mercoledì 27 marzo 2013

S.O.S. Femmincidio 8.3.2013






 











Comune di Castellana Grotte
S.O.S Femminicidio

 8/3/2013


Castellana,la nostra città, affronta questa giornata in maniera inconsueta raccogliendosi in questo bellissimo Salone dei Ricevimenti del nostro Comune, riflettendo sul Femminicidio e non  nell’ovvietà commerciale di questi tempi, quale giornata di consumo e di spesa.

Altro è l’otto marzo!
l’8 marzo del 1908  scoppiò un incendio, alla Cotton,  una fabbrica di camicie, a New York,  morirono  115 donne,operaie,  arse vive,intrappolate da un inferno di fabbrica dove erano costrette a vita di miseria, salari  bassissimi, ricatti  come la storia delle donne solo conosce. 
L'anno dopo Rosa Luxenmburg, una grande socialista massimalista, in Germania indì qulla data come gionata di lotta per le donne.

San Pietrobrurgo  8.03.1917 le donne organizzarono una grande manifestazione per sancire la fine della guerra e petra miliare della Rivoluzione di Ottobre.
In Italia questa data  vide un suo riconoscimento nel 1922, dal PCIm,ma solo  nel 1945 le donne dell’UDI, a cui facevano riferimentio le donne comuniste socialiste e del partito di azione, ne decretarono con continuità una data, appuntamento per la rivendicazione della lotta di genere.


Giornata quindi non di festa ma di ricordo, di  informazione e lotta per la parità.


Ma è  in America  che dobbiamo focalizzare il nostro sguardo,  80 anni dopo quell’incendio , in una enorme città lungo la linea di confine Messico/Usa nello stato del Chiahuaha,( esattamente così, come i cani):
Ciudad Jaréz.
Un enorme contenitore di disperati (1.5 milioni di abitanti)una cttà nata come barriera e  riempimento per  chi tentava di entrare negli USA e non riusciva a oltrepassare la cortina doganale,ma anche  di chi lì si fermava, trovando lavoro  nelle immense fabbriche che gli americani possiedono,  per sfruttare la manodopera a basso costo.
Ed è a Ciudad Jaréz che  donne, gran parte giovanissime, vengono assunte e, oltre allo sfruttamento estremo, subiscono e subivano violenze d’ogni genere, spesso uccise dopo essere state stuprate mentre si recavano o tornano dal lavoro.
Una città barbara e assassina, dove dal 1993 ad oggi 4500 donne sono scomparse e della gran parte di loro non si sa più nulla.
Sui  cadaveri ritrovati sempre tracce di violenza sessuale e quelle delle armi che le hanno ucciso. Sono donne dai 15 ai 30 anni. Giovanissime..
Usate per stupri di gruppo.
Orrori difficili da descrivere per pratiche di morte violenta e lenta .

Un film che ha raccontato  l’orrore di Ciudad Javèrez divenuta famosa con il Film Bordertown con la Lopez e Bandera , ha avuto il grande merito a dare una informazione internazionale.

Enorme è stato il lavoro politico delle femministe messicane, in particolare di Marisela Ortis e l’avvocato Lagarde.
Sono entrate in Parlamento  impegnando ogni risorsa e energia nella denuncia, a livelli sempre più alti sino all’ONU,raggiungendo importanti  come costringere  lo stato messicano a perseguire gli assassini. 
Ma
  l’efferatezza della violenza di genere  quella che ormai abbiamo imparato a chiamare FEMMINICIDIO (parola cacofonica difficile da imparare per quanto brutta) è un fenomeno globale, da Ciudad Jaréz , la città che ha aperto al mondo gli occhi sulla violenza di genere, agli USA, all’Europa.
Dagli inizi del 2000 una onda di informazione,denunce politiche e giudiziarie  costringono  tutti i paesi a confrontarsi,a guardarsi dentro e chiedersi quanto odio verso le donne in se è presente.
Femminicidio significa violenza, morte di una donna perché donna, cioè violenza di genere.
Le notizie che arrivano dall’India sono ancora più agghiaccianti,da lasciare impallidire anche Ciudad Javez…
Lo stupro  di gruppo sul bus sino alla morte della donna da paret di 5 uomini tra l’indifferenza dei passeggeri…nel 2012!
L’India
il  Paese del “mistero delle donne mancanti”, falcidiate dall’aborto selettivo, dall’infanticidio e la discriminazione socio-economica,
Un Paese dove  una donna viene violentata ogni 28 minuti, la violenza sessuale è una pratica silenziosa e NORMALE.


