una città del Sud, il percorso di Emma.
Sono una giovane donna di 28
anni, ed un giovanissimo medico in formazione, e come tale non posso non
interrogarmi sull’obiezione di coscienza. In questo percorso di vita e
professionale, mi è capitato di trovarmi, a proposito di Legge 194, “dall’altre
parte”, senza camice: i primi di agosto 2013 mi sono sottoposta ad una
interruzione di gravidanza, ed ho scelto la RU486.
Dopo non poche tribolazioni.
Inutile dire che a 28 anni un
figlio ci pensi a tenerlo, e molto concretamente.
I motivi che
hanno portato me e il mio compagno a questa scelta sono molti, ma per quanto
questa scelta sia stata ponderata, anche drammaticamente vissuta da parte di
entrambi, ciò che più ci ha feriti, ciò che più sta pesando nella elaborazione
necessaria di questo evento, è stato il percorso, le vicende che abbiamo dovuto
affrontare sul piano pratico. “e 'l modo ancor
m'offende”, viene da dire.
Alcune considerazioni
preliminari: io sono una donna in una posizione assolutamente privilegiata.
Sono un medico, mi sto specializzando, cioè lavoro, in uno degli ospedali più
grandi ed organizzati di ……., ho un compagno stabile e provengo da una famiglia
benestante. Ovvero ho una buona base sociale, economica e culturale di
provenienza. Tutte cose che sanciscono, appunto, il mio vantaggio. O quantomeno
presunto tale.
Accertata la gravidanza, mi
sono rivolta alla mia ginecologa: 35 anni, laurea e specializzazione nel mio
stesso Ateneo, esperienza all’estero, rampante ed aggiornata, non mi ha
sostenuta in questo percorso. Comunicatale la mia decisione di interrompere la
gravidanza, mi ha detto di essere obiettrice e di non poter dunque in nessun
modo, in coscienza, sostenermi in una decisione di questo genere. Soprattutto
come donna, solo dopo come medico. Il nostro rapporto medico-paziente si è
interrotto lì, come è facile immaginare.
Mi sono dunque ritrovata nella
condizione di dovermi orientare da sola.
Ho lambito le sponde della
Ginecologia ed Ostetricia del Policlinico ……….., dove mi sono resa conto che
trovare un medico non obiettore è cosa complicata quanto cercare il famoso ago
nel ben noto pagliaio: per giunta, i medici non obiettori vengono detti e
presentati apertamente come "gli abortisti". Questo tanto per far
cogliere l'atmosfera. Non ho indagato se tutti gli obiettori avessero ogni anno
riconfermato il certificato d'obiezione, ma non credo di dover spiegare oltre
il mio perplesso disappunto difronte ad una situazione del genere.
Mi rivolgo dunque
contestualmente a due fronti: il Consultorio della mia Circoscrizione, e
l'Ospedale ……….., centro di coordinamento per la regione………. per la 194.
Al Consultorio, dopo un’attesa
di più di un’ora (sono arrivata alle 8 del mattino, come da cartello con orari
di ricevimento) su una poltrona sfondata, accedo alla visita ginecologica,
fortunatamente celere perché - per quel famoso vantaggio di cui sopra- avevo
portato in visione due dosaggi bhcg ed ecografia con tutti i parametri fetali.
La ginecologa dopo il colloquio mi invia in segreteria dove mi prendono un
appuntamento con lo psicologo del centro. E a quel punto c’è stata una scena
degna della migliore commedia all’italiana! Cito testualmente:"se poi lo
psicologo non c'è, il colloquio lo fai con me." La Signora XX, è la
segretaria del consultorio, dotata evidentemente di laurea in Psicologia presa
per meriti sul campo. La solerte psicosegretaria, dopo una serie infinita di
telefonate al centralino dell’Ospedale A , si prende i miei recapiti e,
comprendendo la mia premura nel voler accorciare il più possibile i tempi, mi
dice che sperava di riuscire a ricontattarmi in giornata per darmi un
appuntamento; finalmente, nel pomeriggio, apprendo che ho un appuntamento per
IVG all’Ospedale A il 13 agosto, ovvero allo scadere della 7 settimana. Di
RU486, nemmeno a parlarne.
