sabato 21 marzo 2015

I Ragazzi di Pioltello parlano del Fine Vita



Ieri sera a Pioltello c’era una atmosfera bella.
Sarà stata l’eclissi del secolo ma l’atmosfera, sin dal nostro arrivo al Ristorante alle 19, lasciava intravedere che sarebbe stata una serata eccezionale.
Decine di giovani, promotori dell’evento, ci aspettavamo.
Il giovanissimo segretario del PD  Simone Garofalo ci dice candidamente che mai si è sentito così coinvolto come stasera.
C’è  Eleonora Cardogna Segretario Nazionale dei Giovani Democratici, una bellissima ragazza dagli occhi dolci, penetranti, fiera di essere una di loro, nessuna arroganza.
C’è  Alberto Cazzaniga timido, deciso e con le idee molto chiare. 
E’il segretario dei GD di Pioltello.
Abbiamo parlato tanto a telefono, garbato,serio e risoluto.
C’è Saimon Gaiotto eccitato, parla delle tante cose belle che la sua amministrazione ha costruito nel passato, del vuoto nella città dopo la sconfitta, racconta la bellezza di Pioltello ad Englaro con un amore assoluto e incondizionato.
Penso che è un figlio del Sud e dell’emigrazione, il suo volto mi è famigliare.
Facciamo presto..alle 21 si inizia!
C’è Radio Radicale in un angolo. Registrano tutto.
Ci sono le mie amiche del Movimento SNOQ.
C’è Betty, Ancilla, Alice, Susy.
C’è il SEL, ci sono due consiglieri di maggioranza.
Ma ci sono soprattutto loro “i ragazzi di Pioltello” e sono in tanti.
Beppino Englaro è un gigante. Si alza sempre in piedi quando parla, inizia lentamente, è una progressione fortissima, diviene sempre più determinato. Io lo guardo e penso: questo è un UOMO.
Lui si commuove due volte, nel nominare e poi ringraziare i ragazzi.
Gli appare meraviglioso e incredibile che poco più che ventenni abbiano organizzato  una serata sul fine vita. Parla di Eluana e quanto ne fosse consapevole.
Fa venire la pelle d’oca osservare quegli occhi che diventano umidi.
Mina Welby  agita la Costituzione nella mano sinsitra e dice “questo è il mio vangelo laico”
"Io sono cattolica vado a messa ma distinguo".
La sala è piena. C’è una attenzione straordinaria.
I ragazzi annunciano di aver depositato e protocollato in quelle ore la Mozione per l’apertura dello Sportello per il deposito dei DAT/TB. I Consiglieri Comunali del PD hanno firmato e saranno protagonisti.
A mezzanotte e mezza  torniamo a casa.
Mina Welby è mia ospite.
Al mattino ci incontriamo in cucina, Io assonnata, lei sveglissima , mi dice  "sono felice, ieri sera è stata una serata speciale, quei ragazzi sono straordinari".
Ho rispensato alla commozione di Beppino.
Grazie ragazzi,
Grandi  uomini i Ragazzi di Pioltello.