L’Italia oggi si interroga, l' Italia del  2012 : 112 donne uccise,  quasi ogni  72 ore la ripetizione di un rito macrabo, la morte di una donna per mano del marito, amante,  padre,  fratello, insomma  da un maschio che ne rivendicava il diritto di vita o di morte.
E’ una strage che non si ferma, che non conosce crisi, spargendo dolore  e lutti da troppi e lunghi anni.
Solo nel 2008 se ne comincia a parlare e le donne iniziano ad organizzarsi:
Da Niscemi ,la città di Lorena uccisa da tre amici dopo averla barbaramente stuprata, a Brescia la città Hina, la ragazza pachistana uccisa dal padre,fratello e cognato nel più “puro” stile del Femminicidio.
L’UDI, i centri antiviolenza e moltissime organizzazioni femminili, organizzarono la staffetta della Anfora, che le donne riempirono del loro dolore, manifestazione importantissima di sensibilizzazione della guerra che si è scatenata in una società malata. 
E’  un fatto culturale in primis, perché noi viviamo in un paese che solo nel 1981 abrogò il Codice Rocco che prevedeva solo sino a  7 anni di galera a chi uccideva una donna per rivendicare l’onore di famiglia offeso. 
Delitto d’onore contro la morale. Delitto non contro la persona.
Una donna italiana non era nemmeno elevata a dignità di essere vivente.
L’Italia è quel paese in cui da soli 50 anni le donne votano!
Persino l’adulterio era elemento di disparità con gli uomini italiani, attraverso la legge ignobile fascista che si  erano confezionati a loro piacimento, della  donna veniva ignobilmente colpito.
Una adultera  finiva in galera se il marito la denunciava, mentre i maschi potevano andare dove andavano.
Nella nostra città ancora si raccontano gli epici bordelli dei dintorni e delle prodezze dei famosi puttanieri locali, tutti rigorosamente sposati.
Paese dove solo nel 1996 lo Stupro passò a delitto contro la persone e non contro la morale.
Lo Stalking è reato solo dal 2009!
Una legge che ad oggi presenta delle lacune enormi visto che il 60% delle donne assassinate avevano denunciato il loro persecutore, ma non è bastato a salvarle dalla morte!

L’Italia è una  Nazione dove i Valori del Femminismo sono stati distrutti da questi ultimi 20 anni di immiserimento di ogni valore di rispetto verso le donne.
( inutile ricordare quante volte ci ha offeso il satiro sig.B, un cavaliere senza cavallo, con le sue continue battute sessiste,in cui non c’è  traccia di rispetto verso le donne ).
 Eppure nonostante questo l’Informazione e quindi l’opinione pubblica per ogni Femminicidio ritorna a parlare
- di “Raptus di Follia,
-        “non sopportava di essere lasciato”
-        oppure titolano con le motivazione dell’omicida: l’ho uccisa perché l’amavo e mi aveva lasciato”,
-        ”non sopportavo di vederla con un altro”,

-        la “amavo più della mia vita”.

Ma non per parafrasare la Littizzettto: ma che amore è quello che arma una mano omicida?

Ad uccidere sono uomini che odiano le donne.Non si agisce per raptus o peggio per amore,il movente è di un criminale e abbiamo a che fare con degli assassini.