Fin qui, tutto sommato,
psicologhe improvvisate a parte e qualche dettaglio sulla varia umanità che
girava nel consultorio, tutto ancora accettabile.
Mi reco ……….: lo scenario è
apocalittico.
Già il giorno precedente,
raggiunto telefonicamente il centro di coordinamento, mi dicono di presentarmi
molto presto:"Presto quanto?"-"Eh signorì, le 5, le 6...veda 'n
po' lei...noi aprimo pe'le 7.30...". Bene. Alle 7 sono in ospedale. Trovo
il padiglione di Ginecologia ed Ostetricia, entro ed un infermiere sorridente
mi accoglie premuroso. Buon segno.
Gli dico che cerco il centro
per le IVG.
Il sorriso sparisce:"Ah
no, per quello deve uscire fuori e scendere giù". Senza sorriso e senza
premura, stavolta.
E quello "scendere
giù" ancora non avevo idea che fosse una sorta di discesa agli inferi.
Infatti sulla destra, c'è una
scala di ferro che fa un angolo di 90' e ripidamente porta in un sottoscala
all'aperto.
Muri rovinati, calcinacci,
neanche una sedia, nemmeno un tetto dove ripararsi dal sole che comincia a
farsi sentire anche lì sotto.
Sono le 7.00, siamo già una
decina. Per lo più trentenni, italiane, slave, un paio di nordafricane.
Alle 7.30 siamo una trentina.
E' estate, non può piovere, ma
tra un'ora a ..... l'asfalto sarà già rovente e l'aria irrespirabile. Penso che
sono fortunata a non essere lì a dicembre, che invece piove fa freddo e
l'asfalto non si asciuga mai.
Alle 8, finalmente, le
infermiere aprono la porta in vetro e metallo: siamo tutte in fila dietro un
gabbiotto, una dietro l'altra, attaccate, ed ognuna può ascoltare i racconti
delle altre.
Le donne non italiane sono
aumentate, e tra gli infermieri ci deve essere la falsa credenza che urlando al
paziente di lingua straniera, questo possa subire una sorta di epifania
linguistica e comprendere l'oscuro messaggio che si sta cercando di comunicare:
”MA TU HAI PORTATO DOCUMENTO? NO DOCUMENTO NO OPERAZIONE!! NO NO NO!".
Sono intervenuta due volte, in
francese e in inglese, perché due ragazze erano in lacrime. Una delle due,
marocchina, mi ha poi raccontato in uno straccio di intimità, che abortiva il
figlio di una violenza non denunciata.
Finalmente è il mio turno, mi
danno un quadrato di legno giallo con un numero scritto a penna e mi siedo con
tutte le altre lì, nello stesso stanzone dove si sta in fila al gabbiotto.
Il colore del cartellino che ci
viene consegnato ci identifica per diverso destino: c’è chi è in prima visita,
chi si sottopone all'interruzione quel giorno stesso, chi è lì per la visita di
controllo. Davanti a noi 4 stanze, sulla destra un corridoio che porta, ci
sembra, al blocco operatorio.
Sedie rotte, sudiciume, muri
sporchi, illuminazione scarsa, personale ovviamente adeguato a questo standard
di ambiente lavorativo.
Mi chiamano da dietro una porta
socchiusa. Entro e mi presento subito come una collega: si prendono copia degli
esami ematochimici e dell’ecografia che avevo portato e scorrendo il calendario
mi fissano direttamente l’appuntamento per l'interruzione chirurgica al 10
agosto. Ma devo tornare "dopodomani", per ripetere analisi ed
ecografia e firmare le carte.
A quel punto, chiedo la RU486.
L'infermiera, dopo avermi detto
che in quella struttura ospedaliera solo 3 medici su 31 non sono obiettori, mi
dice che loro lì ne somministrano solo per 7 al mese (è mai possibile?!) e che
per agosto sono già tutte occupate, forse però una ragazza rinuncia: “Torna
dopodomani che ti faccio sapere".
Dopodomani torno e mi dicono
che il posto non s'è liberato, però c'è una possibilità: il Dottor B.
All'Ospedale di ,,,,,,,. . A
130 km dalla mia città.