venerdì 13 marzo 2015

Mio padre Giovanni Lanzilotta


Mio padre Giovanni Lanzilotta

Giovanni Lanzilotta nacque a Castellana il 23 febbraio 1917 figlio di Maria Silvestri, ortolana e Francesco Lanzilotta barbiere, rilegatore, socialista. Non conobbe suo padre che, come tanti giovani del Sud, fu inviato  a combattere in prima linea al fronte in una guerra che lo avrebbe ucciso, lasciando due bambini in tenerissima età orfani, insieme a una giovanissima moglie vedova.
Giovanni Lanzilotta era un bambino biondo e riflessivo, poco incline ai giochi cruenti di strada o all’attività sportiva, amava leggere, conoscere, studiare ogni scritto che gli capitasse tra le mani. Aveva degli occhi celesti e profondi e una intelligenza riflessiva. Decise in autonomia di voler continuare a studiare, alzando la mano quando il maestro chiese ai suoi scolari chi, dopo le elementari, avrebbe voluto iscriversi al ginnasio. La famiglia assecondò il suo desiderio e fu aiutato a studiare, da una madre tenace, da un nonno che gli fece da padre e da quella civiltà contadina che mai si sentì seconda a chi studiava, ma che riconosceva in se i suoi figli migliori.
Frequentò il liceo classico di Conversano, i suoi professori lo indirizzarono alla Facoltà di  Storia e Filosofia all’Università Cattolica di Milano, laureandosi nel 1939 con una tesi su Immanuel Kant. Negato per qualsiasi attività manuale, non sapeva piantare un chiodo alla parete e si spaventava se, nelle notti di estate, un pipistrello entrava in casa. Non era uno sportivo, ma amava il calcio
Tornato in Puglia non partì per la seconda guerra come “la Patria” richiedeva, si fece forza dell’essere figlio ed unico sostentamento di una madre vedova di già altro sangue versato e fratello di Domenico spedito a  difenderla. Giovanni Lanzilotta era per la pace e contro la guerra, a lui intesseva il teatro, Pirandello Jonesco, non certo sparare.
Iniziò la sua carriera scolastica, prima come docente e poi come preside presso i licei classici di Putignano e Monopoli.
Negli anni fu spettatore dei mutamenti sociali che videro il modo scolastico e gli studenti protagonisti di aspre lotte. Non comprese e non condivise l’assenza di progettualità nei confronti della Scuola e visse come un “tradimento” da parte dello Stato il progressivo mancato riconoscimento del ruolo primario degli insegnanti nella società, spinti in un inesorabile declino economico e sociale. La sua amarezza per come negli anni era cambiata la Scuola lo spinse a dissuadere una delle sue figlie ad  seguire il suo stesso indirizzo universitario.
La Politica, quella che alimentò l’anima vera della rinascita dell’Italia, fu la sua grande passione dopo la famiglia e i suoi studi.
Fondò la Democrazia Cristiana a Castellana insieme al Rag.Bini e pochi altri.
Vicesindaco del Comune di Castellana Grotte nel primo dopoguerra pose insieme a tutta l’amministrazione le premesse per quella che oggi è la Castellana moderna.
Non fu un attivista per molti anni, pur essendo cattolico nel più profondo, subì l’attacco della Chiesa locale  perché perseguì la convinzione di una città laica in uno stato laico.
Uomo di destra certo,ma mai succube o subalterno. 
Allontanatosi dalla partecipazione attiva alla Politica, si concentrò così nel nutrimento essenziale e conduttore della sua vita,  occupandosi così della  Famiglia e dei suoi Studi.
Continuarono le sue ricerche ed i suoi approfondimenti sia della Filosofia che coltivò specialmente nelle sue implicazioni con la teologia e la mistica (ne sono testimoni  i numerosi appunti su fogli sparsi, dai quali si evince come avrebbe desiderato approfondire alcune particolari tematiche, nella Bibbia, in Pasternak e in San Bonaventura) sia della Storia con particolare attenzione al Risorgimento Italiano.
Le sue due opere pubblicate riflettono in parte la passione e gli interessi delle sue ricerche. Con Gregorio Munno curò un’edizione critica e commentata del Minosse di Platone (Adriatica Editrice, Bari, 1948); in seguito pubblicò un’edizione critica, tradotta e commentata de La triplice via: incendio d’amore di San Bonaventura (Arti Grafiche De Robertis, Putignano, 1971).
Sposato con Myriam  Sgobba ebbe 7 figli da cui  fu  ed è sempre amato . Morì nella sua casa di campagna, sulla via di Polignano, il 9 ottobre 1992.



