sabato 4 ottobre 2014

La Madre dell'Assassino

Ero in Sala Operatoria, non mi ricordo più nemmeno chi era il chirurgo che stava operando.
Non mi ricordo quasi nulla di quel giorno.
Solo l’infermiera che si avvicinò e mi avvertì che la Polizia mi cercava e urgentemente.
Chiesi il cambio subito.
Li avevano fatti accomodare in sala riunioni .
Entrai, tutta la mia vita professionale e privata mi attraversò.
Non mi riuscì di cogliere nulla nella velocità di nanosecondi che potesse essere di interesse per la polizia.
Mi aspettavano  due signori. Severi, sguardo preoccupato, grigissimi.
Mi mostrarono subito come nei Film il distintivo “Kriminalpolizei”
- Frau Doktor non è successo nulla a lei e alla sua famiglia, abbiamo bisogno del suo aiuto!
Cristo pensai, che cosa posso mai fare per questi.
Sono una anestesista e leggo troppi libri.
“ Dobbiamo andare insieme a casa sua e parlare con Frau Holzschmidt!”
Oddio ora scopriranno che le pago in nero qualche ora!!
 Ma c’era bisogno di venire qui in ospedale per una cosa così?
“La situazione è gravissima! Dobbiamo comunicarle che stamane abbiamo arrestato Karl!
E’ l’assassino della giovane psicologa, sì quella uccisa e poi stuprata un anno fa, nei boschi di Hozberg.”
Non è possibile, ha solo 19 anni, è un ragazzo mite. Ha da poco finito la maturità.
Frau Holzschmidt mi parla sempre di quanto meraviglioso e affettuoso è.
L’ho visto una sola volta, a Pentecoste due anni fa.  Anonimo. Un ragazzotto biondino slavato.Timido mi era apparso.
Lo aveva adottato che aveva solo un mese, una vita costruita per lui e soltanto per lui.
Era suo figlio vero, quello negato per anni da una endometriosi devastante.
La casa, il giardino, l’orto, i risparmi. Tutta una vita un solo progetto, la famiglia.
Suo marito voleva tanto che andasse all’Università, ma a lui piaceva la falegnameria.
“ si andiamo, ma come fate a esserne così certi?”
“ lo inchioda il DNA. Dopo averla massacrata si è masturbato sul suo corpo.
Dal materiale organico abbiamo le prove della colpevolezza.
Stamane quando lo abbiamo arrestato ha solo detto “vi stavo aspettando!”
Non mi ricordo più niente, solo il  volto di quella madre e la sua certezza
“Non è vero, mio figlio ha donato spontaneamente, insieme a suo padre, la saliva.
Tutti i maschi del Dorf lo hanno fatto, nessuno si è rifiutato! Lui non è colpevole“
Per 15 anni Frau Holzschmidt ha lavorato da me.
Hanno persino cambiato la Costituzione tedesca perché Karl per 10 anni mai mostrò pentimento.
La legge prevedeva 10 anni al massimo per un omicidio compiuto da un minorenne.
E’ in galera da 15 anni e la sua liberazione non è ancora prevista.
Non si è mai pentito, non ha mai chiesto perdono alla famiglia della ragazza.
Frau Holzschmidt per 10 anni ancora ha parlato del suo bravo ragazzo, della ferocia dello Stato, delle visite in galera mai soli, dei costi degli avvocati, dei giornalisti avvoltoi, ma mai, dico mai di quella ragazza  nel bosco a fare Jogging e ora non può più farlo per mano  di quel bravo ragazzo.


Nota a margine: Luogo e Nomi sono puramente inventati.
Fatti e accaduto no. La narrante è una mia grande amica che mai ha raccontato di quella giornata ad alcuno, oltre che a me.

martedì 23 settembre 2014

Dimissioni per giusta causa senza obbligo di reintegro




Non si puà stare zitti oltre!