Quello che però dobbiamo capire che non è solo l’assassinio ciò che caratterizza il femminicidio,ma tutte le violenze dirette alle donne:

-        la violenza domestica, quella che tante volte registriamo in PS ma a cui non sempre segue la denuncia da parte della donna, a cui si aggiunge una responsabilità diretta, quasi omertosa del Personale Sanitario.( dal racconto di un collega del Bassini di MIlano: era una di quelle che venivano spesso in pronto soccorso,l'avevamo dapprima scambiata  per isterica, eveva sintomi strani e mai collegabili o con un substrato clinico, poi  in successivi accessi la dimettemmo con lesioni per caduta per le scale, infine la vedemmo sorrdente in una  fotografia sul giornale, ammazzata dal marito.
Bisogna aggiungere che l’assenza di informazione, di centri antiviolenza (in questi ultimi anni  tutti i centri hanno visto vedere ridursi i finanziamenti pubblici,città governate da amministrazioni di destra e e di sinistra, vedi Firenze,
-        - Violenza domestica concretizzata negli abusi sessuali all’interno della famiglia e fuori,

-       -     Violenza perché la gonna della figlia è troppo corta,

-        -    Violenza sino alla morte per costringere la figlia a sposare l’uomo che le hanno destinato.

Dobbiamo chiarirlo bene Femminicidio è VIOLENZA CONTRO LE DONNE PERCHE’ Donne, 

Femminicidio è violenza contro il genere femminile,
 
Femminicidio è Negazione delle donne di appartenere a se stesse.

Femminicidio è Possesso, come si ha l’IFONE, la macchina, la schiuma da barba.

Femminicidio è l’urlo della prevaricazione di chi non accetta che la donna possa decidere del proprio corpo e della propria vita, del suo destino e del suo futuro.

Femminicidio è asserire chi decide a questo mondo con la violenza .

Femminicidio
rivela una patologia assassina nel mondo degli uomini, che naturalmente non sono tutti assassini, ci mancherebbe,ma è all’interno del mondo del maschio annidiata una malattia che deve essere combattuta su diversi piani e gli uomini si devono chiedere perché per poter guarire.
(DEDICATO A una bambina di 8 anni che anestetizzai forse nel 1988…
Dedicato a Liviana di Bosco Mesola, una compagna dell’UDI  ammazzata a 21 anni in Calabria dal cuoco dell’albergo dove era andata a fare la cameriera,uccisa in una notte perché non voleva avere rapporti sessuali  con lui, avevamo entrambe all'epoca 23 anni, io studentessa privilegiata lei amica mia nelle serate ferraresi di maggio.)

venerdì 28 dicembre 2012

Gramsci, l'antifascismo, l'appartenenza.




La Casa del Popolo in via Bligny, ma soprattutto la Sezione del PCI di  Via Giacomo Tauro sono state per anni  una casa a 360 gradi per moltissime persone, un posto dove si andava la sera, si discuteva, si raccontava,si organizzavano picchetti contro il caporalato all’alba del giorno successivo, si parlava del costo della giornata in campagna, di Andreotti e di Rumor.
C’erano tantissimi braccianti in sezione,anche  piccolissimi proprietari di qualche “stoppello” ma essenzialmente braccianti, poi c’eravamo noi,  4 ragazzi di 16 anni circa, con tante idee e orizzonti di un socialismo come solo allora  si potevano avere.
Alle sera,seduti in sezione, gli storici compagni come  Vitti, Tateo, Aiuto, ce li ricordiamo bene, come nitidamente fisso ed indelebile è il volto, segnato da anni di fatiche e di una vita di dignità del compagno Michele Tapogna, per noi ragazzi l’Eroe assoluto, il grande vecchio, quello che con Nicola Pinto conobbe tutte le angherie, i soprusi,l’esilio, le  mazzate e le purghe fasciste.
Michele Tapogna, con quegli occhi limpidi e trasparenti, quelle rughe che raccontavano una vita densa di contenuti veri,fatta di lavoro,di sudore, di famiglia e di schiena diritta.
C’era il compagno Nino Turi, anello di congiunzione tra noi e loro.
Nino era un uomo buono e mite, ma con  la certezza di quella terra promessa immaginata e  ben alimentata dalla propaganda del socialismo reale sovietico.
Nino ci credeva a tal punto che quando arrivavano le navi dell’Unione Sovietica nel porto di Bari,prontamente veniva informato  dall’associazione Italia URSS di Bari,organizzava  queste andate a Bari a cui solo noi ragazzi aderivamo.
Ci portava  a salutare i “Tovarisc” marinai delle navi, a cui non era consentito scendere e passeggiare tra le vie della città.
Si saliva sulle navi,venivamo accolti con letizia, gentilezza e tentavano di venderci un po’ di cose come qualche Matrioska, della Vodka, delle sigarette.
Non avevamo una lira e nemmeno Nino ne aveva, però qualche pacchetto, una stecca su commissione la comperavamo.
Gite mitiche perché Nino le affrontava come una missione socialista:  occasione di incontro con i  fratelli sovietici.
Noi ragazzi lo seguivamo perché era una ottima e interessante alternativa alle noiose domeniche, tempi in cui a Castellana non esisteva nulla di laicamente aggregante e, francamente, era pure affascinante entrare in contatto con gente di cui l’America con  metà dell’umanità parlava atterrita, un po’ come Berlusconi parla ancora oggi  dei comunisti.

