mercoledì 26 giugno 2013

IL Decreto del nulla. Se queste sono larghe intese....


Le misure del Governo, un decreto da 1.5 miliardi...200.000 assunzioni di giovani soprattutto al SUD!

Non si capisce dov' è il fulcro del decreto e appare l'ennesimo "Decretopropaganda"..
L'impressione è che dietro non vi sia nulla, non si comprendono le coperture perchè all'interno non c'è una riforma o un sistema di tagli comprensibile.
Solo ovvie rassicurazoni che tutti i Governi danno.
Riguardo all'IVA c'è solo un rinvio di tre mesi , aggravando  ulteriormente i nostri conti.Si posticipa  con le logiche di sempre.
Leggendolo, l'unica cosa che appare seria, non una presa per i fondelli, è la misura per lo svuotamento carcerario della Cancellieri.
Non costa niente e snellisce le procedure dei transitanti.
Molte teste pensanti, oltre al dolore di aver votato centrosinistra e trovarsi al governo con il PDL, stanno avvertendo un spiacevole sensazione che si sintetizza:
il governo Monti era "brutale" e "tecnico", ma almeno qualche verità, brutta ce la diceva.
Ora ci cucchiamo sto Governo di larghe intese che da un lato è fiero di essere a servizio di puttanieri e dall'altro, per non cadere, ci infila un Decreto del niente, riportandoci in una anestesia letale sulla drammatica situazione economica.
Si rinviano decisioni drastiche, non c'è linea, non c'è traccia di riforma del sistema sanitario, dello Stato e nessuna misura che aiuti nella sostanza le aziende in disagio, che sono tante.
Si sono riempiti la bocca con le misure sui giovani...tutto da verificare!
E' una presa per i fondelli.
L'impopolarità non paga, lo abbiamo capito.
La faccenda si mette peggio per tutti però.
Gli stati maggiori del PD e del PDl ,visto che stanno insieme a governare, devono
sapere che non siamo degli imbecilli.

domenica 9 giugno 2013

Sant'Agata e Angiolina Jolie


Sant'Agata non abiurò la religione cattolica.
Sant'Agata non cedette a questo e altri ricatti.
Sant'Agata era una donan vera, così il rimando della sua leggenda.
Ci piace la sua tessitura di resistenza a Quintiano,non certo di attesa e sottomissione come Penelope, che francamente, anche in prima media, non c'è stata mai simpatica.
Ci piace pensare che la sua castità non nascesse dal rifiuto del maschio, ma dal rifiuto della violenza sessuale.
Fu mastectomizzata con una tenaglia ardente e nemmeno questo bastò a piegarla.
Una punizione terribile,insieme a mille torture, un femminicidio che la portò al martirio.

La mastectomia preventiva scelta da Angiolina Jolie, non è  una Punizione inflitta dalla società scientifica per non sopportare una pena, un castigo naturale o innaturale.
Non è nemmeno mancanza di coraggio. Non può essere inteso come violenza sul proprio corpo.
La Mastectomia Preventiva è una CURA, un atto serio di prevenzione che la Donna può scegliere se portatore di un gene, quello che decide che avrà l'87% di probabilità di morire come sua madre, sua zia e tante donne sue ave di un tumore invasico, precoce e poco differenziato,Un tumore che le porterà a morire in breve tempo.
Lella Costa e Lorella Zanardo, due donne fortemente impegnate nel Movimento delle Donne hanno "poco ragionato", elaborando giudizi frettolosi su un tema molto difficile, di cui si parla poco e male e sul quale andrebbe contestualizzato il dato scientifico.
Vanno riposti i termini della questione nella sua giusta dimensione.
Il Blog delle "Amazzoni furiose" lo fa, e mi auguro abbia la massima diffusione, attraverso due contributi.
Il primo rivolto a Lorella  Zanardo del Movimento SNOQ dalla coraggiosa Blogger , il secondo scritto dalla Dr.ssa Alberta Ferrari con una lettera a  Lella Costa a cui vogliamo bene, ma il dono del silenzio qualche volta dovrebbe riceverlo.