A Castellana accadono fatti quasi sottosilenzio.
Nei 
social network, incluse le bacheche dei partiti, non è dato  notare un grande dibattito. Nessuno ha da obiettare, fatta eccezione di Francesco Carrozzo che ha posto, in tutta la sua gravità, il silenzio dell'area più rappresentativa del centrosinistra castellanese. 

Eppure di fatti strani ne accadono assai.
Le Elezioni Regionali si preannunciano già cariche di nuvoloni grigi e pesanti, ma a darci uno scossone sono i  suoi prodromi:
le candidature per Bari Città metropolitana.

" Lista Terre Democratiche" di Sergio Povia Sindaco di Gioia del Colle ( PD ) leggiamo la candidatura di Leone Ramirra attuale consigliere di maggioranza (lista civica Ciliege) della Amministrazione di Castellana Grotte.CENTRODESTRA.


La lista "Città Insieme" candida Lello Longobardi consigliere si di opposizione ma eletto anche lui in una coalizione di centrodestra con la Lista civica Amici per lo Svililuppo, coalizione che ha perso le amministrative (Pinto), ma appoggiata da Fitto, Greco e l'ex Sindaco di Lecce Sig.ra Poli Bortone. CENTRODESTRA.Sia Ramirra che Longobardi noti per essere in forza e dare ( Ramirra) e aver dato (Longobardi) totale appoggio alle maggioranza del centrodestra che, va sottolineato, governano Castellana dalla nascita della prima repubblica.
Le coalizioni della città metropolitana sono tre, 
Ramirra è in quella "chiunque vinca stiamo con te", ma fortemente caratterizzata da uomini del PD.
Longobardi è nella Coalizione Decaro/Emiliano.
Non si ricorda di entrambi i consiglieri un solo atto politico che si sia mai potuto inquadrare nelle politiche che il centrosinistra ha proposto e propone.Nemmeno a dirsi vederli firmare una petizione contro le discariche abusive di amianto o sostenere la raccolta differenziata, tanto per dire...
La solitudine del consigliere del centrosinistra D'alessandro è nota a tutti.
Ai banchetti di Castellana 2.1 o ai nostri incontri non si sono mai visti.

Sebbene io comprenda che così si possano vincere le elezioni (imbarcando tutti) , pongo le seguenti riflessioni:
- a qualcuno , oltre a che a me e a Carrozzo,si a qualcuno,  per esempio nel PD locale, gli viene un senso di disagio profondo pensare che la sinistra di Castellana sia rappresentata da  Longobardi e Ramirra ?
- E' evidente che sia  cambiato l'asse all'interno del Consiglio Comunale.Ci saranno delle conseguenze politiche in un paese, in una regione, in una città metropolitana normale.

Attendiamo quindi

1- le dimissioni immediate, dalla maggioranza di centrodestra del Comune di Castellana Grotte, del Consigliere Ramirra  e annuncio di appartenenza al Centrosinistra.

ALMENO QUELLO!!!!

2- la dichiarazione di appartenenza al centrosinistra di Longobardi

3- è urgente  un documento POLITICO della segreteria del PD di Castellana Grotte.

PS. poi non dite che ho torto quando chiedo che il quadro di Sergio Niccolò De Bellis "Gramsci" debba appartenere alla Città di Castellana.
Mi piange il cuore saperlo in quella sede abbandonata e adombrata da nubi così pesanti.