Su tutti noi,guardandoci con quegli occhi così intelligenti e acuti,  sovrastava un signore piccolo e quasi senza collo, tanto miope da portare  delle lenti spessissime.
Era il  padre politico  di tutti noi, ne avevamo letto, non senza difficoltà legate alla nostra ignoranza, le sue lettere dal carcere alla cognata Tania e i suoi racconti, che ci avevano tanto commossi, scritti per i suoi due bambini, lui nelle galere patrie a difendere la nostra libertà , prigioniero politico .
Era un  ritratto che Sergio Niccolò De Bellis, pittore castellanese comunista, aveva regalato alla nostra sezione nel primo dopoguerra.
Il signore era ed è  Antonio Gramsci, fondatore del Partito Comunista Italiano .
Nei nostri incontri ritorniamo  spesso a parlare di quegli anni e puntualmente i ricordi si incrociano con  quel quadro e con le nostre piccole e grandi storie di vita.
Quello che oggi ci unisce,come allora è quella radice comune che hanno tutti coloro che sono nati politicamente  nel PCI, radice che ci distingue e di cui  ne portiamo la fierezza di averne appartenuto.
In quella radice c’è l’idea della  giustizia sociale, idea che ancora oggi quei 4 ragazzi, che oggi hanno più di mezzo secolo di vita,  portano con se e da  cui mai si separeranno.
Gran parte di noi non ha più una tessera di partito, ma nessuno   rinnega la propria storia.
Ci accompagna  come la vita ci ha insegnato  si porta il bagaglio del passato, con le sue bellezze e le sue asperità, delusioni e successi.
Il PD di oggi non è il partito di Gramsci, Togliatti, Longo, Berlinguer, non è la sua naturale evoluzione, ne è una parte e neppure maggioritaria.
Il PD di oggi e anche di Rosy Bindi, Fioroni, Renzi e Letta che nulla,ma proprio nulla  dividono con Gramsci.
Per questo chiediamo, nel rispetto della pluralità delle emozioni e della storia di piccoli e grandi cittadini,che  il Circolo del PD di Castellana  doni il quadro di Antonio Gramsci, alla Collezione  delle opere di Sergio Niccolò De Bellis del Comune di Castellana.

Quel quadro appartiene a tutta Castellana, alla Castellana antifascista, alla Castellana che si riconosce in quel passato e che del neoliberismo dell’ultima ora, di Giannino e dei suoi sostenitori non vuole sentire parlare.
Il quadro di Gramsci è nostro e di chi non rinnega la sua storia.