P.S.
Nessuno di noi figli lo vide mai piangere, accadde una sola volta quando uccisero Giovanni Falcone.
Fu un giorno di Maggio, l'Italia attonita per l'uccisione di Giovanni Falcone.
Mio padre ripeteva tra le lacrime "lo Stato è finito".
Nessuno di noi lo dimenticherà mai. 

martedì 3 febbraio 2015

Facce di bronzo senza eguali


Castellana meritava ben altra amministrazione

Leggiamo, ma non ci stupisce, che con DELIBERAZIONE N. 6 del 30/01/2015 il nostro comune si è costituito parte Civile nel procedimento per cui Il gup del Tribunale di Bari Rosa Anna Depalo ha rinviato a giudizio 13 persone, sindaco, ex assessori, segretario generale e funzionari del Comune di Castellana Grotte (Bari), per i reati di abuso d’ufficio, falso, occultamento di documenti e inottemperanza a provvedimenti del giudice del lavoro.
Stando alle indagini della Procura di Bari,gli imputati avrebbero "bloccato e, comunque, ostacolato l’avviato iter di assunzione di Oronzo Cisternino, vincitore del concorso per la copertura del posto di capo servizio-comandante di polizia municipale" indetto dal Comune nel 2001 e conclusosi con graduatoria finale nel 2006. Dopo l’insediamento del sindaco Francesco Tricase, nel dicembre 2007 la giunta ha sospeso l'esecuzione del bando. Il Tar e poi il Consiglio di Stato (giugno 2008) hanno accolto i ricorsi di Cisternino ordinandone l'assunzione, arrivata solo nell’agosto 2010, dopo la pronuncia del giudice del lavoro, affidandogli però l’incarico di vice (che ancora oggi ricopre) e non di comandante. Dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, nel marzo 2012, gli imputati avrebbero commesso un nuovo abuso d’ufficio sopprimendo il settore di Polizia Municipale "al fine – scrive il pm nel capo d’imputazione – di sottrarre al comandante Oronzo Cisternino la possibilità di accedere alla posizione apicale di responsabile del servizio
In sostanza quindi Il comune si costuisce parte civile ( quindi richiede i danni) contro il sindaco e gli altri imputati nel processo Cisternino. La ovvia astensione dal voto di Tricase e Romanazzi non cambiano la sostanza dei fatti, la giunta ha deliberato quasi a voler dimostrare che la Giunta Tricase sia super partes e neutra sulla questione Cisternino.
Politicamente si apre uno scenario quanto mai aberrante e cioè che questa amministrazione non abbia un minimo di decenza in merito al ruolo che riveste e alle sue funzioni.
Qualsiasi cosa succeda, anche la richiesta di danni da parte della sua amministrazione contro se stesso non interessa! Figuriamoci quanto alla nostra amministrazione possano interessare le questioni relative alla cittadinanza, i rifiuti, le buche per strada, l’ecotassa.
Politicamente questo è indegno perché questa è una dimostrazione, l’ennesima di totale disinteresse del bene comune, essendo immuni da qualsiasi tipo di vergogna.
La costituzione di parte civile presuppone la convinzione da parte del soggetto che la esercita della colpevolezza del soggetto rinviato a giudizio e del fatto che dalla condotta penalmente rilevante ne sia scaturito un danno da risarcire, questo e' il contenuto della volonta' espressa,ora,se cosi' e',l'unica seria conseguenza dovrebbero essere le dimissioni, quantomeno della giunta che ha deliberato, nonche' del sindaco ufficialmente sfiduciato dalla sua giunta.
Questa aberrazione nasce dal fatto che il comune di castellana viene individuato nel rinvio a giudizio come parte lesa, perche' cosi' e', e questi per non sentirsi dire che non prendono posizione assumono questa delibera che di per se' e' sacrosanta se ne facessero scaturire tutte le giuste conseguenze, cioe' le dimissioni.
Invitiamo pertanto i Consiglieri Comunali di Opposizione D'Alessandro, Franca De Bellis,Michele Galizia, Simone Pinto,Pasquale Longobardi, Leo Frallonardo ad unirsi a noi e a chiedere le DIMISSIONI IMMEDIATE del Sindaco e della Giunta.