Sono sempre più stupefatta.
Su tutto il territorio di
questa immensa area metropolitana, non c'è un ospedale in grado di fornire
questo servizio, sancito per legge!!!
Devo andare a ……..!!
Sempre perché dotata di quella
posizione di vantaggio di cui sopra (che in questo caso significa anche avere
una macchina e un'amica con una casa a 90 km dall'ospedale, disposta ad
ospitarmi per un paio di notti), telefono a quest’ultimo Ospedale dove, senza
bisogno di presentarmi come medico, mi danno un appuntamento rapidissimo quella
stessa settimana, e dove mi sono trovata benissimo, sia sotto il profilo
professionale che sotto quello umano.
Questa mia
esperienza mi fa ragionare su diversi aspetti, sia medici che sociali, o
sociologici se preferisci. Riflessioni dolorose, in ogni caso. Ho l'impressione
che si stia tornando indietro di anni su questi argomenti di civiltà, su questi
ormai (speravo) assodati diritti umani. Di educazione sessuale nelle scuole
nemmeno l'ombra, i consultori sono usati per nemmeno un terzo delle loro
potenzialità, il bigottismo da un lato e la medicina difensiva dall'altra ci
mettono davanti una situazione dove siamo sempre più lontani da quello medicina
sociale che deve continuare a marciare, a mio parere, sotto l'egida della
laicità, e del diritto alla salute, a favore del malato e al fianco dei
colleghi, non contro o difendendosi da queste figure, una volta amiche ora solo
degne di sospetto.
Ricevo e volentieri pubblico.
L'affossamento della 194 ha molti volti.
Emma è una mia amica, mi ha scritto poche ore fa e dato il consenso alla pubblicazione del suo percorso. Spero serva a ccomprendere quanto la 194 è sempre più fragile.
Ricevo e volentieri pubblico.
L'affossamento della 194 ha molti volti.
Emma è una mia amica, mi ha scritto poche ore fa e dato il consenso alla pubblicazione del suo percorso. Spero serva a ccomprendere quanto la 194 è sempre più fragile.
domenica 10 novembre 2013
Da domani forse obietterò anch'io
Da domani forse obietterò anch' io.
Dal 1995 lavoro in Lombardia e sono un’anestesista non
obiettora. Prima lavoravo in Germania, era un Ospedale confessionale e nessuno
mi pose la domanda di obiezione, non si facevano interruzioni di gravidanza e basta. Poi
all’Ospedale di Garbagnate: mi sono rimaste impresse le battutine dei miei
colleghi obiettori su “Erode” rivolte a noi non obiettori. Ma ci passavo sopra.
Sono sempre stata una militante assoluta.
La lotta per la 194 è stata una pietra miliare della mia vita politica e della generazione a cui appartengo. “Non si torna indietro”: articolo primo della mia militanza.
In tutti questi anni non mi è particolarmente pesata la non obiezione, perché ne ho sempre avvertito la necessità sociale, pur costringendomi a una parte del lavoro che non mi piace.
La lotta per la 194 è stata una pietra miliare della mia vita politica e della generazione a cui appartengo. “Non si torna indietro”: articolo primo della mia militanza.
In tutti questi anni non mi è particolarmente pesata la non obiezione, perché ne ho sempre avvertito la necessità sociale, pur costringendomi a una parte del lavoro che non mi piace.
Le donne che si rivolgono alla 194 sono cambiate.
20 anni fa erano tantissime e quasi tutte italiane: studentesse universitarie, casalinghe disperate, situazioni amorose difficili, donne metropolitane al quarto figlio in 70 metri quadri, giovani coppie non ancora stabilizzate, concepimenti per rottura di condom, figli di violenza sessuale e incesti.
In questi anni le donne sono cambiate.
20 anni fa erano tantissime e quasi tutte italiane: studentesse universitarie, casalinghe disperate, situazioni amorose difficili, donne metropolitane al quarto figlio in 70 metri quadri, giovani coppie non ancora stabilizzate, concepimenti per rottura di condom, figli di violenza sessuale e incesti.
In questi anni le donne sono cambiate.
