domenica 7 giugno 2015

Proposta: ad Albenga e Castellana Grotte "Via Loredana Colucci Vittima di Femminicidio"




foto: Loredana con suo fratello Fabio

                                                 

           Via Loredana Colucci  Vittima di femminicidio

Tra Castellana Grotte e  Albenga ci sono 1076,5 chilometri.
Tanti ne ha percorsi Loredana per seguire un sogno, per realizzare una vita insieme all'uomo che amava. Tanti ne percorreranno i suoi famigliari per riportare le ceneri a casa.
Loredana è morta, ammazzata di Femminicidio.
E' stata uccisa perchè donna, perchè proprietà di un uomo che la riteneva di sua proprietà e unico signore di vita e di morte.
Loredana non amava più quell'uomo violento, non accettava più le sue percosse e maltrattamenti.
Loredana rivoleva la sua Vita.
E' stata uccisa per mano del padre di sua figlia, un uomo incapace di amare ma che possedeva l'arma dell' odio verso le donne.
Io non conoscevo Loredana.
Sono andata via dal mio paese quando lei è nata.
Mi piace immaginarla come le sue foto me la rimandano: dolce, un pò triste ma non una donna resa, sconfitta.
Lei era forte e sapeva che la vita può cambiare, che poteva lottare,  forte dell'amore delle sue figlie e della voglia di vivere un giorno felice.
A lei non è stata concessa nemmeno di sostenere questa lotta, troppa disparità delle armi, complice uno Stato che non l'ha saputa difendere.
Lei credeva nello Stato e nelle sue leggi, si è rivolta alla giustizia con quella quotidianità e forza che solo hanno le donne che rompono il silenzio. 
Lo Stato non c'è stato, anzi..ha  affidato la sua difesa ad un giudice, lui stesso accusato di essere uno Stalker.
Certo ora c'è una indagine del Ministero della Giustizia ma mi chiedo: come sia stato possibile affidare la difesa della vittima  ad uno "accusato" egi stesso di essere un carnefice?
Non c' è stata nemmeno la polizia a difenderla.
Il DDL sul Femminicidio non diceva forse che gli stalker dovessero portare il braccialetto elettronico così da impedire che si avvicinassero alla vittima?
Non l' aveva infatti l'assassino! 
Ha avuto tutto il tempo d'ammazzarla.
Loredana l'hanno uccisa tante volte, quante si è presentata in questura?
Le chiedevano  prove sempre più stringenti, sino a quando non potettero non intervenire: l'uomo aveva tentato di strangolarla.
Fu processato:pena due anni.
Vale così poco la vita di una donna?
"Ancor meno" rispose in ultimo lo Stato! 
Lo strangolatore dopo 40 giorni era fuori ancor più accecato dall'odio.
Loredana è stata uccisa, nessuno ce la ridarà più.
Non la riavranno le due figlie ( e non voglio pensare alla piccolina che ha visto TUTTO).
Non la riavranno i famigliari.
Lo Stato deve ora  rendere Giustizia e cercare le responsabilità di chi non ha impedito quanto prevedibile e preannunciato.
Noi cittadini possiamo però fare molto perchè Loredana non sia morta invano.
Sono grata e ringrazio il Sindaco di Albenga Giorgio Cangiano e Il Sindaco di Castellana Franco Tricase per aver organizzato la marcia Martedì sera in entrambe  le città.
Sono grata ai tanti che hanno accolto il nostro invito a contribuire ad un fondo di solidarietà per aiutare la famiglia di Loredana.
Propongo di ricordare Loredana ad Albenga ed a Castellana,  perchè nessuno la dimentichi e che di Femminicidio si muore, e di intitolarle una strada: Via Loredana Colucci vittima di Femminicidio.
Ricordo a tutti di sostenere la Raccolta Fondi per aiutare la Famiglia nelle tante difficoltà che questa tragedia con se porta.
Martedì sera alle 19 ad Albenga e a Castellana saremo tutti lì a stringerci intorno alla famiglia
per te Loredana e per tutte le donne vittime di Femminicidio
Martedì 9 Giugno alle 19 ad

giovedì 4 giugno 2015

Castellana Grotte e Albenga unite per Loredana



 
COMUNICATO STAMPA del 4 giugno 2015

 

 
Il terribile femminicidio "annunciato " della povera Loredana Colucci, massacrata dal suo ex compagno che la perseguitava da anni e che aveva già in precedenza tentato di strangolarla, deve scuotere le coscienze e la rabbia di tutta Castellana Grotte, dove la povera donna era nata.