Mercedes Lanzilotta
ex Candidato Sindaco
Castellana 2.1



sabato 29 novembre 2014

La 194 si applica negli ospedali di Stato on.Locatelli

Mercedes Lanzilotta anestesista non sempre così sorridente

La chiusura del servizio ambulatoriale per le interruzioni di gravidanza dell'Ospedale Umberto I di Roma, ha scatenato un gran polverone, che porterà sicuramente alla sua riapertura con la  solita pezza a colori.
Sostanzialmente in Italia la 194 è lesa su tutto il territorio nazionale.
Solo nel 65% degli Ospedali è possibile abortire. Si registrano  Obiezioni di Struttura dapertutto, detengono questa triste e incivile realtà nelle percentali piùalte Puglia, Lazio, Molise, Veneto, Sicilia, Basilicata.
Noi anestesisti, pur non brillando nella Non obiezione, obiettiamo meno rispetto ai Ginecologi.
Non riceviamo pressioni o vessazioni, sin dall'entrata in specialità, e le nostre carriere non vengono interrotte se laici non obiettori. Siamo in quella fascia che deve essere molto attenta alla collocazione politica, se vuole fare carriera, a prescindere dalla obiezione.
Nonostante ciò se i Ginecologi sono per l'80% non obiettori, i nostri raggiungono il 70%.
In quel 30% ci sto dentro io, da sempre non obiettrice e da sempre a difendere la 194 perchè non ritorni l'aborto ad essere  un affare privato.
Ieri ho letto con somma delusione e rammarico la "soluzione"  proposta dall'on.Pia Locatelli,
a fronte di una analisi che ci vede concordi.

"A questo punto l’unica via di uscita sembra essere quella che lo Stato garantisca il servizio tramite strutture private convenzionate e a carico del Servizio sanitario nazionale. Siamo certe, purtroppo, che in caso di un possibile guadagno, molti attuali obiettori si ravvederebbero sulla via di Damasco."

Cara On.Locatelli,
ma cosa crede che a me 1000 Euro a seduta, per addormentare 20 donne, in una clinica privata non farebbero comodo?  Perchè sa, queste sono le tariffe.
I nostri contratti sono fermi da 7 anni e noi medici siamo abituati a un tenore di vita certamente diverso da quello che ci offre la spanding review.
Una interruzione vale in termini di DRG 1100 -1600 Euro.
Fatti un pò di conti ci sta alla grande il pagamento della sala operatoria con il suo personale, dell'anestesista e del ginecologo.
Alla struttura privata un lautissimo guadagno.
Grassi guadagni sulla pelle delle donne e con meno sicurezza.
Consideri che in un buon Team tra addormentare, aspirazione e svegliare la paziente in 20 minuti ha concluso l'iter.
Le scrivo tutto questo crudamente perchè mi sono sentita un pò presa in giro quando ho letto la sua proposta.
Cosa pensa che a noi, non obiettori al servizio dello Stato,  ci sia piaciuto sempre consentire l'attuazione della legge?
Ebbeno NO. Abbiamo avuto pure qualche problema di Burnout.
La letterina però in direziione non l'abbiamo mandata, per quel sano principio laico di difendere una legge delle donne, frutto di una lotta che ci vide vittoriose sul moralismo e perbenismo cattolico, imponendo dopo il divorzio una grande lezione di civiltà,
A noi medici non obiettori non ci diverte affatto e non lo facciamo perchè uan IVG  è come una ernia inguinale o una cisti del Bartolino,
Ci  appare doveroso, dignitoso, appartente ai nostri doveri.
Di uteri forati dalle mammane non ne vediamo più dalla fine degli anni 80 e non ne vogliamo più vedere, pure se provengono da mammane convenzionate.
Le ragioni di obezioni sono tante ma, senza entrare nel merito, le voglio dire che io ben altre proposte nell'immediato dalla Politica mi aspetto.
La Prima  è la richiesta di dimissione dei Menager dell'Ospedale nonchè dei suoi Direttori Generali e Sanitari.Mi aspetto si chiedano dimissioni irrevocabili perchè hanno impedito il funzionamento di una legge dello Stato.
Una azienda ospedaliera ha il dovere di prevedere un pensionamento.
Come è stato possibile che vi fosse solo un medico non obiettore.
Non doveva accadere e chi non ha agito deve intanto essere mandato a casa.
Troppo facile parlare in generale.
La Politica nomina tutti i Dirigenti, non nascondiamoci dietro un dito.
La Politica deve rispondere dei suoi danni e del manuale Cancelli con cui distribuisce le poltrone senza fare nessun conto sulle capacità professionali.
Altro che affidare al privato convenzionato.
Succede già in Puglia dove il 70% delle IVG si fanno in clinica...sottraendo alle casse dello Stato e ai nostro stipendi 3.000.000 di Euro.
A questo io medico non obiettore NON CI STO.