Mercedes Lanzilotta
Michele Micca Longo

venerdì 21 dicembre 2012

Fuori dal Coro

Sull' onda d' entusiasmo  delle Primarie per il Premier, gli iscritti e elettori del PD hanno perseguito l'obiettivo di realizzare le Parlamentarie.
Il dietrofront di Monti, dopo la scriteriata decisione di Berlusconi , ha anticipato di troppo le elzioni politiche, così a febbraio con il freddo e con il gelo andremo a votare.
La dirigenza del PD, senza troppe resistenze interne,  si è affrettata a dare ascolto alla maggioranza dei suoi e a indire le primarie il 15 di dicembre (giorno in cu tutti hanno saputo di che morte morire) per il 29 di dicembre.
In 14 giorni bisognava e bisogna quindi come Spidermann annunciare di volersi candidare, chiedere tantissime  firme di sostegno agli iscritti, affrontare una vera e propria campagna elettorale e sperare di essere votati da tanti, perchè altrimenti il 37.imo posto della lista verrà riservato esattamente con o senza primarie.
Grande novità, salutata con enfasi: poco più di 1/3 saranno donne: uno sforzo sovrumano, una ulteriore prova di democrazia!
Io non ho tessere di partito dal 1983 e sono ben felice , perchè la libertà di essere fuori dal coro è la cosa a cui più tengo.
Capisco pure  bene che sono PRIMARIE DEL PD e che io non ho da battere ciglio.
Infatti i candidati,non solo devono essere iscrtti, ma devono raccogliere una miriade di firme di iscritti, impresa che è assolutamente impossibile anche per molte donne di lunga e provata militanza.
Oggi parlavo con una candidata molto presente e adesa al territorio (che brutto termine) che è a metà della raccolta.E' molto probabile che saranno cambiate le regole atrimenti gran parte delle donne sono escluse dalla gara.
(un pò come per gli album della Panini dove mancava sempre il terzino del Genoa e il mediano della Lucchese, ma se scrivevi e protestavi, dopo ma molto dopo, ti arrivavano per Posta da Modena).

Stiamo assistendo a porcherie enormi:
- circoli che impedisono a candidati di altri circoli di presentarsi, chiedere le firme,
- parlamentari che raccolgono firme, nonostante non ne abbiano bisogno, al solo scopo di sbarrare candidature,per poi dire:ma sono altre le firme che racccogliamo!
Quali signori miei, sotto Natale e in vista delle parlamentarie?
Donne di grande valenza stanno naufragando, donne che si ritrovano a 20 ore dalla consegna con 20, 30 firme perchè nei circoli amici, hanno trovato i tesserati già straimpegnati con i soliti guasconi ben informati, gente che ha messo le mani sul malloppo prima.
In questa spinta autolesionista si stanno facendo coinvolgere molte donne e l'osservarle mi mette disagio e dispiacere.
Non è bastato l'invito di Marina Terrragni : "non carne da macellum"!
Candidature debolissime per aderenza pratica (tessere) sul territorio, non certo per valenza, stanno crollando in queste ore.
Non sono fatti miei certo, non sono del PD, ma trovo tutto questo indecoroso.
Abbiamo fatto una bellissima corsa per Laura Puppato.
L'abbiamo fatta tutti, società civile e pochissime donne del PD.
E diciamolo! a Laura le donne del PD se la potevano impallinare lo facevano, mentre gli uomini ,dirigenti di caratura provinciale, andavano chiedendo: lo avete lettoil programma?e si rispondevano da soli: una pazza!
Questo accadeva in Puglia e,  a occhio e croce non mi pare che l'appoggio del partito nel resto dell'Italia sia stato di qualche grandezza in più.
Le Primarie per Premier del centrosinistra però sono state di tutti, abbiamo raccolto firme per Laura al mercato, in piazza, nei negozi con l'entusiasmo ritrovato.
Abbiamo costituito comitati dal nulla, ci siamo sentiti protagonisti nel costruire un centrosinistra che ci appartenesse.
Oggi queste parlamentarie sono una cosa, come si dice a Castellana, che si fanno "tra loro e loro" e io penso che debbano pure rimanere tra loro e loro, a me la libertà di dire che non mi piacciono e non le approvo, anzi in sintesi: me le potevano risparmiare.