L'inadeguatezza delle leggi e delle misure che lo Stato messee in atto per impedire che le donne vengano uccise, con la atroce media di "un femminicidio ogni tre giorni", è sotto gli occhi di tutti.

Il nostro Comitato, formato da donne e uomini che ripudiano ogni forma di violenza e che combattono da sempre perché le donne abbiano quei diritti a oggi ancora negati, non può restare in silenzio. Chiediamo quindi, attraverso questo comunicato, che cittadini, associazioni e Istituzioni appoggino la nostra richiesta ai Comuni di Albenga e di Castellana Grotte di manifestare insieme, in entrambe le città, per urlare il nostro dolore e la nostra rabbia.

Pensiamo che debba essere proprio l'opinione pubblica, con in testa le proprie Istituzioni, a chiedere al Governo una maggiore attenzione al problema della violenza sulle donne, tema completamente assente da tutte le campagne elettorali. E chiediamo al legislatore di correggere immediatamente assurde distorsioni che consentano ad esempio, come è accaduto in questo caso, di concedere a un soggetto pericoloso e recidivo di avere, per un "tentato omicidio", solo 40 giorni di reclusione e poi nessuna forma di custodia cautelare.

Noi, di Castellana 2.1 chiediamo ai Primi cittadini di Castellana Grotte e di Albenga di far sentire la loro voce, perché attraverso loro si accoglie il diritto dei cittadini di essere ascoltati su questa tremenda e dilagante piaga sociale.
Chiediamo inoltre immedia esposizione nei Comuni della Bandiera a mezz'asta e il lutto cittadino.
Abbiamo aperto un conto di sostegno alle spese che la famiglia dovrà affrontare ed invitiamo tutta la città a versare un contributo tramite bonifico bancario, quale aiuto nell'affrontare le prime difficoltà. Rendiconteremo alla chiusura della somma raccolta e la invieremo alla famiglia
Raccolta Fondi Loredana Colucci
Cassa Rurale e Artgiana Castellana Grotte
IBAN IT17 I084 6941 4400 0000 0034 106


 

Mercedes Lanzilotta

Castellana 2.1

mercoledì 27 maggio 2015

Voto di scambio metastasi della democrazia



Da oltre 15 mesi ribadisco concetti semplici e chiari ma sono rimasta inascoltata.

Non ho mai riconosciuto, ne riconosco la appartenenza di Giovanni Filomeno, candidato regionale nella lista per Emiliano, al centrosinistra per le seguenti ragioni. 

1- Dalla nascita politica Giovanni Filomeno e Amici per lo Sviluppo sono stati sostenitori, attori e partecipi di coalizioni di centrodestra, con ogni mezzo avversi alla sinistra. 

2- Filomeno, come la sua lista civica, non ha mai partecipato ad una battaglia, ad un percorso che appartenga alla storia della sinistra sindacale e politica. 

Se mi ha molto meravigliato non aver avuto nessuno al mio fianco in questi mesi (al contrario sono stata derisa dal candidato e i suoi allargati  sostenitori sui socialnettwork ), sconcerto provo per il silenzio dell'oggi del centrosinistra locale così come di parte della stampa sugli ultimi accaduti.
Il sospetto del voto di scambio è pesantissimo.
Se verrà confermato, l''immagine della sinistra del nostro paese  viene lesa e  non solo!
L'allontanamento dalla politica e dalla speranza di una società più giusta e nobile trae ulteriore humus, qualora non ve ne fosse uno già così fertile. Il voto di scambio è una metastasi che distrugge l'essenza della democrazia.