Le Amazoni furiose scrivono
Fa male il post che Lorella Zanardo ha dedicato ad Angelina Jolie sul suo seguitissimo blog Il corpo delle donne. Fa male a chiunque abbia avuto il cancro al seno, a chiunque abbia avuto un'amica, una mamma, una sorella, una zia colpita dalla malattia. E` un post pieno di cattiveria gratuita, immotivata. E` un post che giudica, che assegna patenti di bene e di male. E` un post a scoppio ritardato - porta la data del 5 giugno - scritto a seguito di lunga riflessione. O almeno cosi` si spera, visto che il tema e` dei piu` delicati e complessi e di tempo dalla diffusione della notizia della doppia mastectomia preventiva della Jolie alla pubblicazione del post ne e` passato. E allora perche`?
Scrive la Zanardo che la Jolie e` "divenuta un'eroina, non perche`in grado di combattere coraggiosamente una malattia conclamata, cosi` come molte altre sue colleghe hanno gia` fatto in passato, bensi` perche` capace di sconfiggere preventivamente l'ipotesi che un tumore al seno o all'utero possa coinvolgerla". Innanzitutto, l'utero non c'entra. La mutazione da cui e` affetta Angelina Jolie la espone al rischio di sviluppare il cancro al seno e alle ovaie. Rischio che la mastectomia preventiva - secondo quanto dichiarato dall'attrice - avrebbe fatto scendere dall'87% al 5%. Non sono numeri al lotto, ma cifre fornite dai genetisti che l'hanno seguita. E` importante ricordarlo. La Jolie non si e` svegliata una mattina e ha deciso di farsi tagliare il seno perche` cosi` le andava. Ha preso una decisione ponderata e supportata da medici di sua fiducia. E in quanto tale va rispettata. Inoltre, perche` distinguere tra lei, la Jolie, che si fa asportare i seni preventivamente e le donne "in grado di combattere coraggiosamente una malattia conclamata"? Se avesse atteso che la malattia si sviluppasse avrebbe forse guadagnato i galloni del coraggio e l'ammirazione della Zanardo? Sono molte le donne che la malattia ce l'hanno, che non si sentono affatto guerriere, che non gradiscono affatto che l'appellativo sia appiccicato loro addosso. Una tale Susan Sontag ne ha scritto magistralmente negli anni '70. Zanardo l'ha letta?

La Jolie non avrebbe dovuto rendere pubblica la sua decisione, dice Zanardo. Lo sa, Lorella, che il cancro al seno era un tabu` fino a un paio di decenni fa e che parlarne e farsi fotografare (anche con una fragola in bocca, come nella foto allegata al post) e` stata una conquista? Per quale motivo la Jolie avrebbe dovuto tacere? "Non si debella il cancro con la rimozione degli organi", si legge nel post. E come lo si debella? Con la psiconeuroendocrinoimmunologia? Zanardo ci prende in giro forse? "Il corpo si ammala quasi ci fosse una volonta` di morte", continua. Questo si chiama victim blaming. E` come dire a una donna che e` stata violentata che se l'e` cercata. Far ricadere la responsabilita` di una malattia come il cancro al seno sulle donne stesse e` una vecchia strategia di controllo sociale. Vogliono farci stare zitte sulle cause ambientali, ad esempio, e allora ci rovesciano addosso colpe inesistenti.
"Molto utile resta la prevenzione": quale? Si riferisce forse, Zanardo, alla mammografia? No, perche` se questo e` il caso, non di prevenzione ma di diagnosi precoce si tratta. E spesso non serve a un bel nulla. Come non serviva questo tardivo e insipiente concentrato di acrimonia verso una donna che si e` trovata in una situazione difficile, che ha fatto le sue scelte e che, come tale, merita rispetto.