Spesso hanno 13-14 anni, arrivano accompagnate dai genitori
o con la lettera di accompagnamento del giudice tutelare, ragazzine sperdute
con lo sguardo già spento, con mamme premurose e ansiose che passino quelle
ore. Sono donne straniere: moltissime musulmane con altissimo numero di interruzioni.
Albanesi, marocchine, ecuadoriane, peruviane. Moltissime badanti. Anche donne
rom: ma quelle c’erano anche negli anni 90, non sono cresciute in termini
percentuali. Prostitute. Non rare le gravidanze frutto di violenza e negazione
dell’amore.
Meno frequenti le italiane tra i 25 e 40 anni: a quella età i figli si vogliono e c’è una maggiore stabilità economica. Le donne italiane abortiscono spesso prima e dopo questa età, quando la precarietà economica le colpisce di più. Tante hanno perso il lavoro, tante raccontano situazioni disperate con il marito in cassa integrazione.
Meno frequenti le italiane tra i 25 e 40 anni: a quella età i figli si vogliono e c’è una maggiore stabilità economica. Le donne italiane abortiscono spesso prima e dopo questa età, quando la precarietà economica le colpisce di più. Tante hanno perso il lavoro, tante raccontano situazioni disperate con il marito in cassa integrazione.
In questi 18 anni ho sempre lavorato con la certezza della
necessità di quello che facevo, e del dovere di non obiettare, pur non
piacendomi assolutamente farlo. Sapevo di avere con me tutto il movimento delle
donne.
La recente delibera di Firenze mi ha fatto sbattere la faccia contro una realtà amara.
Le donne non sono più unite sulla necessità della difesa della 194 da tutti gli attacchi.
Molte pensano che chiedere a una donna se vuole dare sepoltura all’embrione che sta abortendo sia una cosa NORMALE. E che tra i cimiteri dei feti e la 194 non vi sia connessione.
Sarebbe quindi normale un medico che chiede alla donna se vuole fare il funerale al feto che sta abortendo. La giustificazione è quella del superamento del dolore!
Sembra un film dell’orrore: embrioni amati e rifiutati dalle donne, come le migliori Madri di Nicky Saint Phalle, quelle grasse e colorate che dopo averli partoriti se li mangiano. E poi altri embrioni non amati, non riconosciuti e buttati nei rifiuti speciali. Embrioni di serie B, figli dell’amore malato.
La recente delibera di Firenze mi ha fatto sbattere la faccia contro una realtà amara.
Le donne non sono più unite sulla necessità della difesa della 194 da tutti gli attacchi.
Molte pensano che chiedere a una donna se vuole dare sepoltura all’embrione che sta abortendo sia una cosa NORMALE. E che tra i cimiteri dei feti e la 194 non vi sia connessione.
Sarebbe quindi normale un medico che chiede alla donna se vuole fare il funerale al feto che sta abortendo. La giustificazione è quella del superamento del dolore!
Sembra un film dell’orrore: embrioni amati e rifiutati dalle donne, come le migliori Madri di Nicky Saint Phalle, quelle grasse e colorate che dopo averli partoriti se li mangiano. E poi altri embrioni non amati, non riconosciuti e buttati nei rifiuti speciali. Embrioni di serie B, figli dell’amore malato.
A questo ci ha portato l’estremismo cattolico ed è da questo
che ci dobbiamo difendere, da cui le donne si devono difendere. Vedo invece
molte che difendono aprioristicamente i cimiteri dei mai nati: è quanto di più
triste mi sia capitato nella storia della mia militanza civile.
Per 18 anni, care donne schierate e no, ho sostenuto concretamente la legge 194.
Per 18 anni, care donne schierate e no, ho sostenuto concretamente la legge 194.
Ora cavatevela da voi.
Io ho dato.
Io ho dato.
martedì 29 ottobre 2013
Non si vince "asfaltando" il corpo delle donne
Una giunta di centrosinistra, guidata dall'asfaltatore più accreditato alla Segreteria del PD, ha approvato,deliberato la legittimità del Cimiterino di Trespiano.
E' ora che le donne del PD, è ora che il PD dica da quale parte sta e non a parole.
Giuseppe Civati, Gianni Cuperlo, Gianni Pittella Candidati alla Segreteria del PD fateci sapere, con urgenza, esattamente quale è la vostra posizione.