Tutta la stampa nazionale ne parla, ma a Castellana c’è il silenzio totale.
Il garantismo dei codardi non ci apprtiene.
Non mi sostituisco alla Magistratura certo, il mio è un giudizio politico di condanna per avere abbassato la guardia.
Mai avremmo dovuto porci nella condizione che un nostro candidato potesse essere  sia pure  solo sospettato.
L' ansia del consenso da qualunque parte venga ha dominato ma soprattutto si è persa la bussola che deve vedere l'Etica quale fuoco alimentante l'esercizio dell'arte più nobile: essere al servizio dei cittadini.

Mercedes Lanzilotta
Castellana2.1


e tanto per non dimentcare ....chi siamo!






venerdì 17 aprile 2015

Una piccola grande storia di violenza su violenza



Forse è capitato a tutte noi, ma non ne parliamo mai.
Sempre con difficoltà le donne raccontano storie di maltrattamento, violenze subite, micro e macroscopiche. Il vissuto di ognuna di noi  è colmo.
E' la storia delle donne e del loro vivere in un universo che ci vuole silenziose, remissive.
Talvolta dimentichiamo forti delle nostre apparenti libertà.
Certo negli ultimi 100 giorni sono morte 50 donne, una ogni due giorni in Italia, ma ci stiamo quasi abituando come fosse normale.
La violenza contro le donne nasce dal "banale" per manifestare tutta la sua progressione nel crescendo delle donne morte perché donne.
Io me lo ricordo bene un "signore" nei giardini comunali, in un pomeriggio d'estate, quando mi venne incontro con il suo pene fuori dalla patta, brandendolo perchè lo vedessi bene.
Ero poco più che adolescente, mi ricordo la sua faccia paonazza e la mia fuga.
Ieri in una cittadina da quelle parti lì della mia infanzia e inizio dell'età adulta, ma sono certa accade in troppi angoli del mondo, una ragazzina è stata palpeggiata e ha subito atti di libidine da un uomo nei pressi della stazione ferroviaria.
La ragazza non ha taciuto.
Lo ha raccontato su un gruppo  di Facebook tipo "Sei di ... se...."
Non ha reagito come Mercedes adolescente che tacque, piena di vergogna come fosse stata colpa sua averlo incontrato,lei temeva poi che i genitori le potessero vietare di uscire.
( molto tempo fa gli adulti ci mettevano poco tempo ad emettere editti punitivi e
spesso immotivati )
Ieri quella ragazzina ha avuto il coraggio di raccontare e lanciare un allarme sul Network, un allarme semplice ma dettato dal terrore per l'accaduto "ragazze state attente perché  oggi mi è successo questo".
Naturalmente i commenti sono stati molteplici, tanti ragionevolmente sono intervenuti invitando la ragazza a recarsi alla Stazione dei Carabinieri per attivarli.
Altri si sono espressi con impeto, pronti a organizzare ronde e chiedendo a gran voce l'identikit.
La ragazza risponde di non averlo visto bene,  è scappata piena di orrore e paura e non lo saprebbe descrivere. 
Questa mattina con sorpresa leggiamo un post di un concittadino che pubblica una delle tante porcate che girano nel Web con il commento:
 "Trovato maniaco della stazione".
Sono foto oscene di un signore tedesco che si è siliconato il pene tanto da raggiungere considerevole e (aggiungerei) una improponibile dimensione anche per l'uso comune di tale organo.
Difficile comprendere come ad un maschio sano possa mai venire in mente di fare della ironia così becera e machista su un episodio di violenza sessuale.
Difficile comprendere come possa solo aver pensato si potesse scherzare.
Ancor più difficile è comprendere perchè non abbia subito cancellato quel post dopo le prime proteste e nemmeno gli sia passato in mente di chiedere scusa in primis a quella ragazzina e poi a
tutte le donne.
Difficile comprendere come una sola persona abbia potuto solidarizzare.
Tante donne ( avvocate, casalinghe, studentesse, lavoratrici) e alcuni uomini sono intervenuti ed espresso il loro sdegno.
La violenza contro le donne si nutre della banalizzazione, del poter persino giocare, sfottere, prendere in giro, perché come alcuni hanno scritto ...in fondo non è successo niente!
E se fosse successo a tua madre, tua sorella?
Qualcuno ha risposto " mi sarei fatto giustizia da solo"
La cultura patriarcale è l'humus della violenza di genere.
Nasce da qui, da queste affermazioni semplici che capiamo tutte e che ci fanno largamente comprendere quanta strada abbiamo da percorrere, partendo da un accaduto che non "merita" nemmeno un trafiletto tanto....
Le loro madri, sorelle,figlie tutte sante e intoccabili.
Le altre certamente isteriche e senza coraggio se non p...e.
Sintesi: violenza su violenza.