Lettera aperta della Dr.ssa Alberta Ferrari
Senologia della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia

Carissima e mitica Lella Costa
mitica perché nella mia mente ho sempre associato la sua immagine a quella di una donna tosta, ironica, attrice straordinaria e impegnata a favore del mondo femminile con grinta e determinazione. Insomma, sono una sua ammiratrice da sempre. 
Questo è il motivo che mi spinge a scriverle una lettera aperta in merito al suo commento divulgato da Radio Capital sulla mastectomia preventiva cui si è sottoposta Angelina Jolie. 
Sono chirurga senologa e da anni mi occupo di questo argomento di nicchia: donne geneticamente predisposte al tumore a seno e ovaio. Prima del caso Jolie era difficilissimo infrangere con un’adeguata informazione un argomento che sembrava tabù in Italia, per motivi culturali ma anche per monopolio intellettuale e scientifico di “casta” (il problema esiste in ogni settore). Ho frammenti di lettere e di frasi su blog dove donne consapevoli (forse troppo tardi) del problema parlano tra di loro nel più totale disorientamento per mancaza di riferimenti medici informati e di centri che si facciano carico del loro problema.
Dopo il caso Jolie, scatta il problema opposto ma speculare: se ne parla anche troppo, ma troppo spesso senza conoscere davvero il problema. Cara Lella, il suo giudizio sbrigativo e un po’ colpevolizzante verso la scelta delle donne (non solo Jolie, tante anche in Italia, lo sapeva?) che optano, all’interno di un percorso serio e avallato da linee-guida scientifiche internazionali, per la chirurgia preventiva, è profondamente penalizzante verso la libertà di cura consapevole e la gestione del proprio corpo che le donne in diverse declinazioni rivendicano da anni: una presa di posizione sconcertante proprio perché viene da chi ha personalmente promosso nella sua vita e arte queste istanze.
Credo alla fine che si tratti di insufficiente informazione, del resto molto diffusa anche tra addetti ai lavori. Le scrivo perché penso che sarebbe importante, per le donne coinvolte a vario titolo in questa problematica, che lei tornasse a riflettere su questo argomento, perché il suo parere di personaggio pubblico femminile può avere un peso rilevante. Lei ha fatto un’affermazione forte sulla chirurgia preventiva: è una scelta che non sta mica tanto dalle parti della vita. Parla di mancanza di una accettazione della componente di rischio e di avventura che sta nella vita. Questo commento sarebbe calzante se parlassimo di rischio normale e condiviso: quello per cui tutte le donne sanno che potrebbero avere un tumore al seno nella vita (10-12% di rischio), così come viaggiando in autostrada non possiamo avere la certezza che non ci capiti un incidente. Vero, rischio e morte fanno parte della vita e culturalmente il trend tende ad allontanarsi il più possibile da questa consapevolezza. In questo senso sottoscrivo che si vive nel rischio quotidiano, che ogni giorno che passa potrebbe essere l’ultimo e comunque ci avvicina inesorabilmente di un passo verso il traguardo finale, uguale per tutti. Da artista lei sottolinea ancora di più: il rischio è anche un’avventura, la vita E’ un’avventura. Sottoscrivo.
Nelle donne con una mutazione genetica però non si tratta di gestire un rischio come quelli che conosciamo, magari un po’ più alto. Provo a sintetizzare in pochissime parole il mondo che separa le “donne ad alto rischio” da noi, paralizzando in alcuni casi proprio la loro vita. Svilupperanno un tumore al seno in oltre i 2/3 dei casi, con un rischio associato elevato anche di neoplasia dell’ovaio (altrimenti infrequente). Il cancro che sviluppano è solitamente molto più aggressivo di quello sporadico delle ultracinquantenni e colpisce in età giovanile (80% tra i 30 e i 50 anni). Hanno spesso subito lutti plurimi e gravissimi in famiglia, magari perso la madre da bambine, visto la zia o la sorella ammalarsi, aspettano senza neanche sapere dell’esistenza della mutazione che il