PS. io mi aspetto la modifica dell'artcolo 9 della 194, ma le assicuro che basterebbe non assecondare le assunzioni politiche e imporre ( e i DG possono farlo perchè la scelta alla fine dipende da loro)  neoassunti alla luce del rispetto delle leggi dello Stato, basterebbe a non avere tanti figli di Maria quali ginecologi e anestesisti.
I Direttori di Struttura Complessa devono obbedire ai DG, quindi se un poco siete addentro ai meccanismi che producete dovreste saperlo.
I DG però li nominate voi e quindi pragmaticamente che si chieda alla Regione Lazio  di fare i passi che deve fare.

mercoledì 8 ottobre 2014

Tricase e l'incapacità di starsi zitto Un Sindaco Omofobo.


Il Sindaco di Castellana Grotte Franco Tricase ha perso, come Alfano del resto, una buona occasione per starsi zitto.

 Due considerazioni mi preme farle:

1- Strana cosa questa dichiarazione del primo cittadino.
Di solito (e fa bene) non si avventura in pensieri sulla vita politica nazionale.
Che accade? si vuole mettere in luce con Alfano?
La carriera di longevo politico castellanese non gli è bastata?
E' alquanto strano  l'allineamento con convinzione alla direttiva del Ministro dell'Interno Alfano. 

Direttiva anacronistica e illegittima quella che ordina ai Prefetti di impedire ai sindaci di trascrivere i matrimoni stipulati all’estero tra coppie omosessuali.
Il nostro eroe non era a conoscenza che non rientra nei poteri del Prefetto impedirne ai Sindaci la trascrizione.
Il Tribunale di Grosseto ha recentemente obbligato questi, non ravvisandone la illegittimità.

“Non può certo rientrare tra le prerogative del Prefetto quella di annullare di ufficio l’atto del Sindaco, posto che l’unica Autorità demandata a valutarne la eventuale illegitimità sarebbe esclusivamente quella Giudiziaria, e non certo quella di Pubblica Sicurezza.(cit. Avv. Davide Steccanella).”Sono tante le cose che probabilmente non sa, nella foga alla nuova sentinella delle Murge  sono sfuggite un pò di informazioni.

2- Un Sindaco è colui che rappresenta tutti, in primis le minoranze.
E' antica saggezza, forse troppo laica.
Un buon cattolico la possiede però.
Quello che però mi preme informarlo è  che non conosce Castellana,  non sa che tra i suoi concittadini ci sono molte coppie di fatto omosessuali donne e uomini.
Questo aspetto desta notevoli  preoccupazioni.
La sua omofobia lo rende cieco dal non vederli.