sabato 21 marzo 2015

I Ragazzi di Pioltello parlano del Fine Vita



Ieri sera a Pioltello c’era una atmosfera bella.
Sarà stata l’eclissi del secolo ma l’atmosfera, sin dal nostro arrivo al Ristorante alle 19, lasciava intravedere che sarebbe stata una serata eccezionale.
Decine di giovani, promotori dell’evento, ci aspettavamo.
Il giovanissimo segretario del PD  Simone Garofalo ci dice candidamente che mai si è sentito così coinvolto come stasera.
C’è  Eleonora Cardogna Segretario Nazionale dei Giovani Democratici, una bellissima ragazza dagli occhi dolci, penetranti, fiera di essere una di loro, nessuna arroganza.
C’è  Alberto Cazzaniga timido, deciso e con le idee molto chiare. 
E’il segretario dei GD di Pioltello.
Abbiamo parlato tanto a telefono, garbato,serio e risoluto.
C’è Saimon Gaiotto eccitato, parla delle tante cose belle che la sua amministrazione ha costruito nel passato, del vuoto nella città dopo la sconfitta, racconta la bellezza di Pioltello ad Englaro con un amore assoluto e incondizionato.
Penso che è un figlio del Sud e dell’emigrazione, il suo volto mi è famigliare.
Facciamo presto..alle 21 si inizia!
C’è Radio Radicale in un angolo. Registrano tutto.
Ci sono le mie amiche del Movimento SNOQ.
C’è Betty, Ancilla, Alice, Susy.
C’è il SEL, ci sono due consiglieri di maggioranza.
Ma ci sono soprattutto loro “i ragazzi di Pioltello” e sono in tanti.
Beppino Englaro è un gigante. Si alza sempre in piedi quando parla, inizia lentamente, è una progressione fortissima, diviene sempre più determinato. Io lo guardo e penso: questo è un UOMO.
Lui si commuove due volte, nel nominare e poi ringraziare i ragazzi.
Gli appare meraviglioso e incredibile che poco più che ventenni abbiano organizzato  una serata sul fine vita. Parla di Eluana e quanto ne fosse consapevole.
Fa venire la pelle d’oca osservare quegli occhi che diventano umidi.
Mina Welby  agita la Costituzione nella mano sinsitra e dice “questo è il mio vangelo laico”
"Io sono cattolica vado a messa ma distinguo".
La sala è piena. C’è una attenzione straordinaria.
I ragazzi annunciano di aver depositato e protocollato in quelle ore la Mozione per l’apertura dello Sportello per il deposito dei DAT/TB. I Consiglieri Comunali del PD hanno firmato e saranno protagonisti.
A mezzanotte e mezza  torniamo a casa.
Mina Welby è mia ospite.
Al mattino ci incontriamo in cucina, Io assonnata, lei sveglissima , mi dice  "sono felice, ieri sera è stata una serata speciale, quei ragazzi sono straordinari".
Ho rispensato alla commozione di Beppino.
Grazie ragazzi,
Grandi  uomini i Ragazzi di Pioltello.