destino si compia anche per loro. L’avventura diventa paralisi finchè non capiscono di cosa si tratta. E, diventando protagoniste attive della loro vita, corpo e destino, cercano di capire attraverso counselling clinici, genetici, psicologici, come possono gestire questo rischio che grava sulla loro vita come una spada di Damocle. Ed ecco chi sceglie un percorso di sorveglianza per puntare sulla diagnosi precoce del tumore in agguato, oppure chi decide di abbattere il rischio stesso di sviluppare il tumore con la chirurgia preventiva, che riporta la % di rischio da altissima a livelli accettabili, inferiori a quelli di una donna senza mutazione BRCA. Scelta difficile, percorso molto personale. Ogni opzione ha pro e contro molto complessi, non è questa la sede in cui approfondire.. 
(solo un commento personale in merito: ho preso atto da tempo, non senza sofferenza e indignazione, di una singolare contraddizione: se si interviene sul corpo femminile per prevenire una grave malattia si scatenano controversie laceranti e feroci, laddove di fronte a manipolazioni chirurgiche anche abnormi effettuate per futili motivi - ispirate all’immaginario erotico maschile e/o ai tirannici canoni estetici attuali - nessuno si straccia le vesti).
Tuttavia, queste scelte vanno rispettate e il problema non eluso con fatalismo, come se si trattasse di un’avventura o un brivido da roulette russa. Piuttosto, è un dramma per la maggior parte di queste donne/ragazze, che troppo spesso conosciamo quando già la malattia ha fatto la sua comparsa, e loro a dire: ma perché nessuno me ne ha mai parlato? Avrei potuto fare delle scelte…. Un cancro al seno in giovane età devasta ancora di più la vita di una donna ferendo non solo la sua femminilità nel pieno splendore, ma anche interferendo con la maternità, con la vita sessuale, lavorativa….
Le donne raccontano Lella. Mi piacerebbe farle leggere alcune testimonianze che ho raccolto da loro, con l’idea di farne un libro. Una volta ne ho fatta leggere una, molto lucida e toccante, a un convegno. Rileggendo oggi quei testi immagino lei, con la sua voce e la sua straordinaria espressività, dare diritto di parola a queste voci inascoltate e incomprese. Sui cui complessi percorsi emotivi in questi giorni tutti, dal sedicente esperto alla mia parrucchiera, hanno detto la loro, passando senza volerlo come carrarmati a devastare la verità di un mondo che neanche lontanamente immaginano.
Le vuole leggere Lella? Ne sarebbe toccata, entrerebbe in risonanza con la complessità di questa problematica femminile estremamente particolare e sfaccettata e, ne sono certa, capirebbe. Forse addirittura le verrebbe voglia di farsene portavoce. Abbiamo un evento scientifico tra un anno, su questo tema, nell’ambito del quale saranno sancite le raccomandazioni scientifiche italiane, messe a punto e condivise da un gruppo di esperti di tutte le specialistiche implicate associato a un’advocacy femminile. Eppure enunciare linee-guida non significa che le cose funzioneranno davvero. Una donna che fa i controlli particolari (tanti) a causa della mutazione in Emilia Romagna è esente ticket, in tutte le altre regioni no. La spending review sta mettendo a repentaglio la possibilità di fare con il SSN il test genetico e persino la mastectomia e l’annessiectomia (asportazione di ovaie/tube) preventiva. 
Come vede è un ambito in cui avremmo bisogno di donne alleate, che non liquidino il problema con una frase a effetto ma anzi contribuiscano a tenere alta l’attenzione affinchè le politiche sanitarie intervengano con provvedimenti adeguati a sostegno di questa particolare condizione di rischio geneticamente determinato. Provi a conoscere queste donne: si innamorerebbe della loro forza, del loro coraggio, della loro lucida determinazione ad essere protagoniste attive e consapevoli del loro destino.
La ringrazio per la pazienza, se avrà avuto la bontà di leggere fino a qui con attenzione.
Cordiali saluti, con affetto e immutata ammirazione,
Alberta Ferrari.