lunedì 15 settembre 2014

Autovelox: lettera aperta al Sindaco di Milano Giuliano Pisapia


Gent.mo
Sindaco Giuliano Pisapia,

sono una cittadina, una fra tante/i, colpita dagli autovelox di ultima installazione.
Una di quelle donne sulla quale, a fronte della violazione del limite di velocità imposto, pende la quasi inevitabile sospensione della patente e, alla quale arrivano, a ripetizione, come da mitragliatrice, multe del valore di € 180,00 con relativa perdita di 3 punti della patente.
Sono una donna che, attenta alla vita altrui, da 14 anni compie il tragitto andata e ritorno via XXXX Milano - Busto Arsizio, città, sede dell’Ospedale in cui felicemente lavoro,fiera di offrire le mie competenze di Medico Anestesista, Rianimatore,Terapista del Dolore.
Succede, Sig. Sindaco, che in 14 anni non ho mai causato un incidente, probabilmente per pura fortuna e, quel ponte l’ho percorso 2.800 volte circa, senza mai incorrere in alcuna infrazione.
Sarei ancora in classe 1, se non fosse per un piccolo tamponamento, accaduto in altro luogo lo scorso anno, che ha modificato la mia posizione assicurativa, facendola rientrare in classe 3.
Ma, ammetto, non sono perfetta!
Qualche volta, in autostrada,  sono andata alla velocità di 150km/h,  generalmente in stato reperibilità per un taglio cesareo, così,  una volta mi hanno beccato, perdendo 5 punti dei miei 23 presenti sulla patente.
Quest’anno a fine luglio, ho scoperto invece di essere una automobilista quotidianamente pericolosa, indisciplinata, “di destra” (come sono stata definita ieri da un consigliere di maggioranza), e aggiungerei meritevole di disequilibrio psichico, visto il futuro che mi aspetta: perdita della patente, impossibilità di svolgere  il mio lavoro.
Si immagina, Sig. Sindaco, fare le reperibilità in bicicletta? Certo, potrei sempre  trasferirmi a Busto Arsizio,  ma come andare in Ospedale  alle 3 di notte?  Come visitare i pazienti allettati che necessitano, a domicilio, delle mie competenze in Terapia del Dolore?
Si, ha ragione, i limiti di velocità si rispettano! Quei cartelli blu sono disseminati da sempre: 70/h.
Sono meritevole della castigazione,  ma quell’autovelox proprio NO, non sapevo lo aveste istallato!
In allegato le foto di quanto sia visibile il cartello che comunica ai cittadini la notizia della sua istallazione.

Ho pagato il primo verbale nr. 653192, notificato a metà luglio: data della infrazione, ultima settimana di marzo.  Si, confesso, guidavo io, sebbene non abbia verificato attentamente dove ho effettuato l’infrazione.  
Pochi giorni dopo ne sono arrivate  4: Periodo 25.03 – 05. 04. 2014. Panico!  Come è possibile? Ho superato sempre gli 80Km/h? Non andavo a 150 km/h, bensì ad  82Km/h, qualche volta a 90Km/h. Strada a 3 corsie, in orari sempre di scorrimento veloce.

Giuro, non sono una terrorista e nemmeno una rivoluzionaria:
voto PD, mi appassiona Civati. Questa la mia massima trasgressione!

Il 12.09 mi hanno notificato ancora una multa, un’infrazione compiuta il 03 maggio. Francamente non so quante ancora ne arriveranno,perché io ho preso coscienza dell’autovelox solo quando mi sono arrivate le 4 infrazioni, nella seconda metà di luglio. Quante notifiche arriveranno ancora? 15, 20, 40?
Ogni giorno aprire la cassetta della posta è un po’ come aspettare un verdetto che accentua un’ agonia.
Sig.Sindaco, compia un atto politico! Una pacificazione. Ci dev’ essere una soluzione a questa che può divenire una  tragedia, per me e per molti cittadini come me.
Le chiedo un atto politico, non dettato da esigenze di cassa o/e atti pesantemente vessatori a carico di tutti quanti noi, cittadini lavoratori. Non è un fatto di destra o di sinistra opporsi alle multe. E’ a repentaglio la vita professionale e privata di molte persone.
Io NON sono una delinquente della strada.
 Ho certamente sbagliato, non volendo.Lo so, devo pagare: volete uno stipendio, la casa, la macchina?  Quanti soldi volete perché io ritorni a essere una donna, una professionista, serena, il cui futuro non dipenda dall’esito dei ricorsi?
Vi chiedo una soluzione accettabile, per tutti, per entrambi!
Un cittadino non può essere oggetto di quest’angoscia, di questo stillicidio costante.
Se ha sbagliato avvisatelo subito, mettetelo pure in galera, fategli pagare le proprie colpe, ma subito!
Non può, ignaro, continuare a fare il “delinquente” senza saperlo.
Non ritengo sia politicamente accettabile quanto sta accadendo a carico di tanti cittadini. Io, quella strada la percorro  da 14 anni tutti i santi giorni, andata e ritorno.
Mettermi all’angolo in attesa di ricevere tutte le infrazioni che inconsapevolmente ho fatto è disequilibrante.
La mia vita non può dipendere dal fatto se il  Prefetto/Giudice di Pace accoglierà o meno le mie ragioni.
Offritemi una soluzione.
Io, la rivoluzione arancione l’avevo immaginata diversa: non avrei mai pensato sarebbe finita con il mettere a repentaglio la mia vita, il mio equilibrio psichico, la mia professione.