venerdì 13 marzo 2015

Mio padre Giovanni Lanzilotta


Mio padre Giovanni Lanzilotta

Giovanni Lanzilotta nacque a Castellana il 23 febbraio 1917 figlio di Maria Silvestri, ortolana e Francesco Lanzilotta barbiere, rilegatore, socialista. Non conobbe suo padre che, come tanti giovani del Sud, fu inviato  a combattere in prima linea al fronte in una guerra che lo avrebbe ucciso, lasciando due bambini in tenerissima età orfani, insieme a una giovanissima moglie vedova.
Giovanni Lanzilotta era un bambino biondo e riflessivo, poco incline ai giochi cruenti di strada o all’attività sportiva, amava leggere, conoscere, studiare ogni scritto che gli capitasse tra le mani. Aveva degli occhi celesti e profondi e una intelligenza riflessiva. Decise in autonomia di voler continuare a studiare, alzando la mano quando il maestro chiese ai suoi scolari chi, dopo le elementari, avrebbe voluto iscriversi al ginnasio. La famiglia assecondò il suo desiderio e fu aiutato a studiare, da una madre tenace, da un nonno che gli fece da padre e da quella civiltà contadina che mai si sentì seconda a chi studiava, ma che riconosceva in se i suoi figli migliori.
Frequentò il liceo classico di Conversano, i suoi professori lo indirizzarono alla Facoltà di  Storia e Filosofia all’Università Cattolica di Milano, laureandosi nel 1939 con una tesi su Immanuel Kant. Negato per qualsiasi attività manuale, non sapeva piantare un chiodo alla parete e si spaventava se, nelle notti di estate, un pipistrello entrava in casa. Non era uno sportivo, ma amava il calcio
Tornato in Puglia non partì per la seconda guerra come “la Patria” richiedeva, si fece forza dell’essere figlio ed unico sostentamento di una madre vedova di già altro sangue versato e fratello di Domenico spedito a  difenderla. Giovanni Lanzilotta era per la pace e contro la guerra, a lui intesseva il teatro, Pirandello Jonesco, non certo sparare.
Iniziò la sua carriera scolastica, prima come docente e poi come preside presso i licei classici di Putignano e Monopoli.
Negli anni fu spettatore dei mutamenti sociali che videro il modo scolastico e gli studenti protagonisti di aspre lotte. Non comprese e non condivise l’assenza di progettualità nei confronti della Scuola e visse come un “tradimento” da parte dello Stato il progressivo mancato riconoscimento del ruolo primario degli insegnanti nella società, spinti in un inesorabile declino economico e sociale. La sua amarezza per come negli anni era cambiata la Scuola lo spinse a dissuadere una delle sue figlie ad  seguire il suo stesso indirizzo universitario.
La Politica, quella che alimentò l’anima vera della rinascita dell’Italia, fu la sua grande passione dopo la famiglia e i suoi studi.
Fondò la Democrazia Cristiana a Castellana insieme al Rag.Bini e pochi altri.
Vicesindaco del Comune di Castellana Grotte nel primo dopoguerra pose insieme a tutta l’amministrazione le premesse per quella che oggi è la Castellana moderna.
Non fu un attivista per molti anni, pur essendo cattolico nel più profondo, subì l’attacco della Chiesa locale  perché perseguì la convinzione di una città laica in uno stato laico.
Uomo di destra certo,ma mai succube o subalterno. 
Allontanatosi dalla partecipazione attiva alla Politica, si concentrò così nel nutrimento essenziale e conduttore della sua vita,  occupandosi così della  Famiglia e dei suoi Studi.
Continuarono le sue ricerche ed i suoi approfondimenti sia della Filosofia che coltivò specialmente nelle sue implicazioni con la teologia e la mistica (ne sono testimoni  i numerosi appunti su fogli sparsi, dai quali si evince come avrebbe desiderato approfondire alcune particolari tematiche, nella Bibbia, in Pasternak e in San Bonaventura) sia della Storia con particolare attenzione al Risorgimento Italiano.
Le sue due opere pubblicate riflettono in parte la passione e gli interessi delle sue ricerche. Con Gregorio Munno curò un’edizione critica e commentata del Minosse di Platone (Adriatica Editrice, Bari, 1948); in seguito pubblicò un’edizione critica, tradotta e commentata de La triplice via: incendio d’amore di San Bonaventura (Arti Grafiche De Robertis, Putignano, 1971).
Sposato con Myriam  Sgobba ebbe 7 figli da cui  fu  ed è sempre amato . Morì nella sua casa di campagna, sulla via di Polignano, il 9 ottobre 1992.