domenica 2 giugno 2013

Obiezione di coscienza, Burnout del Medico Non Obiettore.


Obiettori di coscienza e  luoghi comuni.

Il recente articolo della Repubblica sulla 194 e la conseguente presa di posizione di molti politici lasciano perplessi gli operatori sanitari.
Quello che più colpisce  è la vaghezza e assenza di soluzioni, perchè vi sia una fruibilità omogenea, su tutto il territorio nazionale,senza toccare la libertà alla Obiezione.
Sotto accusa sono i medici,  ginecologhi e anestesisti,  per l'ottanta per cento obiettori, così come sotto accusa sono le strutture sanitarie convenzionate, pubbliche e private, che non rispettano la legge 194.
Nessuno comprende (e vuole comprendere) che la gran parte dei medici  obiettori,  è composta da persone  moralmente ineccepibili. Non vi è nella gran parte  malafede. 
Certamente esiste una piccola percentuale di   falsi obiettori, ma sono facilmente scopribili, basta prevedere  un gettone di presenza,  per sala operatoria in cui sono programmate IVG, di 500 euro ad operatore ...e vederli  come cani affamati avventarsi sul bel pezzo di carne.
Sarebbe interessante vedere se giuridicamente  è possibile buttare quet'esca per portarli allo scoperto, dopo di che denunciarli e procedere al licenziamento per lesi interessi  dell'azienda ospedaliera.
Non sono tantissimima, ma  ci sono e andrebbero scoperti e denunciati.

La ragione centrale della defezione è incentrata nella sostanza dell'atto medico che la 194 prevede.
Non è un atto medico preposto alla cura, ragione per cui ci siamo laureati e rende il nostro lavoro ogni giorno bellissimo.
Un medico ha in se una carica, anche di onnipotenza, ma è una carica di umanità.
Il medico ha la pretesa di guarire con la sua scienza una malattia, fare si che possa superare il dolore se non può più curare.
La 194 non cura, elimina un problema che ha 1000 interpretzioni, la 194 elimina "altro".
Elimina un divenire,mettiamola così.
Il medico non obiettore  compie, e diciamolo una volta per tutti, un lavoro "sporco"  che molti, avendo la  libertà di scegliere, non fanno, non vogliono fare e si rifiutano di fare.
Non giriamocelo tanto il problema, non sono tutti soldati del  Movimento per la Vita gli obiettori.
Io ho tanti colleghi di sinistra, obiettori, e non sono dei falsi.
Non è mica facile fare le interruzioni!
(Tecnicamente addormentare una donna in salute gravida per un anestesista èuna passeggiata, così la tecnica del ginecologo non è delle più raffinate e difficili!!!)
Perchè dunque farlo?
Io sono un medico non obiettore dal 1985,   non ho mai contato quante donne ho addormentato per consentire una Interruzione.
So solo che più passano gli anni e più questa non obiezione diventa pesante.
Quella sala e quel lavoro sono generatori di burnout.
Il burnout è stress, rifiuto , è vomito,nausea che ti viene al solo pensare di fare ancora lo stesso atto.
Il personale non obiettore è soggetto a questa grave sindrome che compromette la serenità del lavoro.
Siamo in pochi e conseguentemente sempre gli stessi.
La ragione per cui esiste solo il  20% dei medici non obiettori  si può articolare nelracconto di una mia collega ginecologa sulle sue motivazioni:
Da ragazzina abitava nella nostra strada una donna molto bella, amica di mia madre, forse aveva 35 anni allora.
Una mattina ci disse che andava in ospedale a fare dei controlli e non è più tornata.
Dopo anni mia madre raccontò che era morta di aborto, era morta su un tavolo di marmo ad opera di una mammana. Era morta di aborto clandestino.Non permettterò a nessun'altra mia vicina di morire così.
Questa, solo questa, è la preponderante ragione di quel 20%.
Nessuno di loro vuole che si ritorni all'aborto clandestino,  tutti consapevoli della necessità di questa legge e della sua capillare applicazione.
La 194  non si basa solo sulla interruzione ma su quell'opera importantissima fatta dai Consultori che è  la Prevenzione.
Dobbiamo dirlo forte, negli anni 90 200.000 erano le italiane che abortivano.
I dati che abbiamo del 2012 ci dicono che il numero degli aborti si è dimezzato e che la percentuale delle italiane si avvicina al 50% e, purtroppo, esiste il dato dell'altissima percentuale delle minorenni.