L'attacco alla 194 è ferale perchè va al cuore, passa sopra il corpo delle donne, le asfalta nel senso letterale della parola.
Non il feto, ma l'embrione addirittura diventa figura giuridica.
In Lombardia i Cimiterini esistono da tempo con gravi responsabilità anche del Centrosinistra; in Lombardia alle donne che usufruiscono della 194 viene presentato dal medico addirittura un consenso informato,dove viene prospettata la possibilità per la donna di fare il funerale!!! Nel caso rifiuti (e il 100% delle donne rifiuta) l' Ospedale provvede a farlo a sue spese.
Non vi era per i feti nessun impedimento a darne sepoltura, se richiesto dai genitori.
Non si capisce perchè debbano essere create queste AREE di COLPA DELLE DONNE.
Non ci stancheremo mai di denunciare questo orrore.
LO STATO LAICO E' FINITO a Firenze ieri.
Si vuole a tutti costi sottolineare che esiste sempre e solo una morale migliore, un'etica migliore, una condotta migliore. Che guarda caso coincide sempre con quella cristiano-cattolica. Dimenticando la lezione di Kant, il quale affermava che la morale non è sopra di noi, ma è dentro ognuno di noi.
domenica 29 settembre 2013
Il prezzo del Consenso.Auguri "Presidente"
Milano 30 Settembre 2013
Una domenica quasi di noia.
Andiamo a Teatro? Al Manzoni “Gabriele d’Annunzio tra amori e battaglie” di e con Edoardo Sylos Labini. C'è anche Giovanna che ci vuole andare.
Con Giuseppe arrivo in anticipo.
Un gruppo di ragazzi regalano biglietti per lo spettacolo.Ci avviciniamo.
Ce li regalano e aggiungono: a fine spettacolo tutti qui perchè chiamiamo il Presidente.
"E' il suo compleanno" afferma il ragazzo, "gli facciamo gli auguri tutti insieme".
Sono una decina questi giovanotti, bellocci, tutti vestiti uguali: giacca blu, camicia celeste, pantaloni in tinta e mocassino.
Domando: "Presidente? Di che?".
Faccio finta di non capire.
- "Ma come! Esiste un solo Presidente! Berlusconi" mi risponde in tono arrogante.
Stupita li guardo e domando:
"avete il numero di Berlusconi?"
Si insospettiscono e avvertono:
"Niente scherzi al telefono però!"
"Stanne certo! ci vediamo dopo".
Il Teatro è semivuoto.
Gli abbonati e una decina di file riservate a dipendenti della Mediolanum.
Decidiamo di filmare, ma ci hanno sgamato.
Non ci inviteranno al termine della rappresentazione a fare da coro.
Tanti auguri Dr.Berlusconi.
Che il suo futuro sia di salute e di utilità aiutando i più deboli.
Avrà modo di farsi amare gratis e non comperando persino gli auguri di Buon Compleanno.
mercoledì 4 settembre 2013
Spiegateci con onestà il regalo IMU, non siamo proprio degli stupidi.
Ieri sera al Carrroponte si insisteva sul concetto:
abbiamo regalato l'IMU, ma ora facciamo facciamo cose di sinistra. No agli F 34
e cose varie.
L'intervento del compagno Bettini suggestivo sino a quando non si è lasciato andare al comizio finale, con i ricordi del perchè ha aderito alla FGCI e Ingrao perchè divenne comunista.
Nulla di attinente naturalmente, perchè sono tutti diventati renziani, che notoriamente ben altra matrice, cultura e visione del mondo ha.
Un parterre di maschi, moderato da Marina Terragni .
Naturalmente non si è parlato delle Pari Opportunità scomparse, ma come sono gli uomini hanno affrontato temi molto "concreti", "decisi". Qualcuno li accompagnava a molta maleducazione ( la sala tutta non ha gradito però ) non rispondendo nel concreto alle domande poste.
L'unico vero renziano presente Gabriele Messina mi è piaciuto perchè non spocchioso, non stupido, non da TSO e nemmeno tanto democristiano.
L'intervento del compagno Bettini suggestivo sino a quando non si è lasciato andare al comizio finale, con i ricordi del perchè ha aderito alla FGCI e Ingrao perchè divenne comunista.