Con la massima sincerità
Mercedes Lanzilotta



PS. Questo il cartell0 di avviso, a fine luglio, di come avrei dovuto scoprire l’istallazione dell’Autovelox.
Vi sono altri Blu da sempre, su entrambe le corsie ma a cui non corrispondono altri Autovelox. 


martedì 19 agosto 2014

La voce di un lupo



In un Bar di Milano, uno molto frequentato, ora dell'aperitivo.
Parlo animatamente con una amica dell'ennesimo femminicidio,  non riusciamo ad andare oltre le risposte di sempre, frasi che ci siamo dette mille volte.
Il proprietario ci ascolta mentre  versa un Gin Tonic e l' analcolico che ci andranno di traverso di lì a poco.
Si siede e con calma, lentamente "spiega" :

quando decidi di sposarti lo fai perchè sei innammorato, perchè vuoi stabilità, perchè vuoi un porto che sia finalmente sicuro, perchè ti prendi una donna che sarà per sempre tua.
Negli anni apri e chiudi la porta di casa quando e come vuoi.
Tradisci, ma mai con un solo senso di colpa, non ti sfiora che sia ingiusto e tanto meno che sia qualcosa che possa fare anche lei.
E' semplicemente Tutto l'Umwelt  tuo, sei libero di fare quello che ti pare e che hai sempre fatto.
Sei al centro di quel mondo e regista della tua e sua vita.

Non ti sfiora nemmeno la possibilità che la tua donna, quella che hai sposato, possa dire basta.
E' semplicemente cosa tua.
Non sei mai stato necessariamente violento, semplicemente Lei è sempre stata al posto suo.
Ti ha aspettato sempre.
Quando però ti lascia, quando improvvisamente alza lavoce e dice BASTA è lì  che il cortocircuito si realizza.
E' impossibile razionalizzare.
Comprendi di un colpo che se ne va, che ti viene tolto tutto, sì
tutto quello che è Tuo.
Tu sei solo,solissimo, in una scatola improvvisamente vuota.
Sei improvvisamente povero e nudo, come un verme.
Impazzisci e l'unica idea fissa che ti viene e persegui è fracassarla di mazzate.
L'unica strada che attraversi è la violenza fisica perchè nessun altro strumento hai.
Non ti importa alcunchè delle conseguenze.
Sei uno a cui Lei ha tolto tutto,  l'unica cosa che pensi è rimuovere la causa della tua disperazione.


sabato 26 luglio 2014

La massacra prima però decapita un gattino.