Come superare quindi  l'obiezione di coscienza?
Rispettandola, ma prevedere una Quota nei Concorsi pubblici  per  medici, ginecologi e anestesisti, riservata ai  NON OBIETTORI.
Il decadimento dell'incarico o del ruolo clausola contrattuale, nel caso siano in seguito presi da dubbi etici.
Non c'è altra soluzione!!!
Solo attraverso questo meccanismo di selezione a monte si risolve la attuazione omogenea della 194.
Non è possibile che la libertà di scelta sia affidata a coloro che hanno  il rispetto delle leggi dello stato e  la consapevolezza che impedire il funzionamento della legge, attraverso l'obiezione, porta alla tragedia della clandestinità.
Quel 20%  non è fatto da eroi e non è stato assunto quale esercito volontario  alla difesa dei diritti.
Quel 20% sta stretto a tutti:  alle donne, a essi stessi, allo Stato di Diritto.
Evitiamo di fare Demagogia e guardiamo in faccia la realtà.



lunedì 27 maggio 2013

"I Cimiterini e la 194"


Si è ripreso a parlare della 194! Gott sei Dank.
In questa strana  Italia è fenomeno difficile da comprendere la ciclicità delle emergenze mai risolte, e possiamolo dirlo forte, la 194 è una legge che vive in uno stato di emergenza attuativa da 35 anni.
Langue da sempre, dominata dalla  facile vincitrice, la Chiesa, che le consente con singhiozzi di funzionare malissimo.
Il problema della Obiezione oggi non è meno drammatico di 10 anni fa, ma esso viene affrontato dal mondo delle donne  come il grande problema!
Non è così perchè, per capire l'obiezione dell' 80% dei medici anestesisti e ginecologi, ma in questa percentuale si dimentica tutto il personale della sala operatori, bisogna comprendere tutto il mondo che gravita intorno alla  194.L'analisi non può prescindere dal contesto in cui lavoriamo!
La Politica è assente, la sinistra non ne  parla MAI, o quasi, perchè è una legge scomodissima e di difficile gestione pratica. Pensiamo  a quanti  politici nelle recenti campagne elettorali hanno parlato della 194 e su come modificarla perchè sia uniformemente fruibile.
Ad ogni dibattito ,sollevato il problema le risposte avevano il suono di :non svegliare il can che dorme!
Eppure in questi anni l'attacco ferale alla 194 l'hanno condotta trasversalmente in troppi e in  tanti luoghi, sotto il vergognoso silenzio di gran parte della stampa e con una sinistra non convinta e mai incisiva.
Sto parlando dei Cimiterini tanto cari alle maggioranze lombarde, ma non solo!
Dalla Firenze di Matteo Renzi a Caserta, Agrigento passando per Monopoli, troppi  Comuni hanno deliberato senza quasi opposizione: tutti bravi amministratori tronfi a parlare di diritto di sepoltura.

I Cimiterini rappresentano l'attacco più grande che si è fatto alla 194 e alle donne, colpendole nell'intimo assoluto!
Non esisteva e non esiste a riguardo nessun vuoto nella legislazione italiana eppure sono stati creati e  è di gran moda andare in Consiglio Comunale, riempirsi la bocca compiendo l'operazione più indegna, trasformando il prodotto abortivo in un problema di cui la società deve farsi carico.
Il dramma si è così ulteriormente amplificato  perchè abortire è nella realtà legislativa un crimine compiuto dalle donne.
Si, perchè pochi sanno che alla fruitrice delle 194, in Lombardia per esempio,viene chiesto, tra i vari consensi, anche quello per il funerale e , tenetevi forte, se se ne assume le spese.
Pensate quanto è buono l'ospedale!
La donna lo rifiuta? Ebbene l'Ente lo farà a suo carico.
E' un consenso informato in uso in tutta la Lombardia (Italia) e viene a fare parte della Cartella clinica.
Nessuna donna da l'assenso, alcune scrivono NO, gran parte lo rifiutano e  immaginate i volti, l'allontanamento del foglio in tutta la tragica gestualità al cospetto di quel medico, non obiettore, che è costretto a farselo firmare.
Da quel momento, il prodotto che verrà aspirato in sala operatoria appartiene ad altri:  è la premessa di una "cessione di proprietà".
L'embrione sotto la dodicesima settimana,  è divenuto così, finalmente per il Movimento per la vita, soggetto giuridico, la cui responsabilità passa dalla donne allo Stato che ne fa quello che vuole.
E non prendiamocela solo con Formigoni, la Moratti e CL, perchè a Firenze, Renzi per esempio , il suo Cimiterino l'ha bello e fatto.
(Per onestà di cronaca non mi risulta che la Regione Toscana faccia firmare il Consenso al Funerale alle fruitrici della 194, è una prerogativa  per ora della Lombardia).
Tutta la campagna elettorale per la candidatura a Renzi Premier non è stata mai scalfita da questo orrore, che da solo  rende il "bel giovine" invotabile e nemico delle donne.
Non ho visto, tra le tante entusiaste femministe renziane, una sola che lo abbia preso alla gola dicendogli che il suo atto deliberativo ha calpestato la nostra storia e una lotta di diritto.
I Cimiteri rappresentano, per chiunque voglia comprendere  perchè la 194 non funziona, l'inizio di un percorso,di troppi interessi, nebbie e assenza di laicità  di cui questa legge è intrisa.
L' autodeterminazione della donna  non è mai stata al centro della discussione.