 

martedì 18 dicembre 2012

Se il rispetto della Res Publica è coerenza






                                                                

Oggetto: Ordinanza N. 73 del 11/12/2012 - Ordinanza di rimessa in pristino dello stato dei luoghi per lavori edili abusivi - Strada P.le Turi - Castellana Grotte Km 1,500. Responsabile dell`abuso: sig. Domenico Mastronardi legale rappresentante della ditta IN.CO.VAR. Srl (Proprietario).


Egregio sig. Sindaco, 
Noi di Castellana 2.1 richiamiamo la vostra attenzione sull'ordinanza n.73 del 11/12/2012 - Ordinanza di rimessa in pristino dello stato dei luoghi per lavori edili abusivi - Strada P.le Turi - Castellana Grotte Km 1,500. Responsabile dell`abuso: sig. Domenico Mastronardi legale rappresentante della ditta IN.CO.VAR. Srl (Proprietario).
La moralizzazione della vita pubblica è diventata ormai un imperativo che ogni amministrazione deve porsi come obiettivo principale. La trasparenza assoluta deve essere il dogma di qualsiasi politico che sieda in consiglio comunale.
Non è tollerabile che sugli scranni del consiglio comunale siedano cittadini dalla non spiccata moralità civica.
La questione Mastronardi, secondo noi,  va assolutamente approfondita e merita risonanza da parte, lo ribadiamo, di tutta la classe politica che crede nella onestà come principio cardine di qualsiasi carica elettiva.
E' necessario che venga data pronta risposta  politica da parte delle forze e dei movimenti della società civile insieme con tutte le forze politiche di opposizione.
Chiediamo quindi che il consigliere Mastronardi presenti le sue irremovibili dimissioni, per tutelare e l'amministrazione di Castellana Grotte, e tutta la cittadinanza dal vedere in consiglio comunale soggetti che vanno contro la liceità e quelle che sono le necessità di cambiamento chieste nella gestione della res publica.

Ci aspettiamo quindi una pronta risposta che non consenta ancora che nel consiglio di castellana sieda un consigliere che ha commesso un illecito nello sfregio dell’Ambiente e dello Stato


                                                                                      
                                                                                                                                                                                                                                                                Dr.ssa Mercedes Lanzilotta
Movimento Civico Castellana 2.1




domenica 2 dicembre 2012

Chi sono



1973 iscrizione alla FGCI.
Il 1974 l’anno della bellissima battaglia referendaria del Divorzio.
Ci spendemmo in una grande mobilitazione, fu una grande vittoria dell’Italia. A Castellana le resistenze erano, trasversalmente, molto forti. Per tutta la campagna elettorale incontrammo enormi difficoltà a spiegare quanto la nostra fosse una battaglia di civiltà. Alla fine, comunque, la battaglia fu vinta a livello nazionale. Per questo noi a Castellana eravamo contenti lo
Dal 1975 al 1980 sono stata Consigliere Comunale per il PCI al Comune di Castellana Grotte. Opposizione.

Ed io non volevo lavorare gratis.

Intanto proseguivano i miei studi, sino alla laurea in medicina e Chirurgia e la decisione di emigrare in Germania Federale. In Italia la Specializzazione significava dover dipendere economicamente ancora 4 anni dalla famiglia … In Germania invece, come in gran parte dei paesi europei, la specializzazione si conseguiva in ospedali di rilevanza regionale e lo specializzando veniva onorevolmente pagato. Ed io non volevo lavorare gratis.

Una scelta dalla parte delle donne.

Dal 1995 vivo a Milano e lavoro a Busto Arsizio. Sono un medico anestesista non obiettore! Il mio impegno civile non è mai venuto meno.