A vederlo, nelle foto che accompagnano le sue pubblicità , pensi  subito “con uno così nemmeno il caffè al Bar”. Eppure ha un notevole credito locale per la sua tragica capacità imprenditoria.
Mirko Rosa è il proprietario dei tantissimi negozi MIRKORO, quei negozi nati con la crisi, in parallelo con le Slot Maschine e i Videopoker.
Mirko Rosa  fa i soldi, e tanti, con quelli persi dai  poveracci, con quelli che vendono le collanine del battesimo, la medaglietta con la Madonna, l'effige di Padre Pio oro e argento, il braccialetto del fidanzamento, il solitarietto della “promessa”,   il Rolex comprato quando la moneta girava e si faceva ancor più nero.
Molti i negozi, sparsi in Lombardia tutta ma con tante sedi nel varesotto e alto milanese.
Nella zona di Busto Arsizio Mirko è molto conosciuto,  ama farsi vedere con le sue potenti auto (Porsche,Hammer, Ferrari),  per i suoi eccessi d’alcool e per qualche Body Gard che manda in Ospedale a suon di botte.Violento si sapeva che lo fosse.
Qualche foto su Chi per un Flirt Sara Tommasi.Nulla che potesse mai interessare la stampa nazonale.
Ogni periferia, ogni città ha i suoi burini ricchi e poveri, personaggi Trasch, gente che nulla aggiunge e nulla toglie.
E' sfuggito  però  l’ORRORE questa volta di cui si è fatto protagonista qualche notte fa.
Solo la stampa  del varesotto ha dato  notizia con  accenti diversi,  come purtroppo accade  quando si racconta  della violenza sulle donne.
Violenza, cattiveria,ferocia, efferatezza che potevano avere ancora un più tragico epilogo.
Sorge la domanda spontane: le donne hanno valenza guadagnandosi  il consueto articolo sui giornali solo se il Femminicidio si conclude con l’evento termimale?
Bisogna morire ?
La ragazza è finita in Ospedale, è viva biologicamente, uccisa in ogni suo aspetto,uccisa in
quell'  interminabile film dell’orrore che l’ha vista vittima di un carnefice efferato.
Agli inquirenti ha raccontato che  tutte le lesioni del corpo sono state causate da una lite per futili motivi.
Il gattino, appena comperato, di pochi mesi aveva graffiato la figlia di poco più di un anno.
L'uomo non ha esitato a decapitarlo  e minacciare la giovane compagna di farle subire la stessa fine. All'orrore di questa visione e allo smarrimento è seguita una escalation della ira e furia incontrollata.
Il passo verso la violenza fisica è stato breve, costringendola a subire un rapporto sessuale, per poi coprirla di botte sino all’inverosimile, rinchiuderla  in uno sgabuzzino sino allo stremo, naturalmente non prima di averle rotto il cellulare e impedendo di chiedere aiuto. Al mattino l’ha liberata. La ragazza minacciava di buttarsi dalla finestra.
Questo schifo di uomo è noto alle cronache locali anche per una indagine in corso per ricettazione (importo illegale di farmaci come  fiale e siringhe di gonadotropina, utilizzata per gonfiare i testicoli, anabolizzanti, pastiglie di viagra, scatole di testosterone, antiestrogeni, antidolorifici, antibiotici.
Una piccola considerazione a margine.
Il Sindaco di Rescaldina è sempre  tronfio di avergli consegnato quella  targa?
Triste è questa Italia dove chi rappresenta le Istituziioni non è capace di stare lontani da personaggi di questa portata, seppur con i soldi.



lunedì 21 luglio 2014

Le strane "bizze di Capossela" a Castellana Grotte




Vinicio Capossela, famoso, fascinoso, molto intellettuale e snob si esibisce volentieri al Sud d'estate, scatenando grandi iniziali consensi .Cittadini  entusiasti, gli amministratori godono del prestigio dell'annuncio,il tutto politicamente funziona!L'estate è salva .La gente non può dire niente.

"Non abbiamo chiamato i Camaleonti!
 a Castellana è venuto Vinicio Capossela"

La cittadinanza viene accuratamente non informata che
a- il compenso dell'artista  non ha una  relazione accettabile con gli incassi del botteghino e della pubblicità
b- Capossela  impone  la LOCATION, pure quando gli si fa notare che il concerto lo vedranno così quelli del suo staff, il Sindaco, l'ex Sindaco, quelli della Banca cittadina, tutti gli assessori, i consiglieri comunali e le loro mogli.
Insomma sarà un concertino privato, tipo una festa di famiglia intellettuale.
Saranno tollerati i politici.
Capossela la gente non la vuole, nemmeno lontana e quindi
c- vieta il Maxischermo.