P.S.
Nessuno di noi figli lo vide mai piangere, accadde una sola volta quando uccisero Giovanni Falcone.
Fu un giorno di Maggio, l'Italia attonita per l'uccisione di Giovanni Falcone.
Mio padre ripeteva tra le lacrime "lo Stato è finito".
Nessuno di noi lo dimenticherà mai. 

martedì 3 febbraio 2015

Facce di bronzo senza eguali


Castellana meritava ben altra amministrazione

Leggiamo, ma non ci stupisce, che con DELIBERAZIONE N. 6 del 30/01/2015 il nostro comune si è costituito parte Civile nel procedimento per cui Il gup del Tribunale di Bari Rosa Anna Depalo ha rinviato a giudizio 13 persone, sindaco, ex assessori, segretario generale e funzionari del Comune di Castellana Grotte (Bari), per i reati di abuso d’ufficio, falso, occultamento di documenti e inottemperanza a provvedimenti del giudice del lavoro.
Stando alle indagini della Procura di Bari,gli imputati avrebbero "bloccato e, comunque, ostacolato l’avviato iter di assunzione di Oronzo Cisternino, vincitore del concorso per la copertura del posto di capo servizio-comandante di polizia municipale" indetto dal Comune nel 2001 e conclusosi con graduatoria finale nel 2006. Dopo l’insediamento del sindaco Francesco Tricase, nel dicembre 2007 la giunta ha sospeso l'esecuzione del bando. Il Tar e poi il Consiglio di Stato (giugno 2008) hanno accolto i ricorsi di Cisternino ordinandone l'assunzione, arrivata solo nell’agosto 2010, dopo la pronuncia del giudice del lavoro, affidandogli però l’incarico di vice (che ancora oggi ricopre) e non di comandante. Dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, nel marzo 2012, gli imputati avrebbero commesso un nuovo abuso d’ufficio sopprimendo il settore di Polizia Municipale "al fine – scrive il pm nel capo d’imputazione – di sottrarre al comandante Oronzo Cisternino la possibilità di accedere alla posizione apicale di responsabile del servizio
In sostanza quindi Il comune si costuisce parte civile ( quindi richiede i danni) contro il sindaco e gli altri imputati nel processo Cisternino. La ovvia astensione dal voto di Tricase e Romanazzi non cambiano la sostanza dei fatti, la giunta ha deliberato quasi a voler dimostrare che la Giunta Tricase sia super partes e neutra sulla questione Cisternino.
Politicamente si apre uno scenario quanto mai aberrante e cioè che questa amministrazione non abbia un minimo di decenza in merito al ruolo che riveste e alle sue funzioni.
Qualsiasi cosa succeda, anche la richiesta di danni da parte della sua amministrazione contro se stesso non interessa! Figuriamoci quanto alla nostra amministrazione possano interessare le questioni relative alla cittadinanza, i rifiuti, le buche per strada, l’ecotassa.
Politicamente questo è indegno perché questa è una dimostrazione, l’ennesima di totale disinteresse del bene comune, essendo immuni da qualsiasi tipo di vergogna.
La costituzione di parte civile presuppone la convinzione da parte del soggetto che la esercita della colpevolezza del soggetto rinviato a giudizio e del fatto che dalla condotta penalmente rilevante ne sia scaturito un danno da risarcire, questo e' il contenuto della volonta' espressa,ora,se cosi' e',l'unica seria conseguenza dovrebbero essere le dimissioni, quantomeno della giunta che ha deliberato, nonche' del sindaco ufficialmente sfiduciato dalla sua giunta.
Questa aberrazione nasce dal fatto che il comune di castellana viene individuato nel rinvio a giudizio come parte lesa, perche' cosi' e', e questi per non sentirsi dire che non prendono posizione assumono questa delibera che di per se' e' sacrosanta se ne facessero scaturire tutte le giuste conseguenze, cioe' le dimissioni.
Invitiamo pertanto i Consiglieri Comunali di Opposizione D'Alessandro, Franca De Bellis,Michele Galizia, Simone Pinto,Pasquale Longobardi, Leo Frallonardo ad unirsi a noi e a chiedere le DIMISSIONI IMMEDIATE del Sindaco e della Giunta.

Mercedes Lanzilotta
ex Candidato Sindaco
Castellana 2.1