Nella bellissima campagna elettorale, che mi ha visto protagonista come Candidato Sindaco, ho garantito il registro delle coppie di fatto  nel nostro paese.
Mi hanno contattato molti omosessuali. Mi hanno ringraziato.
Certo ero l'unica che si è espressa nel programma,nelle piazze.Sono ben certa però di non essere l'unica consapevole dell’appartenenza di Castellana al mondo,come sono assolutamente consapevole che a Castellana vi è una  una parte della cittadinanza che non ha voce e diritti.
Una parte di Cittadini, donne e uomini, che si vergogna di avere un primo cittadino che non solo non  non li rappresenta ma pure omofobo.

martedì 7 ottobre 2014

Norlevo contraccettivo l'infermiere non prescrive




Le dimissioni della infermiera di Voghera, ben arrivate, non devono fare cadere sotto silenzio  l'ennesimo attacco alla 194:
allargare al personale infermieristico la possibilità di obiezione in tutti gli ambiti della professione,
persino il prelievo di sangue per l'ematochimica.
Basta dare uno sguardo su Google per avere un preciso quadro.
Non bastano 80% dei medici obiettori, l'obiettivo è chiaro. rendere la legge 194 impraticabile del tutto, puntando sul personale infermieristico.

Il rifiuto ha fatto scalpore perchè determinato da una Infermiera del Triage di un Pronto soccorso!
Sia chiaro in molti ospedale ogni notte vi sono ginecologi che rifiutano di prescrivere il  Levonorgestrel.
Sono i medici obiettori estremisti, quelli che dovrebbero essere allontanati dal servizio sanitario per le interpretazioni  a proprio gradimento.
Chiariamolo bene:
Il Levonorgestrel è un farmaco anticoncezionale come lo Iud, la pillola.
Semplicemente  è postcoitale. 
Non è una pillola abortiva, se c'è stata fecondazione non funziona.
Il limite delle 72 ore è posto per questa ragione. Null'altro.
A questo proposito la sentenza del TAR del Lazio 
sentenza 8465/2001 

“Norlevo” non contrasta con la legge n. 194/1978, poiché il farmaco autorizzato agisce con effetti contraccettivi in un momento anteriore all’innesto dell’ovulo fecondato nell’utero materno. Detta evenienza resta sottratta alla regolamentazione dettata dalla legge richiamata che, come in precedenza esposto, assume a riferimento una condizione fisiologica della donna di stabile aspettativa di maternità cui soccorrono, in presenza di una volontaria e consapevole scelta interruttiva, specifici interventi di assistenza sul piano sanitario e psicologico.
Come, del resto, illustrato dalle parti resistenti, il farmaco “Norlevo” esplica effetti di prevenzione della gestazione al pari di altri usuali metodi contraccettivi, quale lo “IUD” o spirale, che parimenti mirano a inibire l’impianto dell’ovulo fecondato e in ordine ai quali non si pone questione circa la qualificazione come pratiche abortive eccedenti i limiti stabiliti dalla legge n. 194/1978».


A rafforzare se non basta la descrizione, l'azione, c'è l' OMS (organizzazione mondiale sanità) che lo classifica nei farmaci di Classe 1,cioè di quelli che si possono prescrivere in assenza di diagnosi, quindi anche l'internista di turno in PS, su richiesta, deve prescriverla.

In quanto al ruolo dell' Infermiere di Triage 
l'Atto di Intesa Stato Regioni del 17/5/96),chiarisce che
 è “ il primo momento di accoglienza e valutazione di pazienti in base a criteri definiti che consentano di stabilire la priorità di intervento” I sostanza l'accesso alle cure non avviene sulla base dell'ordine di arrivo ma sulla priorità delle loro condizioni.  Il grado di urgenza di ogni paziente è rappresentato da un codice colore assegnato all'arrivo, dopo una prima valutazione messa in atto da un 
infermiere preposto a questo compito.

BASTA!
Le valutazioni mediche le fa il MEDICO.

L'infermiere del PS decide, in caso di una richiesta di Levonorgestrel, il codice di urgenza.
Nel caso di Voghera il codice che l'Infermiera avrebbe dovuto assegnare è il verde, le ragazze dovevano aspettare il turno e basta. Era si una urgenza ma differibile ai codici rossi e gialli presenti in PS.