Nulla di attinente naturalmente, perchè sono tutti diventati renziani, che notoriamente ben altra matrice, cultura e visione del mondo ha.
Un parterre di maschi, moderato da Marina Terragni .
Naturalmente non si è parlato delle Pari Opportunità scomparse, ma come sono gli uomini hanno affrontato temi molto "concreti", "decisi". Qualcuno li accompagnava a molta maleducazione ( la sala tutta non ha gradito però ) non rispondendo nel concreto alle domande poste.
L'unico vero renziano presente Gabriele Messina mi è piaciuto perchè non spocchioso, non stupido, non da TSO e nemmeno tanto democristiano.
Quello che veramente non ho appprezzato è stato il
passaggio sul cosidetto "REGALO IMU".
Ora a me non la contan che sia stato un semplice "regalo"
Ora a me non la contan che sia stato un semplice "regalo"
Aver regalato l'Imu vorrebbe dire che abbiamo mandato
dei fessi al Governo ... (vorrei non crederlo, altrimenti lo dicano che
facciamo prima)
Se invece non abbiamo mandato dei fessi al Governo (intendo fessi in senso letterale) mi spieghino perchè si è ceduto al ricatto.
Io ho pensato, superato lo stupore: hanno contrattato il ritiro di Berlusconi.
Si sa che non sono avvezza ai tavoli e ho il "difetto" della passione civile.
Ebbene non hanno trattato il ritiro di Berlusconi.
L'ho capito tre secondi dopo questa fulminante stupidaggine che pensai.
Nemmeno la legge elettorale.
Sembra, ci danno da bere, che nel do ut des non abbiano contrattato NIENTE e ce lo fanno passare come un regalo!
Siccome non siamo una massa di fessi, voglio sapere (per questo compagno Bettini io non ho capito niente) SOTTO QUALE RICATTO e' il PD per dover fare regali simili e andare incontro alla sua dissoluzione.
Voglio sapere perchè non avete gettato la spugna piuttosto che rimangiarvi tutto!
Oppure:voglio sapere perchè non avete fatto cadere il governo lasciando a loro tutta la responsabilità.
Come si può perdere la faccia sull'IMU, come si possono sconfessare mesi di certezze del sacrificio che andava fatto e poi lavarsi la faccia e fare questo regalo! Pensate veramente che a noi l'IMU piacesse ?
Spiegatecelo perche noi lavoriamo, paghiamo le tasse e siamo sempre più stufi di vedervi là a dirci incredibili bugie.
La puzza che c'è si sente. e per favore!!! Non fateci diventare tutti grillini.
Se invece non abbiamo mandato dei fessi al Governo (intendo fessi in senso letterale) mi spieghino perchè si è ceduto al ricatto.
Io ho pensato, superato lo stupore: hanno contrattato il ritiro di Berlusconi.
Si sa che non sono avvezza ai tavoli e ho il "difetto" della passione civile.
Ebbene non hanno trattato il ritiro di Berlusconi.
L'ho capito tre secondi dopo questa fulminante stupidaggine che pensai.
Nemmeno la legge elettorale.
Sembra, ci danno da bere, che nel do ut des non abbiano contrattato NIENTE e ce lo fanno passare come un regalo!
Siccome non siamo una massa di fessi, voglio sapere (per questo compagno Bettini io non ho capito niente) SOTTO QUALE RICATTO e' il PD per dover fare regali simili e andare incontro alla sua dissoluzione.
Voglio sapere perchè non avete gettato la spugna piuttosto che rimangiarvi tutto!
Oppure:voglio sapere perchè non avete fatto cadere il governo lasciando a loro tutta la responsabilità.
Come si può perdere la faccia sull'IMU, come si possono sconfessare mesi di certezze del sacrificio che andava fatto e poi lavarsi la faccia e fare questo regalo! Pensate veramente che a noi l'IMU piacesse ?
Spiegatecelo perche noi lavoriamo, paghiamo le tasse e siamo sempre più stufi di vedervi là a dirci incredibili bugie.
La puzza che c'è si sente. e per favore!!! Non fateci diventare tutti grillini.
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