Alla prossima puntata....Obiezione di coscienza !

giovedì 16 maggio 2013

Manzoni e l'Omofobia. Il buonismo provinciale italiota.




Mi ero illusa!
La proposta di legge contro l' omofobia è tornata di moda.
Non c'è tregua.
Non c'è stato tema che abbia appassionato di più, soprattutto il PD negli ultimi due anni ,più che la proposta di legge contro l'omofobia, manco fosse la priorità nazionale più eclatante.
La Direzione Nazionale aveva scambiato Centocelle con San Francisco!
Le fabbriche chiudevano, iniziavano i primi suicidi degli imprenditori, i padri separati dormivano sempre più in macchina, le vittime del femminicidio si moltiplicavano a ritmo di una ogni 72 ore...
chi se ne frega! il PD discuteva, si animava, mandava in TV i propri prodi Gay "dichiarati" a raccontare pure di come si cucina la pasta con le cozze quando si è in coppia omo o lesbo.
Quando la Bindi e la Pollastrini tentarono di apportare con i DICO delle modifiche sostanziali al "Niente Diritto" delle coppie omosessuali ed etero, la comunità gay si oppose con ogni forza, perchè bisognava assicurarae l'adozione a tutti, trans compresi.Si sa la Bindi qualche confine l'aveva e tutto si arenò, con buona pace di chi manco ne volesse concedere uno.
Oggi 16 maggio 2013, mi tocca leggere due notizie che mi disturbano profondamente:
1- la Camera ha finalmente (sic! se ne sentiva un bisogno...) esteso  la norma che riconosce a Deputati e Senatori l' assistenza sanitaria alle coppie di fatto gay in Parlamento.
Ebbene il deputato On. Ivan Scalfarotto si è fatto una norma  ad personam!
(in pratica è  il diritto del fidanzato a farsi l'implantologia a spese nostre esattamente  come la compagna di Casini, oppure di farsi ricoverare nella Suite del San Raffaele per le varici o, fosse coppia lesbo, partorire in Madonnina magari con la partoanalgesia fatta dall'anestesista che oggi è il medico personale di Berlusconi ).
Non ci si può credere come, così alacremente, lo Stato, con voti sia del M5S, del PD e altri "democratici e progressisti" abbia lavorato a porre fine a questa ingiustizia.

2- sul Web compare in molti post questo bel pensiero:

Io sono etero e propro per questo chiedo una legge contro l'omofobia.
Un pensiero bello e chiaro e buono ! ( detto alla Gramsci: un pò come il  Manzoni  trattava la povera gente, come la società di protezione animale!)
Ce ne può fregare di meno sapere di ognuno se è etero o gay e postarlo su Facebook?
Queste frasi somigliano ai buoni principi degli abitanti della Carolina che un nero per amico lo hanno in tutte le famiglie, anche loro scrivono post così:
Io sono Bianco, proprio per questo chiedo una legge più severa contro il  razzismo.Provo vergogna per Ivan Scalfarotto e la sua norma ad personam, provo vergogna perchè un Diritto inalienabile quale è la libertà di amare, fare l'amore, fottere, scambiare tenerezza con chi si vuole seguendo il diritto della non rendicontazione, debba essere strumentalizzato e fatta vetrina delle buone intenzioni e del calcolo personale.
Dire che sono indignata è poco.
I Diritti sono uguali per tutti e fate a meno di dirci, etero o omo, con chi fate l'amore!
Si faccia una legge che li renda a tutti!