La Politica si muova, ogni occasione è buona per scardinare la 194, perché…poi facciamo quelli che si scandalizzano degli estremisti islamici.

sabato 4 ottobre 2014

La Madre dell'Assassino

Ero in Sala Operatoria, non mi ricordo più nemmeno chi era il chirurgo che stava operando.
Non mi ricordo quasi nulla di quel giorno.
Solo l’infermiera che si avvicinò e mi avvertì che la Polizia mi cercava e urgentemente.
Chiesi il cambio subito.
Li avevano fatti accomodare in sala riunioni .
Entrai, tutta la mia vita professionale e privata mi attraversò.
Non mi riuscì di cogliere nulla nella velocità di nanosecondi che potesse essere di interesse per la polizia.
Mi aspettavano  due signori. Severi, sguardo preoccupato, grigissimi.
Mi mostrarono subito come nei Film il distintivo “Kriminalpolizei”
- Frau Doktor non è successo nulla a lei e alla sua famiglia, abbiamo bisogno del suo aiuto!
Cristo pensai, che cosa posso mai fare per questi.
Sono una anestesista e leggo troppi libri.
“ Dobbiamo andare insieme a casa sua e parlare con Frau Holzschmidt!”
Oddio ora scopriranno che le pago in nero qualche ora!!
 Ma c’era bisogno di venire qui in ospedale per una cosa così?
“La situazione è gravissima! Dobbiamo comunicarle che stamane abbiamo arrestato Karl!
E’ l’assassino della giovane psicologa, sì quella uccisa e poi stuprata un anno fa, nei boschi di Hozberg.”
Non è possibile, ha solo 19 anni, è un ragazzo mite. Ha da poco finito la maturità.
Frau Holzschmidt mi parla sempre di quanto meraviglioso e affettuoso è.
L’ho visto una sola volta, a Pentecoste due anni fa.  Anonimo. Un ragazzotto biondino slavato.Timido mi era apparso.
Lo aveva adottato che aveva solo un mese, una vita costruita per lui e soltanto per lui.
Era suo figlio vero, quello negato per anni da una endometriosi devastante.
La casa, il giardino, l’orto, i risparmi. Tutta una vita un solo progetto, la famiglia.
Suo marito voleva tanto che andasse all’Università, ma a lui piaceva la falegnameria.
“ si andiamo, ma come fate a esserne così certi?”
“ lo inchioda il DNA. Dopo averla massacrata si è masturbato sul suo corpo.
Dal materiale organico abbiamo le prove della colpevolezza.
Stamane quando lo abbiamo arrestato ha solo detto “vi stavo aspettando!”
Non mi ricordo più niente, solo il  volto di quella madre e la sua certezza
“Non è vero, mio figlio ha donato spontaneamente, insieme a suo padre, la saliva.
Tutti i maschi del Dorf lo hanno fatto, nessuno si è rifiutato! Lui non è colpevole“
Per 15 anni Frau Holzschmidt ha lavorato da me.
Hanno persino cambiato la Costituzione tedesca perché Karl per 10 anni mai mostrò pentimento.
La legge prevedeva 10 anni al massimo per un omicidio compiuto da un minorenne.
E’ in galera da 15 anni e la sua liberazione non è ancora prevista.
Non si è mai pentito, non ha mai chiesto perdono alla famiglia della ragazza.
Frau Holzschmidt per 10 anni ancora ha parlato del suo bravo ragazzo, della ferocia dello Stato, delle visite in galera mai soli, dei costi degli avvocati, dei giornalisti avvoltoi, ma mai, dico mai di quella ragazza  nel bosco a fare Jogging e ora non può più farlo per mano  di quel bravo ragazzo.


Nota a margine: Luogo e Nomi sono puramente inventati.
Fatti e accaduto no. La narrante è una mia grande amica che mai ha raccontato di quella giornata ad alcuno, oltre che a me.