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lunedì 7 dicembre 2015

I Diritti non si pagano No alla GPA

La GPA non è un Diritto

Sono giorni  di grande dibattito sulla possibilità per coppie non fertili di poter contrattare la gestazione con donne quasi sempre in gravi difficoltà economiche.
Chiarisco che non si tratta di essere oppositivi dell'Utero Solidale, dove non esiste contrattazione e pagamento  ma un grande atto d'amore offerto  da una sorella, una amica ad una donna colpita da una severissima malattia che l'ha resa sterile.
Non condivido invece un solo passo delle varie motivazioni addotte perchè una coppia di uomini debba avere il diritto di appropriarsi della vita delle donne comprando (se mai nella realtà vera  fosse possibile)  la maternità.  Non solo!   la GPA esclude  il diritto del nascituro all'avere una MADRE.
Riflettevo quanto la Madre  ci accompagni sempre, dalla nascita alla morte.
E penso al Fine Vita.
Non c'è agonizzante che, anche quando la coscienza "c'è e non c'è", non invochi quel nome e non lo  ripeta finchè il fiato lo consente. Non  ho mai visto un agonizzante invocare il padre.
Nemmeno a Chi l'ha visto, programma che seguo con una certa costanza, mi è capitato di vedere 70/80enni alla ricerca del padre che inseminò la madre e non riconobbe quel figlio!
Mettono tanta tenerezza invece quei signori per lo più pensionati alla ricerca della madre, quella che non li cercò o non riuscì a trovarli dopo averli  abbandonati nella ruota di qualche chiesa.
La ricerca della madre non finisce mai e non c'è pacificazione.
I bambini nati con la  GPA (acromio di Gravidanza Per Altri) andranno a vivere con persone che li ameranno e tanto, ma di madri non avranno traccia se non in quel diffuso concetto dell'essere voluti bene da soggetti diversi.
La mia negazione alla legalizzazione si concentra su pochi ma essenziali punti:
1- Vendita contrattuale della gestazione.
Le donne che portano avanti gravidanze fanno affari, questi figli non avranno mai più contatto con loro, messi al mondo per una certa quantità di denaro e basta. Relazione affettiva, se esistita, non potrà essere consentita.Il legame finisce lì, deve finire lì.
In tutte le nazioni dove è legale vi è una sperequazione abissale tra le parti.
Le canadesi che si prestano all'affare non appartengono alla borghesia di Montreal e nemmeno all'aristocrazia di Toronto. Diciamolo e non nascondiamo il disagio economico di queste donne dietro un passaporto! Sono delle sottoproletarie senza mestiere e occupazione!
Le donne indiane vengono persino usate dai mariti come fabbrichette di indotto economico e sfruttate doppiamente..altro che storie.
2- i maschi hanno tutto. Il Patriarcato ci ha impoverito di ogni forma di potere sostanziale, dobbiamo combattere con denti sanissimi e coltelli affilati per conquistare qualsiasi cosa, mettendoci sempre il doppio se non il triplo della fatica.
Perchè vogliono ora appropriarsi dell'unica cosa che non hanno: la capacità gestazionale, la possibilità di essere madri?
3- negazione dei Diritti del nascituro
Le famiglie gay maschili saranno piene di amore e ogni forma di bellezza, avranno pure tanti soldi per potersi permettere un investimento così importante (in Canada circa 100.000 euro) ma non si capisce perchè questo sia un Diritto per loro e venga negato al bambino il Diritto alla Madre.
4- I Diritti non si pagano.
Se possono essere comperati hanno altri nomi meno che quello.
Non sono diritti. Punto.

lunedì 26 ottobre 2015

Tatoo e conseguenze ignorate da tutti o quasi




La disinformazione domina!
I Tatuaggi sono diventati un must per tutte le età e vengono mostrati con orgoglio da una vasta fascia della popolazione italiana, dalle ragazzine non ancora quindicenni ai pensionati.
Tra farfalle, rospi, mostri, simboli giapponesi ma pure coreani, nomi, frasi della Bibbia o incitamenti della Decima MAS nonchè nomi a testimoniare amori presenti (raramente) e passati (quasi sempre), i motivi grafici da farsi disegnare sono mille e nei posti più svariati, non ultimo il basso ventre.
Questa discutibile moda è accompagnata dalla completa ignoranza in merito alle conseguenze reali derivanti dal farsi marchiare il corpo.
Il mio non vuole essere un pistolotto sui tumori che generano le chine e nemmeno dei possibili granulomi della pelle e tanto meno porre l'attenzione della inevitabile stanchezza che arriva dopo un pò di anni nel vedersi affiorare dalla camicia del collo, guardandosi allo specchio, la trota a bocca aperta.
Pochissima sanno che
a- non si può donare il sangue dopo essersi tatuati per un pò di mesi. Certo 4 mesi di sospensione sono pochi e donare il sangue non è tra le priorità dei più.
b- quei serpentoni, quelle fioriere belle colorate e fitte sulla colonna lombare impediranno alle future mamme di poter usufruire della partoanalgesia,
Certo non si partorisce tutti i giorni ma la delusione delle partorienti è grande quando si sentono negare il parto indolore una delle più grandi conquiste della ostetricia per il benessere della donna e del feto.
c- donazioni d'organo.
Non è mica necessario morire per donare  e donare significa  semplicemente aiutare...fratello,sorella, cugina ma pure una sconosciuta.
La compatibilità è cosa rarissima, trovare il donatore è come vincere una lotteria che nessuno potrà mai indire, è vincere la battaglia della vita.
Criterio di esclusione  per la donazione di midollo diventa quelle rosa idiotissima che molti anni fa  ispirarono e che dovevano comparire per forza sul malleolo sinistro.
d- non si può nemmeno donare la testa del  femore nel caso sia necessaria una protesi d'anca.
Fino a qualche anno fa finiva nei rifiuti speciali.
La medicina oggi utilizza questi "scarti" per aiutare la ricostruzione ossea per fare un semplice esempio in ragazzi che hanno avuto gravi tumori ossei per es.
Gravissimo, ma credo che il fenomeno sia sotto osservazione di chi ne capisce più di me, è il dato che avremo fra non molti anni pochissimi donatori d'organo.
In Italia ci sono 7 milioni di tatuati tra i 25 e 45 anni, questo significa che tra 20 anni il capitolo dei trapianti sarà chiuso o quasi  per assenza di donatori.Penseranno in molti: chi se ne frega! a noi le trote piacciono, i numeri romani sull'avambraccio sono una figata pazzesca e l'entusiasmo va a mille ogni volta che vedo uno con un torace glabro e su scritto "Memento audere semper".
L'Istituto superiore della Sanità ha fatto una indagine seria sul livello di conoscenza a tutto tondo degli italiani su questa moda così assurda: solo il 58,2% degli intervistati conosce i rischi mentre si abbassa al 41,7% la percentuale di chi è adeguatamente informato sulle controindicazioni alla pratica del tatuaggio.Dati che fanno riflettere e forse pensarci un pò di più prima di entusiasmarsi per un tatuaggio che con il tempo sbiadirà e faremo fatica a nascondere.


http://www.iss.it/pres/?lang=1&id=1555&tipo=6