Faccio parte di quella esigua minoranza di medici italiani che rendono possibile il non affossamento della 194. Questo è un impegno difficile da mantenere per molti aspetti, professionali e privati. Non è una parte del lavoro che mi entusiasma. E’ una scelta dalla parte delle donne!

La mia è una affermazione di un diritto contro una casta che ,per poche lire, ha sempre tollerato l’illegalità.
Attenta alla volontà del paziente.

Sono un Terapista del Dolore: il mio motto è CONTRO IL DOLORE SEMPRE! Questo vuol dire continuità nel mio lavoro della attestazione dei diritti dei pazienti al centro della mia vita professionale: dalla parto analgesia al dolore oncologico. Sono un Anestesista Rianimatore attenta alla volontà del paziente: non ho mai chiamato un giudice per infondere sangue ad un testimone di Geova, non ho mai infierito con l’accanimento terapeutico su un paziente in fine vita. Credo e lotto strenuamente per l’approvazione del testamento Biologico e la sua osservazione da parte dei medici e famigliari.


I DIRITTI CIVILI una costante della mia vita
La battaglia per l’affermazione dei diritti civili è una costante della mia vita: credo che sia tempo che l'Italia riconosca i diritti di tutti e si adegui alle direttive della Comunità europea. 

Jorge Amado, il grande scrittore brasiliano diceva: “sono comunista, grazie a Dio”. A me piace dire la stessa cosa. Non lo so quanto questa definizione sia ancora attuale. Posso dire però che nella mia vita sono sempre stata dalla parte dei deboli. Certo talvolta mi sono ritrovata ad essere più Giovanna D’Arco che Madre Teresa di Calcutta, ma credo di essere sempre stata un punto di riferimento per chi ha subito un torto, per chi è oggetto di mobbing sul lavoro, per chi ha necessità di conforto morale e materiale.

Ho partecipato come Candidato Sindaco di Castellana 2.1, una lista civica di persone perbene, alle Amministrative di Castellana Grotte Bari, raccogliendo il 5.9% dei consensi, 789 voti.
Una Candidatura nata dal rifiuto del PD,SEL e Socialisti di fare le primarie a Castellana.
Il progetto caparbio, di rappresentare una città che non ci sta, era nato dal coraggio  di due donne Agata Giannadera e Annamaria Greco.
Ho ripreso da un anno la mia militanza civile attiva,non più come singola e brontolona cittadina, ma insieme a dei meravigliosi ragazzi di Castellana a cui dedico questo Blog.

Per le Primarie del Cenrosinistra ancora una battaglia a fianco delle donne per una donna:

ho sotenuto e sosterrò  Laura Puppato, ne sono molto orgogliosa.

In chiusura amo gli animali …. e il mio gatto Gorby in particolare.


Le mie esperienze lavorative.

  • dal 21.11.2007 ad oggi Dirigente di Struttura Semplice della Unità Operativa di “Terapia del Dolore”, afferente alla Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione Terapia del dolore Presidio di Busto Arsizio
  • dal 25.05.2001 ad 30.11.2007 Dirigente Medico Anestesia e Rianimazione Rapporto esclusivo >15 anni presso l’azienda Ospedaliera Ospedale di Circolo Busto Arsizio Italia.
  • 07.12.2000-24.05.2001 Aiuto a tempo pieno Clinica Beato Matteo Vigevano Pavia, Italia
  • 23.02.1995- 06.12.2000 Aiuto Corresponsabile Ospedaliero Servizio Anestesia Rianimazione con rapporto di lavoro a tempo pieno Azienda Ospedaliera G. Salvini Presidio di Garbagnate Milanese.
  • 01.07.1991- 22.02.1995 Assistente Medico presso il Servizio di Anestesia -Rianimazione Ospedale Sankt Josef Krankenhau Regensburg ,  Germania Federale.
  • 01.09.1986-30.06.1991 Assistente Medico presso il Servizio di Anestesia- Rianimazione Ospedale Accademico Santa Elisabetta , Straubing , Germania Federale.