La cittadinanza si scatena in reazioni molteplici e differenti, tutte però con un unico comune denominatore "perchè voi autorità ci sarete e noi no?".
L'aspetto più grave della questione sta nel fatto che per questa esibizione il Cantante richiede la chiusura di un intero pomeriggio di uno dei siti turistici più importanti della Puglia. Quindi impedisce un introito importante, nella alta stagione estiva, del sito turistico famoso in tutto il mondo. Aspetto importante, da non dimenticare, quello del poco rispetto dei turisti che questo pomeriggio, ignari dell'evento universale firmato "V.Caposella nella Grave"troveranno le Grotte chiuse, manco vi fosse il Concilio riunito.
Insomma è come se Pompei chiudesse per fare cantare Ornella Vanoni.

Io mi domando (insieme ad  un paio di assolutamente esterefatti castellanesi) :
a- quanto costerà questo Concerto alla Srl Grotte? (che poi la domanda è "quanto costerà ai Castellanesi" visto che è una società partecipata del Comune al 100%)
b- quale era il flusso dei turisti previsto per il pomeriggio, a quale introito si è dovuto rinunciare?
c- non era forse il caso di chiedere a Vinicio Capossela di pagare lui a noi per potersi esibire alla Grave? Non è mica lui a farci un favore, viste le condizioni!
Il favore lo sta facendo la Società SRL Grotte e il Comune di Castellana a lui!
Assurdo ma è così.

d- Una telefonata agli Assessori e Sindaci dove si è esibito negli anni precedenti è stata fatta ?
Basta andare sul Web e rendersi conto di un paio di problemucci sorti tra Capossela e gli amministratori locali,  concerti  trasformatisi in una operazione di marketing pari a una pernacchia per le città " generose e ospitanti".

http://www.castellanaonline.it/news/2900/i-vizi-ab-origine-e-le-richieste-di-capossela.html

martedì 15 luglio 2014

PER UNA LEGGE DI RIEQUILIBRIO PROPOSTA SULLA 194 (Politicamp 2014)