mercoledì 15 maggio 2013

Castellana avrà lo Sportello per il TB

   
TESTAMENTO BIOLOGICO è  un DIRITTO

IL 3 Maggio 2013 a Castellana abbiamo parlato di Diritti.
Non si ricordava dai tempi dell'aborto e delle concitate discussioni su "quando inizia la vita" degli anni 90, tanta gente a parlare, a discutere su qualcosa che preferiremmo allontanare dai nostri pensieri e rimuovere nel piùlontano cassetto della psiche.
La morte appartiene a noi come la nascita e la gioia del primo vagito.
La morte ci accompagna, ci fiancheggia si da quel momento di felicità immensa che è il venire al mondo.
Se però è conoscenza  di ogni uomo che essa apparirà in un momento della nostra vita, l'evoluzione della medicina e delle tecniche invasive hanno dato al come morire possibili  altre dimensioni.
Non si può sempre "morire in pace", nemmeno quando non si è più in grado di intendere e di volere in molti casi.
La necessità di questo Diritto, sancito  dalla nostra Costituzione negli art.13 e 32,  viene violato con estrema puntualità negli ospedali italiani perchè esiste, e le sentenze Englaro lo hanno reso eclatante, un vuoto legislativo.
Testamento Biolgico meglio definito come Dichiarazione anticipata di Trattamento (DAT) è la libertà dell'Uomo di decidere per il suo futuro,nel caso non sia più in  grado  di intendere e di volere,e poter rifiutare i trattamenti invasivi (non solo) ma anche specificare  quali.
L'Uomo, l'Individuo  lo fa attraverso un documento scritto  che deposita presso un Notaio, un Avvocato, un Parente o  il proprio Comune.
In Italia sono pochissimi i Comuni che offrono già questo strumento a disposizione dei Cittadini.
Sono circa 150 su 3000 Comuni Italiani.In Puglia: alcun realtà del Foggiano,  Torre Santa Susanna BR, Francavilla Fontana BR e Putignano.
Ci hanno aiutato a capire cosa sia il TB relatori di grande qualità e chairezza:
Prof.Caputi Iambrenghi Centro Trapianti Bari.
Dr.ssa Mercedes Lanzilotta Moderatrice
Sig.ra Mina Welby Co-presidente Associazione Luca Coscioni
Don Nicola D'Onghia Teologo e Parroco a Turi
Dr. Davide Sportelli Avvocato
Arch.Maurizio Tommaso Pace Amministratore.
A termine dell'incontro,  inaspettata e graditissima, è arrivata l'apertura del Sindaco di Castellana Franco Tricase affermando che anche a Castellana si possa tutelare  il diritto all'autodeterminazione dei cittadini  attraverso lo strimento del DAT e il suo Deposito al Comune.
I Comuni hanno in se i principi giuridici che permettono alle amministrazioni locali di intervenire e di essere a fianco del Cittadino, rappresentarlo è compito istituzionale, non solo nell'allargamento delle strade e delle rotonde!!

E' auspicabile che, sull'esempio del Comune di Putignano, si giunga già nel prossimo Consiglio Comunale si giunga alla approvazione del Regolamento e poi alla apertura dello Sportello.
Il Comune compirà un atto di rispetto e civiltà, è una operazione a costo zero da un punto di vista economico ma ha "proventi" altissimi di democrazia e libertà.

L'istituzione dello Sportello è primo passo però, perchè  va organizzata una opera di sensibilizzazione che renda partecipe tutta la popolazione, informata sul suo diritto di scegliere.
Bisogna bene spiegare che DAT non ha attinenza alcuna con  l'Eutanasia, che è ben altra cosa.
Le volontà del DAT si rispettano nei pazienti che hanno una malattia irreversibile e dove l'invasività si permea di  quell'accanimento terapeutico i cui vissuti appartengono  a TROPPE famiglie.

Mercedes Lanzilotta e Castellana 2.1 sono  a  disposizione per costituire una commissione che organizzi eventi e diffonda quanto si dovrà  fare per il Testamento Biologico.