PER UNA LEGGE DI RIEQUILIBRIO
PROPOSTA SULLA 194 (Politcamp 2014)
La legge 194 che regola l’interruzione di gravidanza è una legge efficace, che ha consentito dagli anni Ottanta a oggi una riduzione complessiva del 54 per cento delle Ivg: 105.968 interventi nel 2012 contro i 232.801 nel 1984.
Ciononostante la legge 194 oggi è sostanzialmente inapplicata a causa delle altissime percentuali di obiezione di coscienza del personale medico e paramedico (ginecologi, anestesisti, personale di sala): un’obiezione media del
70 per cento, con punte fino al 90 per cento in Campania e oltre l’80 per cento in Lazio, Molise, Sicilia, Veneto e Puglia, e interi ospedali che non garantiscono il servizio (obiezione di struttura).
Anche l’attività dei Consultori si è fortemente ridotta: diminuisce il numero (per esempio, in Lombardia si è passati dai 335 Consultori del 1997 agli attuali 216) e viene depotenziata la loro capacità di azione.
Il 16/5/2014 una delibera della regione Lazio ha ribadito i compiti dei Consultori chiarendo che tutti i medici, obiettori e non obiettori, devono garantire le funzioni di:
1. prevenzione delle gravidanze indesiderate
2. certificazione dello stato di gravidanza e eventuale volontà alla interruzione.
3. prescrizione contraccettivi
4. prescrizione della RU486, la cosiddetta pillola abortiva.
Il diritto di obiezione può cioè essere esercitato solo per quello che riguarda l’atto tecnico dell’interruzione di gravidanza.
A questi attacchi all’applicazione della legge e ai consultori si accompagna una vivace ripresa di iniziativa del Movimento per la Vita, in Italia e in Europa, oltre al proliferare dei cimiteri dei non-nati, con cerimonie di sepoltura dei prodotti abortivi. E’ bene ricordare che il diritto di seppellire i feti di qualunque età gestazionale è già garantito da un decreto presidenziale del 1990. Non vi è quindi alcuna necessità, se non ideologica e propagandistica, di istituire cimiteri dedicati.
Tornando all’obiezione di coscienza che impedisce l’applicazione della 194 in molte aree del territorio nazionale: a questa obiezione massiccia consegue
1. un ritorno all’aborto clandestino
Il Ministero della Sanità stima intorno 40.000 casi le interruzioni clandestine, stima in difetto perché nelle ostetricie è in costante aumento il numero degli “aborti spontanei”, che non riguardano solo i sottoscala delle Chinatown. Nei nostri Tribunali sono aperti 188 procedimenti penali per violazione della legge 194. Dei 150 mila aborti spontanei verificatisi nel 2011, almeno un terzo –secondo lo stesso Ministero per la Salute- è attribuibile al “fai da te”, aborti non completi eseguiti in cliniche fuorilegge o provocati con farmaci reperibili sul Web o in farmacie compiacenti
2. turismo Abortivo: fenomeno che colpisce particolarmente il Veneto con migrazioni in Emilia Romagna dove la legge funziona meglio, il Lazio con migrazioni in Toscana, e così via
3. incremento del business dell’aborto:
per esempio, delle 3776 IVG effettuate nell’ASL di Bari nel 2011, 2606, ovvero il 70%, sono state praticate in case di cura convenzionate, 1170 (il 30 per cento) negli ospedali pubblici. Il DRG per IVG ammonta a una cifra tra i 1100 e 1600 Euro. Questo significa 3.000.0000 di euro nelle casse del privato (privato in cui l’obiezione è poco significativa).
E’ legittimo un diritto di obiezione per i dipendenti di strutture pubbliche, che nei fatti rifiutano di applicare una legge dello Stato?
L’obiezione di coscienza è un diritto garantito dall’articolo 9 della legge 194, che è una legge a rilevanza Costituzionale. E’ garantito anche dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo, laddove sancisce che “gli stati membri sono tenuti a organizzare i loro servizi sanitari in modo da assicurare l'esercizio effettivo della libertà di coscienza dei professionisti della salute”.
Tuttavia, se il diritto alla obiezione deve essere garantito, la Corte di Strasburgo afferma che ciò non deve impedire ai pazienti di accedere a servizi a cui hanno legalmente diritto (sentenza della Corte del 26.5.2011). L’Europa quindi sostiene la necessità che lo Stato preveda l’obiezione a condizione che non ostacoli l’erogazione del servizio.
L’8.03.2014 il Consiglio d’Europa ha condannato L’Italia “a causa dell’elevato numero degli obiettori di coscienza. L’Italia viola i diritti delle donne che alle condizioni prescritte dalla 194 del 1978 intendono interrompere la gravidanza.
Come si spiega un’obiezione così massiccia?
1. ragioni di carriera: spesso la scelta di non obiettare comporta che lo specializzando si ponga contro il suo Direttore di Cattedra, e questo finisce per ostacolare il suo percorso professionale
2. eccessivi carichi di lavoro, economicamente e professionalmente non remunerativi
3. sindrome del burnout: da non obiettore si diventa obiettore per stanchezza e per le difficoltà connesse a un lavoro che ti pone costantemente di fronte a questioni etiche. Burnout non dissimile a quello che affligge medici e personale sanitario dei Pronto Soccorso, delle Terapie del Dolore e Cure Palliative,della Rianimazione, ecc. Chi fa IVG per anni, senza rotazione a causa dell’esiguo numero di non obiettori, spesso è tentato di gettare la spugna
4. motivazioni religiose
a questo riguardo, due osservazioni:
1. Il credo dei Testimoni di Geova proibisce le trasfusioni di sangue. Coerentemente nessun Testimone di Geova sceglie specializzazioni come Anestesiologia o Ematologia, la cui pratica porrebbe costanti conflitti etici.
Analogamente chi sceglie ginecologia dovrebbe sapere bene che tra i suoi compiti ci sono anche quelli previsti dalla legge 194 in ogni sua parte: dalla prescrizione di contraccettivi a quella del del Levonogestrel e della RU 486, all’interruzione chirurgica di una gravidanza non desiderata all’aborto terapeutico. Perché scegliere questa specialità se ragioni etiche impediscono di accettare una cospicua parte del proprio lavoro, “scaricandolo” sui colleghi?
2. gli obiettori di coscienza effettuano normalmente sia la villocentesi che l’amniocentesi. In tutto il Territorio Italiano è possibile effettuare entrambe le procedure diagnostiche in strutture pubbliche, private convenzionate laiche e confessionali (come il San Raffaele a Milano). Ma amniocentesi e villocentesi si effettuano per una diagnosi prenatale, cioè permettono di analizzare il numero e la forma dei cromosomi del feto, di accertare se il feto è affetto da malattia cromosomica come la Trisomia 21 (Sindrome di Down), se vi è rischio di Talassemia o di Fibrosi Cistica.
Questi esami diagnostici sono la “conditio sine qua non” dell’aborto terapeutico.
Eppure gli operatori sono gran parte medici obiettori.
Le procedure vengono effettuate anche in strutture private convenzionate confessionali dove si pratica obiezione di struttura. La problematica è nota ma tollerata dagli organi competenti.
Proposta politica
Il diritto all’obiezione di coscienza non può essere negato. Inutile quindi avventurarsi per questa strada. Questo diritto è garantito dall’art 3 della nostra Costituzione, dall’articolo 9 della 194 e dall’Europa.
Nemmeno la mobilità del personale, recentemente proposta da alcuni senatori del PD, Scelta Civica, M5S, può essere la soluzione.
I medici non obiettori sono pochissimi. Costringerli alla mobilità su più strutture significherebbe “condannarli” a eseguire esclusivamente aborti, negando il resto della loro professionalità.
Molte regioni italiane risolvono il problema chiamando medici non obiettori “a gettone” per garantire l’applicazione della legge, e retribuendoli in modo cospicuo: ma non si possono fare soldi sulla pelle delle donne, in un’inaccettabile logica mercenaria.
La soluzione che proponiamo è un’altra:
Ogni reparto di ostetricia deve prevedere il 50 per cento di medici non obiettori, con presenza H24 di un’équipe che garantisca l’intera applicazione della legge 194, dalla prescrizione della pillola del giorno dopo all’aborto terapeutico, e consenta così la rotazione del personale medico e paramedico.
Una sentenza del TAR PUGLIA (14/09/2010, n. 3477, sez. II) afferma che
“ è possibile predisporre per il futuro bandi finalizzati alla pubblicazione dei turni vacanti per i singoli Consultori ed Ospedali che prevedano una riserva di posti del 50% per medici specialisti che non abbiano prestato obiezione di coscienza e al tempo stesso una riserva di posti del restante 50% per medici specialisti obiettori”.
Opzione equa, ragionevole e praticabile che non si porrebbe in contrasto con il principio di eguaglianza di cui all'art. 3 della Costituzione e consentirebbe la piena applicazione della legge 194.(Avv.Filomena Gallo)
Il TAR dell’Emilia Romagna chiarisce inoltre un importante aspetto legato all’obiezione di coscienza:
(sez. Parma, 13 dicembre 1982, n. 289, in Foro amm. 1983, 735 ss). Si precisa infatti che “la clausola che condiziona l'assunzione di un sanitario alla non presentazione dell'obiezione di coscienza ai sensi dell'art. 9 risponde all'esigenza di consentire l'effettuazione del servizio pubblico per il quale il dipendente è assunto, secondo una prospettiva non estranea alle intenzioni del legislatore del 1978”.
(proposta illustrata da Mercedes Lanzilotta)